Puyol: "Totti un Dio. Volevo giocare nel Milan"

Serie A
Puyol (ph Twitter @ChampionsLeague)
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Presente a Roma per l'evento Uefa Champions League Trophy Tour, l’ex difensore del Barcellona ha affrontato diversi temi: "Totti? Un Dio, ora si riposi un po'. Mi sarebbe piaciuto giocare nel Milan, la mia seconda quadra. Nazionale? Non si snaturi"

Da una leggenda all’altra. "Qui a Roma Totti era un Dio, però è stato un punto di riferimento non solo per i tifosi della Roma ma per tutti gli amanti del calcio. A Francesco ora dico di riposarsi ed uscire per un po' dai riflettori per pensare bene a quello che vuole fare. È dura ritirarsi dalla vita del calciatore, anche per me lo è stato ma accettare le cose nella vita è importante", parola di Carles Puyol. Presente a Roma per l'evento Uefa Champions League Trophy Tour, l’ex capitano del Barcellona ha esaltato Totti, ma non solo. "Mi sarebbe piaciuto giocare di più, volevo arrivare fino a 41 come il mio modello Maldini. Quando ho visto le strutture della Juventus mi stava tornando la voglia di tornare in campo. Mi sarebbe piaciuto giocare nel Milan, è la mia seconda squadra", ha ammesso Puyol.

"L'Italia non si snaturi, mantenga lo stile difensivo"

"Il ritiro? È stato bruttissimo, ma purtroppo nella vita bisogna fare i conti con gli anni che passano. L'ultima stagione per me è stata molto dura perché ho subito tre operazioni al ginocchio. Ma guardando indietro sono orgoglioso di tutto ciò che ho fatto e ho vinto”, ha ammesso Puyol. "Il trofeo che ricordo con maggiore piacere? La Champions a Parigi, quella del 2006. E' stata la prima che ho vinto e l'ultima partita che ha visto mio padre prima di morire", ha ammesso l’ex Barcellona. Puyol parla anche della Nazionale azzurra, che per accedere ai prossimi Mondiali dovrà superare la Svezia negli spareggi: "L'Italia è una nazionale molto forte, che ha sempre dimostrato carattere. Non penso che debba sentire la necessità di dover giocare bene, perché è noto che l'Italia è sempre stata competitiva. Se mantiene il concetto difensivo, il lavoro e la mentalità credo che, puntando anche sui giovani, l'evoluzione sia naturale. Gli azzurri hanno cambiato stile negli anni, ma storicamente sono sempre stati una nazionale molto forte in difesa. Con quel modo di giocare l'Italia è arrivata anche a vincere un mondiale nel 2006 e in finale dell'Europeo 2012, perdendo contro una Spagna molto superiore", ha concluso Puyol.

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