Milan, Borini suona la carica: "Per il quarto posto non ci manca niente, c'è tempo per risalire"

Serie A

Dalle emozioni provocate dall’arrivo al Milan al rapporto con i compagni, dagli idoli agli obiettivi futuri, sia a livello personale che di squadra. Poi tante altre curiosità: Fabio Borini ha risposto alle domande dei tifosi sui canali social ufficiali della società rossonera

Da attaccante ad esterno di centrocampo, con il solito spirito di sacrificio diventato nel tempo determinante per Vincenzo Montella. Tra i nuovi arrivi dell’importante campagna acquisti del Milan c’è anche Fabio Borini, tornato in Serie A dopo una lunga esperienza in Premier League. Intervenuto sui canali social ufficiali del club, il classe ’91 ha parlato dei primi mesi in rossonero rispondendo alle tante domande giunte dai tifosi: "Rientrare in Italia è stato bello, ho ritrovato parecchie abitudini che avevo perso. Le prime settimane al Milan sono state molto emozionanti – ha detto Borini -, non dimentico l’entusiasmo della prima sfida di qualificazione ai gironi di Europa League con il Craiova quando San Siro era pienissimo ad agosto. E’ questo che rende orgogliosi di giocare nel Milan. Dicono che corro tanto? Ma io ho due polmoni come tutti gli altri. A parte gli scherzi, innanzitutto ho tanta voglia di fare. E poi nella mia famiglia ci sono tante persone che fanno atletica, quindi per questo i polmoni sono un punto forte. Per il momento gioco da esterno, di sicuro giocare da prima punta rappresenterebbe per me un ritorno alle origini, ma non è sicuramente la posizione in campo a fermarmi".

Che impressione Suso! Quarto posto? Non ci manca nulla

In Serie A Borini non è ancora riuscito ad andare a segno, l’occasione per sbloccarsi potrebbe arrivare nel match contro il Napoli in programma dopo la sosta per gli impegni delle Nazionali. "Segnare contro il Napoli? Ci proverò, ma per me prima arriva la squadra e il lavoro per il gruppo – ha precisato l’ex Roma -, poi tutto il resto. E se capita un’occasione non mi tiro di certo indietro. Quando ho segnato il mio primo gol con il Milan (nei playoff di Europa League, ndr) ho esultato come se avessi fatto la rete dell’1-0, un’emozione fortissima. La mia esultanza con la mano tra i denti? E’ nata un po’ come polemica: è un modo per dire che non mollo mai, che ho sempre il coltello tra i denti". Spazio poi ad alcuni commenti sui compagni: "Suso è uno di quelli che mi a impressionato maggiormente, lo avevo già conosciuto al Liverpool e adesso è cresciuto molto dal punto di vista tecnico e mentale, mentre Calhanoglu è quello con cui mi trovo meglio in campo, perchè vedo che mi cerca spesso. In più c’è feeling tra noi anche perché parliamo in lingua inglese". E sugli obiettivi della squadra Borini è chiaro: "Per raggiungere il quarto posto non ci manca quasi niente, è chiaro però che siamo una macchina nuova e abbiamo bisogno di rodaggio. In squadra ci sono tanti giocatori nuovi, anche provenienti da campionati diversi. C'è ancora tempo per risalire".

 

L’idolo Baggio, Gattuso e la musica in spogliatoio

In chiusura spazio alle curiosità, a partire dagli idoli: nessun dubbio per Borini. "Il mio calciatore preferito della storia del Milan è Roberto Baggio – ha concluso -. Mi sono tatuato diverse frasi del suo discorso a Sanremo accompagnate da immagini che rappresentano coraggio, gioia, passione e sacrificio: tutto ciò che rappresenta me, è questo il modo in cui vedo la vita. Se mi rivedo in Gattuso? Come carattere un po’ sì, in quanto a grinta e attitudine al lavoro ci vado vicino. Però non l’ho conosciuto personalmente, mi baso su ciò che vedevo in campo. Ancelotti, invece, è un allenatore al quale sono molto riconoscente, perché mi ha portato in prima squadra al Chelsea e mi ha fatto debuttare. Come passiamo il tempo nello spogliatoio? C’è sempre un po’ di dibattito sulla musica che viene messa tra sudamericani, italiani e giocatori di altre nazionalità. I sudamericani vogliono sempre questo reggaeton, ma interferisce con la musica più da spogliatoio perché noi non ci sappiamo muovere come loro. E all’interno dello spogliatoio Paletta è il più simpatico: ha sempre delle uscite interessanti e prima o poi ci scriverò un libro".

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