Juventus, l'analisi dei problemi. Allegri: "Basta piangersi addosso, reagiamo"

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Dopo la sconfitta contro la Lazio, tra i bianconeri e il Napoli ci sono 5 punti. Un mercato sotto le aspettative, la mancanza di alternative a Pjanic e Dybala in regia e la scarsa vena di Higuain tra le cause del gap in classifica

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La Juventus è a -5 dalla testa della classifica. Con queste premesse prepara la sfida di Champions League contro lo Sporting Lisbona. Inevitabilmente, però, i pensieri dei giocatori sono anche sul campionato, sulla freschissima sconfitta contro la Lazio, che ha aumentato il vantaggio del Napoli. C'è un precedente positivo, il -11 di due stagioni fa, rimontato quasi in scioltezza dai bianconeri. Ma è indiscutibile che qualcosa sia cambiata da allora. Allegri non accetta scuse: "Piangersi addosso non serve a nulla: per rialzarsi bisogna reagire sul campo subito!", ha twittato. Ma cosa è successo alla Juve nelle ultime due partite, chiuse senza vittoria? Se ne è discusso a Sky Calcio Show Countdown. Alessandro Costacurta invita alla cautela nel dare giudizi: “Penso che siano soltanto episodi sfavorevoli. Però da circa un mese Allegri dice di fare attenzione ai cali di tensione e alla gestione della partita, quindi se non lo sono ancora, i problemi potrebbero diventare strutturali". Contrario il parere di Giancarlo Marocchi: “Non ci sono stati episodi sfavorevoli, solo errori da parte dei giocatori e di Allegri. Lui, però, mi entusiasma: fa delle scelte che a volte mi sembrano illogiche, ma ottiene comunque il risultato. Vista la quantità dei giocatori, visto che Allegri riesce sempre a sedare le polemiche, la Juve sarà sempre la Juve, anche in questo campionato”.

Mercato sotto le aspettative

Nella ricerca delle differenze con la scorsa stagione, che la Juve ha dominato su tutti i fronti fino alla finale di Champions League a Cardiff, Paolo Condò si concentra sul mercato: “Finora soltanto Matuidi ha convinto a pieno, oltre al giovane Bentancur, che è molto bravo. Douglas Costa, anche se ha fatto gol con la Lazio, non è del tutto convincente. Bernardeschi è ancora distante dall’essere un titolare. Howedes non l’abbiamo ancora visto".

Poche fonti di gioco

Dal mercato è uscita una Juventus con meno giocatori capaci di impostare l'azione nelle varie zone di campo, come spiega lo stesso Condò: “L’anno scorso la Juventus aveva come fonti di gioco Bonucci dietro, Pjanic in mezzo, Dybala avanti e, nella fase finale della stagione, anche Dani Alves sulla fascia. Nella gara contro la Lazio non c’era nessuno di questi: due sono stati venduti, Pjanic era infortunato, Dybala è stato risparmiato. Nel primo tempo con la squadra che andava a pressare molto alta la Lazio, non ce ne siamo accorti. Ma nella ripresa, quando fatalmente ha cominciato un po’ a rifiatare, l’assenza di una regia, dovunque fosse, si è sentita. Per esempio Douglas Costa è un giocatore che può spaccare la partita negli ultimi 30 minuti. Sarebbe stato utilissimo a Cardiff, ma non mi convince l’idea di affidargli l’incarico di scardinare le difese dal primo minuto”.

Dybala-dipendenza

Contro la Lazio, Dybala è entrato in campo solo a 25 minuti dal termine della partita. Allegri ha scelto di farlo riposare dopo l'impegno con la Nazionale argentina. Entrato in campo, con la Juve già sotto 2-1, la Joya ha colpito un palo e sbagliato il rigore finale (il secondo consecutivo dopo quello contro l'Atalanta). Ma la Juve può farne a meno? Per Marocchi: “È improbabile", ma "come facciamo a saperlo se Allegri non schiera Bernardeschi quando non fa giocare Dybala?". Sul suo partner in attacco, tutti sono concordi che debba essere Higuain, nonostante la condizione di forma. Niente più panchina per il Pipita, quindi. Ma per Costacurta è necessario che in campo ci siano anche Pjanic e Dybala a servirlo nel modo migliore.

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