Da Scampia alla Juve, passando per Crotone: alla scoperta di Mandragora

Serie A
Rolando Mandragora, centrocampista del Crotone (Foto: Getty Images)

Infanzia in uno dei quartieri più difficili di Napoli, quindi un'adolescenza trascorsa in giro per l'Italia inseguendo il sogno di diventare calciatore. Il gol contro il Benevento è un messaggio chiaro per la Juventus, da parte di Rolando Mandragora

Rolando Mandragora ha ancora l’età delle prime volte, nel calcio. Ieri ne ha realizzata una, tra le più speciali: la sua prima rete in Serie A, nonché primo centro in assoluto, dal momento che con Genoa, Pescara e Juventus non aveva mai segnato negli anni precedenti. Ha scelto una sfida già così delicata, il centrocampista, per andare in gol: uno scontro diretto per la salvezza, arrivato alla sesta giornata, contro un Benevento che stenta a prendere quota. La modalità, poi, è una delizia per gli occhi: una conclusione al volo che ha subito ricordato il perché la Juventus ci abbia voluto investire così tanto e il perché è stato capitano nella spedizione mondiale della Nazionale Under 20, medaglia di bronzo in Corea del Sud. Una rete, quella di ieri, che l’ha reso il più giovane centrocampista ad aver segnato sinora. Ma il ragazzo non si perde nella comprensibile euforia: “Sono felice per il primo gol, ora mi godo la vittoria ma ci proiettiamo subito verso la prossima sfida che sarà ancora più importante di questa”. Insomma, se il Crotone riuscirà a salvarsi anche quest’anno, Mandragora potrà già da ora dire di aver contribuito in modo significativo. Anche perché da quando è arrivato in Calabria, è diventato un punto fermo per Davide Nicola, che l’ha schierato dal primo minuto in cinque occasioni su sei.

Origini

Rolando Mandragora è nato a Napoli, il 29 giugno di soli vent’anni fa. E’ cresciuto nel quartiere di Scampia, noto per le tante vicende relative alla criminalità organizzata. Ma in realtà chi ci ha vissuto ne descrive uno scenario meno apocalittico: "Dall’esterno sembra un posto terribile, ma qui come altrove ci sono persone buone e cattive. Infatti, quando ho visto Gomorra mi ha fatto uno strano effetto: vengono sottolineati soltanto gli aspetti negativi". A soli 14 anni, con tutte le intenzioni di coltivare il sogno di diventare un calciatore, Mandragora si lancia alla ricerca di una squadra. Cosa che, nonostante ciò che vediamo oggi, sembrava un’impresa impossibile. "Atalanta, Palermo, Chievo, Juve, la Roma addirittura cinque volte, tre a Trigoria e due a Napoli. Praticamente ho fatto il giro d’Italia, ma niente, sembrava non mi volesse nessuno. Alla fine è arrivato il Genoa e ha creduto in me” ha raccontato il giocatore in un’intervista passata a La Gazzetta dello Sport. Con i rossoblu trova l’esordio in Serie A a 17 anni e le successive quattro presenze lasciano intravedere un grande potenziale. I liguri preferiscono dargli continuità e lo girano un anno in prestito al Pescara, in Serie B. Qui Mandragora conferma le proprie qualità e la Juventus decide di non lasciarselo sfuggire: i bianconeri lo acquistano per 6 milioni più altrettanti di bonus nonostante si sia infortunato poche settimane prima al piede. Un problema, questo al metatarso, che lo costringe a stare fuori anche per gran parte della scorsa stagione; Allegri riuscirà a farlo esordire, ma anche in questo caso la scelta condivisa è quella di trovare costanza di impiego e, quindi, di rendimento. "Per un calciatore è difficile stare lontano dal campo vedendo così sfumare ciò che ti sei conquistato con il lavoro" ha raccontato il giocatore.

L'arrivo a Crotone

“Crotone è l’ideale per il mio rilancio. Spero sia la stagione della mia consacrazione perché sono stato un anno lontano dal campo sia a causa dell’infortunio e sia perché alla Juve c’erano grandi campioni, troppa concorrenza. Mi seguivano da un po’ di anni e oggi sono orgoglioso di essere a Crotone per dare una mano alla squadra: hanno creduto in me più di tutti e qui c’è una grande piazza, una società sana e la possibilità di valorizzare i giovani. Ho tutto da dimostrare e spero di farlo sul campo”: si presentò così, Mandragora, e sta tenendo fede a queste parole fin da subito. Tuttavia, la permanenza calabrese è temporanea: l’intenzione è quella di tornare presto alla Juventus, magari con maggiori possibilità di impiego. “E’ un motivo di vanto poter vestire questa maglia, spero di farlo nuovamente in futuro” aveva detto il centrocampista. Intanto i bianconeri sorridono, consapevoli di aver trovato in lui e nel coetaneo Bentancur due possibili pilastri per il futuro.

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