Torino-Roma 0-1: decide la punizione di Kolarov. Gol e highlights

Serie A
Torino-Roma

La magnifica punizione di Kolarov regala 3 punti importanti alla Roma, che dimostra di saper vincere anche soffrendo. Per i giallorossi è record: undicesima vittoria consecutiva in trasferta in Serie A (eguagliato il primato dell’Inter della stagione 2007-2008)

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TORINO-ROMA 0-1

69' Kolarov

Il tabellino

Torino (4-2-3-1): Sirigu; De Silvestri, Nkoulou, Moretti, Molinaro (65' Barreca); Baselli (Valdifiori), Rincon; Iago Falque, Ljajic, Niang (74' Boye); Sadiq

Roma (4-3-3): Alisson; Florenzi (86' Peres), Juan Jesus, Moreno, Kolarov; Pellegrini (63' Under), De Rossi, Strootman; Nainggolan, Dzeko, El Shaarawy (80 ' Perotti)

La Roma c’è e, dopo i dubbi sollevati ultimamente sul carattere della squadra, reagisce e dimostra di saper vincere anche soffrendo. Sul campo del Torino basta la magnifica punizione di Kolarov, migliore in campo nella sfida. Per i giallorossi è record: undicesima vittoria consecutiva in trasferta in Serie A (eguagliato il primato dell’Inter della stagione 2007-2008). Dimostrazione di forza della squadra di Di Francesco, soprattutto a livello difensivo: anche senza i suoi difensori centrali titolari, out per infortunio, la Roma è riuscita a tenere la porta inviolata ed è l’unica squadra a non aver ancora subito gol in trasferta nei cinque maggiori campionati europei. Male il Torino di Mihajlovic, che lotta molto ma soffre ancora terribilmente la mancanza al centro dell’attacco di Andrea Belotti, assente per almeno altre 2 gare per il problema al ginocchio che lo sta tenendo fuori da diverse settimane. Sono anche arrivati i fischi per Niang, autore di una prestazione deludente e più in generale di un pessimo avvio con la maglia granata.

La gara

La Roma arriva a Torino nel mezzo di una serie impegnativa di partite – 7 in 21 giorni – e anche per questo Di Francesco cambia 5 uomini rispetto alla formazione scelta per la sfida dello Stamford Bridge. Le scelte dell’ex allenatore del Sassuolo sono però condizionate anche dai tantissimi infortuni  (soprattutto muscolari) che hanno tormentato l’inizio di stagione dei giallorossi. Gli ultimi due forfait in ordine temporale sono stati quelli di Manolas, uscito nella sfida con il Napoli per uno stiramento, e Fazio, che ha dovuto rinunciare alla trasferta di Torino a causa di una distorsione alla caviglia. Per questo Di Francesco è stato costretto a lanciare per la prima volta nell’undici titolare il messicano Hector Moreno al fianco di Juan Jesus (coppia di centrali mancini inedita). Mihajlovic ha invece dovuto rinunciare al suo attaccante più forte, Andrea Belotti, ancora fuori per un problema al ginocchio, e ha scelto sulla trequarti tre ex giallorossi (Iago Falque, Ljajic e Sadiq). Invece a sorpresa nel tridente degli ospiti a fare compagnia a Dzeko ed El Shaarawy c’è Nainggolan, schierato in una posizione insolita in cui non si è trovato molto a suo agio. Troppo forte l’istinto ad accentrarsi del belga e, nonostante le occasioni derivanti dallo spazio lasciato a destra da per gli inserimenti di Florenzi, la Roma non ha beneficiato della nuova posizione del centrocampista. 

Problemi a sbloccare il match

Il primo tempo è piuttosto fisico: il Torino commette 15 falli (nessuna squadra ne aveva commessi così tanti in una sola frazione in questo campionato) e le squadre faticano a trovare soluzioni pericolose. Per la terza partita consecutiva in Serie A la Roma non è riuscita a trovare la rete nel primo tempo: sia nella vittoria a San Siro contro il Milan che nella sconfitta interna contro il Napoli i giallorossi non sono riusciti a segnare nei primi 45’ minuti. Stesso discorso nella trasferta di Torino, dove la squadra di Di Francesco ha faticato moltissimo a trovare occasioni nitide per passare in vantaggio.

La mossa

Di Francesco ha provato a cambiare in coesa la sfida inserendo Cengiz Under al posto di Lorenzo Pellegrini al 60’. La mossa ha riportato Nainggolan nella sua consueta zona di competenza.  Da questo momento in poi la Roma riesce a guadagnare campo e produce più gioco: pochi minuti dopo l’ingresso del turco la Roma guadagna una punizione da ottima posizione. Sulla palla si presenta ancora una volta Kolarov e davanti a un suo illustre predecessore (Sinisa Mihajlovic), piazza la punizione sotto l’incrocio per il vantaggio giallorosso a venti minuti dalla fine. Nel finale il Torino prova ad alzare il pressing e portare più uomini nell’area romanista, ma si sente la mancanza di Belotti (e di un suo adeguato sostituto, come aveva richiesto in estate l’allenatore serbo). La Roma può così festeggiare la vittoria, che la porta a 18 punti in classifica con una partita in meno (quella che dovrà essere recuperata contro la Sampdoria). 

Protagonista inaspettato

Il fatto che Kolarov sia uno dei migliori in campo per la Roma non è più una novità. C’era qualche dubbio in più su uno degli altri acquisti estivi. Alla prima da titolare con la maglia giallorossa, Hector Moreno si è dimostrato un difensore solido e affidabile, nonché valida alternativa in caso di assenza dei titolari. Il messicano ha gestito al meglio la velocità di Umar Sadiq grazie alla sua esperienza e si è reso protagonista di almeno due chiusure decisive nelle pericolose azioni di contropiede del Torino, che ha spesso trovato impreparata la Roma. 

La delusione

Adem Ljajic è stato uno dei peggiori in campo nella sfida contro la sua ex squadra. Il serbo, che ha giocato da trequartista nello schema di Mihajlovic, è stato molto poco concreto e ha perso malamente il confronto con De Rossi e Kolarov, che gli hanno quasi sempre impedito di sfruttare il suo dribbling. Più in generale ha deluso tutto l’attacco del Torino: Allison non ha subito tiri in porta pericolosi e non ha dovuto affrontare situazioni problematiche per mantenere inviolata la porta giallorossa.

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