13 ottobre 2017

Inter-Milan, la prima volta di Skriniar e Ricardo Rodriguez: "Sarà speciale"

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Milan Skriniar e Ricardo Rodriguez domenica giocheranno il loro primo derby di Milano (Getty)

Lo slovacco: "I rossoneri non sono in crisi, hanno grandi giocatori e il derby è una partita a sé". Il difensore svizzero avrebbe potuto giocare questa partita con la maglia nerazzurra, ma ora pensa al presente: "Stiamo incontrando qualche difficoltà, ma il calcio è così: giorni buoni e altri no"

LE PROBABILI FORMAZIONI DELL'8^ GIORNATA

Manca sempre meno al fischio d'inizio di una delle partite più attese del weekend di Serie A. Domenica sera a San Siro, Inter e Milan non si sfideranno nel derby di Milano che chiuderà l'ottava giornata. Mentre Montella e Spalletti ancora ragionano sulla miglior formazione da schierare e su come sostituire le gli assenti, anche tra i calciatori c’è chi si prepara a scendere in campo nella prima stracittadina milanese della sua carriera. I due nuovi acquisti Skriniar e Ricardo Rodriguez hanno parlato proprio delle loro aspettative e sensazioni in vista del match. Così il milanista, arrivato in estate dal Wolfsburg, ha anticipato i temi della gara.

Il derby dello svizzero

"La prima partita contro il Craiova ed ogni ingresso in campo è stata emozionante - ha raccontato a La Gazzetta dello Sport - qui mi piace la musica del riscaldamento e l’inno. Ho sempre la pelle d’oca. Il derby è speciale. Quando ero piccolo lo Zurigo era la mia squadra preferita assieme al Valencia ed i derby contro il Grasshoppers erano sentiti. Lo stadio pieno, i fumogeni. A me piace se la partita è calda. Dell’Inter conosco bene Perišić, è fortissimo e pericolosissimo. La sua mentalità mi piace, anche a Milano siamo usciti a mangiare insieme. Per marcarlo bisogna stargli sempre vicino, e speriamo che non sia in giornata".

"Sono stato vicino all’Inter ma ora sono felice"

Curioso che Ricardo Rodriguez sia andato vicino a giocare il derby di Milano con l’altra maglia: "L’Inter ha parlato con il mio procuratore nella prima parte dell’anno ma il Milan, quando è arrivato, ha chiuso rapidamente. Ed io sono felice così. Stiamo incontrando qualche difficoltà, difficile dire cosa non va ma il calcio è così: giorni buoni ed altri no. Forse i nuovi vogliono mostrare di essere all’altezza e giocano sotto pressione. Ci sono giocatori che la gestiscono meglio di altri. Questa squadra vuole vincere, è normale che se le cose non vanno la società intervenga. La vita è così, decidono i capi. Marra? Sono arrivato un giorno e non c’era più. Mi piaceva, un bravo ragazzo. Se ci sarà un rigore da battere? Nelle ultime partite io sono stato il primo rigorista della squadra e Kessié il secondo. Non so come tirerò, deciderò all’ultimo istante: è puro istinto".

Il derby dello slovacco

Chi invece è arrivato dalla Sampdoria è il difensore classe 1995, il protagonista di un ottimo avvio di stagione. Questo il suo avvicinamento alla partita, sempre sulle pagine de La Gazzetta dello Sport: "Sto pensando al Milan da quando ho terminato la partita con la Slovacchia contro Malta. Sono già focalizzato da giorni, è una grande gara per noi e per i tifosi. I rossoneri non sono in crisi, non bisogna fidarsi degli ultimi risultati. Loro hanno grandi giocatori abituati a uscire da queste situazioni. Il derby è una partita a sé, è straordinaria per questo. Noi dobbiamo vincere anche questa perché fa parte del nostro percorso di crescita. Domenica esiste solo la vittoria".

Sul momento del gruppo e su quello personale

E poi, sul momento della squadra: "E’ importante aver vinto sei partite su sette. Anche se qualcuno sostiene che non giochiamo bene, noi abbiamo portato a casa risultati pesanti. E possiamo lavorare serenamente per migliorare. La nostra forza forse sta proprio nel non pensare alla vittoria finale. Noi ragioniamo gara dopo gara e alla fine vedremo cosa avremo ottenuto. Il mio rendimento è figlio della voglia di lavorare e migliorarmi continuamente. Io voglio sempre aiutare la squadra, in ogni momento. Se l’Inter vince, sono più felice e non mi accontento mai. Spalletti ci ha trasmesso una mentalità vincente e io devo solo pensare a continuare a lavorare".

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