Napoli-Juve 0-1: decide Higuain, bianconeri a -1 dalla capolista. Gol, highlights, classifica

Serie A

A decidere il super anticipo della 15^ giornata è il Pipita, ex di turno e al suo 5° gol al Napoli. L'argentino, in dubbio fino alla fine dopo l'intervento alla mano sinistra, segna al 13'. Aspettando Inter-Chievo, la squadra di Allegri si porta momentaneamente al secondo posto, a un solo punto da quella di Sarri

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NAPOLI-JUVENTUS 0-1

13' Higuain

Chiamatela pure la partita delle partite. Per Napoli-Juventus stavolta non ci sono definizioni alternative. Ha vinto la squadra di Allegri, 1-0, al termine di un confronto che rende il campionato nuovamente incerto e ancora più spettacolare. Ora, in attesa di Inter-Chievo, c'è un solo punto che separa la Juve, seconda, dal Napoli primo in classifica. E poi Higuain, suo il gol decisivo. Dopo l’intervento alla mano sinistra, la sua presenza sembrava impossibile a inizio settimana, per poi diventare probabile fino a ieri e certa solo a poche ore dal fischio d’inizio. Un escalation che renderà ancora più insonne la notte dei suoi ex compagni di squadra e dei suoi ex tifosi. Insonnia che diventa incubo se si considera che gli azzurri hanno perso solo 3 volte nelle ultime 45 partite di Serie A, 2 di queste proprio contro la Juve.

Così in campo: le scelte tattiche

Sarri, nel suo 4-3-3, alla fine sceglie la soluzione più naturale a sinistra, ovvero il mancino di Mario Rui (preferito a Maggio). Per il resto, nessuna sorpresa. Juve, invece, con il 4-3-2-1. Allegri punta su un centrocampista in più, Matuidi (sarà decisivo), per provare a soffrire meno la mediana avversaria; due i trequartisti, Dybala e Douglas Costa (altra pedina decisiva) a supporto di Higuain.

L’avvio al San Paolo

Primo tempo molto veloce. Il Napoli attacca, come di consueto soprattutto sulla sinistra, e aggredisce parecchio sul portatore di palla. Il primo brivido arriva quando Pjanic perde palla e Allan innesca il movimento che porta Hamsik (sempre a caccia del record di Maradona, 115 reti) di fronte a Buffon. Il capitano del Napoli fallisce l’aggancio per una manciata di centimetri. La risposta della Juve è in una veloce ripartenza di Douglas Costa che mette Higuain davanti al portiere: tocco da sotto al 4' e Reina è super nell'opporsi. È questa l'azione che permette alla squadra di Allegri di rompere il ghiaccio.

Higuain al 13’, la Juve passa

La Juve rischia un po' nei passaggi, ma è comunque nella circolazione di palla l’arma migliore per cercare di scardinare la difesa avversaria. E con un Napoli che sembra un po' scarico fisicamente, il trucco funziona. Più o meno come nella situazione precedente, Douglas Costa esce rapido e scarica palla su Dybala, a sua volta perfetto nel servire Higuain sul buco che trova a sinistra: controllo del Pipita e piattone sul primo palo. È il suo 5° gol al Napoli.

La mano sinistra non va, ma la destra…

L'esultanza di Higuain fa discutere e sarà così ancora nelle prossime ore. Segna e con la mano sinistra, cioè quella sana, fa il gesto di chi guarda lontano, probabilmente rivolgendosi al suo ex presidente De Laurentiis. Poi, passando accanto alla panchina azzurra, fa altro. Ma immaginate voi, non è difficile. Ancora più semplice è comprendere come a questo punto gli animi si siano surriscaldati. Lo stesso Higuain battibecca con molti ex compagni, su tutti Mertens. Prima dell’inizio della partita, battibecco c'era stato pure con i tifosi napoletani. Fischiatissimo, l'argentino si era rivolto verso le tribune facendo segno di alzare la voce e, dopo l'ennesimo insulto, aveva applaudito il pubblico.

Contatto #1: De Sciglio-Insigne

Al 29' un primo episodio da moviola. Contatto De Sciglio-Insigne in area di rigore bianconera: l'attaccante cade e il pubblico chiede il rigore che l'arbitro Orsato non concede. Le immagini confermano la correttezza della decisione: De Sciglio colpisce il pallone.

La reazione del Napoli

Il Napoli trova spesso la superiorità numerica, mentre la Juve sigilla tutti i possibili varchi centrali. E da qui che di conseguenza nascono un paio d’insidiose conclusioni dalla distanza: prima Hamsik e poi Insigne, quest'ultimo attorno alla mezz’ora, costringono Buffon alla deviazione in angolo. Sul secondo episodio, dopo il corner, ancora Insigne impegna di testa il numero 1 bianconero; sulla respinta Albiol spara alle stelle. Nel complesso la Juve gioca di squadra e tutti si aiutano nelle chiusure; il Napoli ha buoni spunti ma non trova il guizzo giusto nei primi 45'.

Secondo tempo

La Juve alza il pressing, forse non appagata e non tranquilla per il risultato. Ma questa accelerata non dura molto. Quella vera, di accelerata, è del Napoli. Callejon si vede per la prima volta al 55’: il suo tiro dal limite lascia col fiato sospeso tutta la difesa bianconera prima di spegnersi sul fondo. E' il momento della partita in cui la Juve fa più fatica ad uscire dalla propria metà campo.

Contatto #2: Orsato super

Al 65’ un altro contatto nell'area juventina, stavolta tra Chiellini e Mertens. Il San Paolo insorge, vorrebbe quantomeno il Var, ma Orsato è sicuro e con un "per me non è nulla" decide di non rivedere l'azione, pur avendo poi fermato il gioco per soccorrere il giocatore del Napoli. Scelta giusta.

Il miracolo di Reina: una parata pazzesca

Nel momento migliore del Napoli, la Juve sfiora il raddoppio. Al minuto 68, grande palla di Pjanic sul secondo palo, Hysaj si perde Matuidi che conclude a colpo sicuro: il riflesso di Reina ha del miracoloso. Poco dopo tocca ad Insigne andare vicino al pari con un diagonale che termina fuori. I cambi spezzano il ritmo e non aggiungono molto ad un finale in calando, soprattutto per un Napoli meno brillante del solito, con un Callejon non pervenuto e che con la prima sconfitta in campionato sente sul collo il fiato di una Juve ritrovata, cinica e solida. E' la prima volta dal marzo 1997 che i bianconeri non subiscono gol al San Paolo in Serie A. Un indizio in più a dirci che, forse, è iniziato un altro campionato. C'è solo una nota stonata, sottolineata anche da Sarri a fine partita: quelle maglie nere e gialle che hanno reso Napoli-Juve un po' meno affascinante. Ma perché ?

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