Marani: "Viviamo un campionato anni '60. Juve favorita, poi il Napoli"

Serie A

Matteo Marani

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La 4^ giornata di Serie A ha lasciato in vetta Juventus, Napoli e Inter. Tre squadre a punteggio pieno, non si vedeva dal campionato 1960/61(ecco perché la foto degli inviati di Spprt 24 in bianco e nero...). Il direttore Marani ha analizzato l'andamento di questo avvio di stagione

1960/61 - 2017/18. L'ultima giornata di Serie A regala un salto nel passato: era da allora infatti che tre squadre non occupavano la prima posizione in classifica a punteggio pieno dopo quattro partite. Juventus, Napoli e Inter oggi, Juventus, Inter e Roma in quel campionato. Il distacco tra le prime tre, in lotta per lo scudetto sembra netto e delineato. E finora è anche la Serie A dei grandi numeri degli attaccanti, Dybala e Mertens su tutti. Matteo Marani, a Sky Sport 24, ha analizzato così l'andamento di questa prima parte di stagione: "La differenza tra le prime tre e le altre è l'elemento forte di questo avvio. Inoltre non c'è stata nessuna sorpresa, mentre storicamente l'avevamo sempre vista. Le prime tre hanno segnato 38 gol subendone 6: un contingente che domina in maniera evidente. Spettacolare e significativo perché si apre la lotta lì davanti, ma non un bellissimo segnale perché dietro ho visto prestazioni poco decorose, con errori banali".

 

"Juve favorita, Napoli dietro. Inter più staccata"

Su quale delle prime tre sia la favorita per la vittoria finale, Matteo Marani non ha dubbi: "La Juve rimane la favorita in questo momento, poi il Napoli. Sulla carta le due squadre che possono superare i 90 punti. L'Inter è un po' più staccata, anche se sta facendo molto bene ed è la miglior difesa del campionato. Ma nell'economia collettiva del campionato, le altre due hanno qualcosa in più per vincere".

"Da Dybala a volte si pretende un po' troppo"

"Dybala e Mertens sono stati la bellezza della Serie A, la guida di Juve e Napoli. Fa effetto il passaggio tra il Dybala del nostro campionato. A volte si pretende un po' troppo da Dybala, capisco la suggestione di accostarlo a Messi, ma il paragone non aiuta lui. E' in continua crescita - prosegue il direttore di Sky Sport 24 - ma Messi è l'empireo. Accostarli crea solo problemi a Dybala, che invece sta crescendo e fa della determinazione, della forza morale e mentale e dell' applicazione le sue vere armi. Sta costruendo la sua carriera, per come si comporta dentro e fuori dal campo. Oggi è il giocatore che fa più la differenza in Serie A".

 

"Mertens ha dei numeri incredibili"

Dybala da una parte, Dries Mertens dall'altra. Con i suoi numeri pazzeschi: "I suoi numeri sono impressionanti - sottolinea Marani - segna come i grandi centravanti della storia. Ha realizzato 40 gol negli ultimi 11 mesi, ha anche la cattiveria del centravanti e mi dicono sia l'ultimo ad andare via dal campo: un centravanti feroce. Da paragonare ai grandi attaccanti della storia del nostro campionato, sebbene il fisico e la storia non sembrava potessero essere dalla sua parte. E invece è come se fosse nato centravanti: un giocatore unico in questo momento".

"Viviamo un campionato anni '60"

Sivori e i suoi calzettoni abbassati (proprio come Dybala), la prima Inter di Herrera, il "clamoroso al Cibali", la nascita della rivalità tra Juventus e nerazzurri. E soprattutto, tre squadre in testa alla classifica a punteggio pieno come oggi. Era la stagione 1960/61 e a Juve e Inter faceva compagnia la Roma e non il Napoli. "Rievochiamo quel campionato oggi. Era un periodo difficile per il calcio italiano: l'Italia era reduce dalla mancata qualificazione ai Mondiali del 1958. Fu un anno che aprì il fronte tra Juventus e Inter". E, tra inviati in bianco e nero e termini giornalistici ormai in disuso, un ritorno al passato che sa tanto di presente.

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