Var in Italia? Guardate cosa è successo in Bundesliga con il Dortmund

Serie A

Lorenzo Fontani

La comunicazione del "Var in corso" sui mega-schermi del Signal-Iduna-Park di Dortmund (foto getty)

Il match di Bundesliga tra Borussia Dortmund e Colonia è stato caratterizzato da un pasticcio dell'arbitro: gol convalidato dal Var, ma il fischio del direttore di gara era arrivato prima che il pallone entrasse in porta. Va decisamente meglio in Italia, dove il Var ha risolti diversi episodi dubbi nella quarta giornata di Serie A

Se pensate che i Var in Italia ancora non funzionino bene non avete visto, e soprattutto sentito, cos'è successo in Bundesliga: siamo nel finale del primo tempo di Borussia Dortmund-Colonia. Su azione d'angolo Papastatopoulos segna il 2-0 per il Borussia, ma l'arbitro annulla per fallo sul portiere Timo Horn. Proteste, mano all'orecchio e intervento Var, posizionato, diversamente dall'Italia, in un'unica centrale, ironia della sorte proprio a Colonia. L'arbitro (in questo la Germania ha una filosofia diversa dall'Italia) che non aiuta l'immagine del progetto, non va a controllare e si fida ciecamente del collega al monitor. Dopo pochi secondi arriva il verdetto: gol buono. In effetti non c'è fallo, ma c’è un ma… Il fischio dell’arbitro infatti era arrivato prima che il pallone varcasse la linea di porta. Quindi, tecnicamente, non era un gol annullato e la revisione non era possibile. Il protocollo Ifab ha un paracadute: la gara non è inficiata dall'errore tecnico di un Var, ma pasticci così sono ovviamente da evitare.

Il confronto con la Serie A

In Italia, nonostante qualche difetto di gioventù, non si è visto niente di simile, anche se il numero di interventi resta alto. Dopo un sabato tranquillo, infatti, sono arrivati i due gol annullati a Milano, uno per parte: quello di Kalinic per un fuorigioco di meno di un piede, e si discute se sia opportuno intervenire con un metodo comunque non scientifico per così poco. A Verona addirittura tre interventi, con un inedito: il rigore dato e tolto per irregolarità nella precedente azione d'attacco. Il pallone era uscito prima che Petagna lo giocasse, nei secondi immediatamente precedenti al rigore su Ilicic. La durata di riavvolgimento del nastro è un altro tema da studiare: non c'è un tempo predefinito, ma va considerata la fase di possesso in attacco. Potranno esistere zone grigie anche qui, ma ormai dovrebbe essere chiaro che la soggettività non è finita con i Var.

Il protocollo Ifab ha un paracadute: la gara non è inficiata dall'errore tecnico di un Var, ma pasticci così sono ovviamente da evitare. E in Italia, nonostante qualche difetto di gioventù, non si è visto niente di simile, anche se il numero di interventi resta alto. Dopo un sabato tranquillo, infatti, sono arrivati i due gol annullati a Milano, uno per parte: quello di Kalinic per un fuorigioco di meno di un piede, e si discute se sia opportuno intervenire con un metodo comunque non scientifico per così poco. A Verona addirittura tre interventi, con un inedito: il rigore dato e tolto per irregolarità nella precedente azione d'attacco. Il pallone era uscito prima che Petagna lo giocasse, nei secondi immediatamente precedenti al rigore su Ilicic. La durata di riavvolgimento del nastro è un altro tema da studiare: non c'è un tempo predefinito, ma va considerata la fase di possesso in attacco. Potranno esistere zone grigie anche qui, ma ormai dovrebbe essere chiaro che la soggettività non è finita con i Var.

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