Torino, Mihajlovic: "Senza Totti il calcio è più triste. Belotti rientra il 5 o dopo la sosta"

Serie A
Sinisa Mihajlovic, allenatore del Torino

L'allenatore dei granata ha presentato la partita di domani con la Roma in conferenza stampa: "Lo scorso anno abbiamo battuto Roma e Fiorentina, speriamo la storia si ripeta. Ljiaic dà il meglio di sé dove ha giocato finora"

L’allenatore del Torino, Sinisa Mihajlovic, ha incontrato oggi i media presso la sala conferenze dello stadio Olimpico Grande Torino per presentare la sfida interna di domani contro la Roma. “La squadra vista contro il Chelsea fa paura, perché ha creato tanto ed ha fatto tre gol contro i campioni d'Inghilterra. Detto questo, come tutti anche loro non sono perfetti e concedono qualcosa in difesa: dovremo essere concentrati ed avere concretezza quando avremo delle occasioni buone. Sono arrivati secondi lo scorso anno, hanno cambiato qualcosa ma continuano ad avere tante soluzioni. Non sono solo Dzeko: hanno un gruppo di livello, quindi per vincere servirà un'impresa. Non sono qua ad elencare i loro pregi: dobbiamo giocare da Torino, sperando che basti. Arriviamo da due risultati non soddisfacenti, contro Crotone e Verona. Avremmo certamente meritato di più, ma questo conta poco, perché quando sei più forte devi portare a casa i punti senza altre considerazioni. Abbiamo fiducia, ci siamo allenati bene, siamo consapevoli dell'andamento degli ultimi due match e siamo certi di non essere in crisi” ha detto l’allenatore. Che ha proseguito così: “Per quello che abbiamo fatto fin qui, avremmo meritato almeno quattro punti in più, tra errori arbitrali ed occasioni mancate. La classifica non è brutta, ma poteva essere migliore. Penso che alcuni nostri risultati siano stati sottovalutati. Con anche solo due punti in più saremmo stati quinti in classifica e, forse, alcune delle critiche degli ultimi giorni non ci sarebbero state. Non posso rimproverare nulla ai miei ragazzi, che si allenano sempre con il massimo impegno. Dallo scorso anno ad oggi siamo la squadra che si porta dietro la maggior quantità di rimpianti ed occasioni perse: segno che abbiamo sbagliato ma anche che pochi possono davvero metterci sotto”.

Il punto su Belotti

“Penso che Ljiaic dia il meglio di sè dove ha giocato finora. Un giocatore della sua classe potrebbe essere ancora più incisivo, anche se è evidente che ha sempre creato qualcosa di importante. Per noi è fondamentale, per cui per il momento giocherà ancora in quel ruolo. Sadiq a Crotone ha fatto bene ed ha la mia piena fiducia: è giovane, ma quando va in campo dà sempre il massimo. Belotti ha qualche fastidio al tatto, potremmo averlo per l'Inter o, al massimo, dopo la sosta. “Lo scorso anno abbiamo battuto Roma e Fiorentina, speriamo la storia si ripeta. La situazione è simile a quella del 2016/17, tra infortuni e qualche risultato non brillantissimo. Queste due partite sono decisive, anche se il campionato resta lungo. Le pressioni fanno parte del calcio: la Roma deve fare punti, noi, se non vogliamo farci staccare dalla zona che conta, dobbiamo dare il massimo. Partono favoriti, ma fu così anche lo scorso anno. Dobbiamo avere fiducia e mettere in pratica quanto provato in allenamento” ha osservato Mihajlovic.

“Totti, il migliore degli ultimi 30 anni”

Il serbo ha fatto delle considerazioni tattiche: “Il modulo? Si può anche cambiare, ma dipende anche dalla condizione dei ragazzi. Se oggi facciamo due-tre gol a partita è merito del modulo attuale. Certo, ci sono aspetti da migliorare, ma le molte assenze ci impediscono di fare molte variazioni tattiche. Oggi lo schieramento resta quello. Fin qui ci hanno puniti errori individuali, non di reparto. Dei tredici gol subiti, sei sono arrivati in inferiorità numerica: giocare in dieci non implica il subire reti, ma certamente può incidere”. Quindi, un pensiero su Totti: “L'ho conosciuto quando era ancora "pischello" ed è diventato il miglior giocatore italiano degli ultimi trent'anni, pur non avendo vinto tantissimo per scelta. Non avevo mai visto un'accoglienza come quella ricevuta alla sua partita d'addio all'Olimpico. Un uomo come lui deve restare sempre nel vivo del calcio, in campo. Senza di lui il pallone è un po' più triste”.

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