Lazio-Torino, Tare: "E' uno scandalo". Inzaghi: "Siamo stati defraudati"

Serie A

L'episodio del mancato rigore assegnato alla Lazio, con la conseguente espulsione di Immobile, ha scatenato le polemiche nel post-partita. Dure le dichiarazioni del ds biancoceleste, dell'allenatore e del capo ufficio stampa Arturo Diaconale

Rosso a Immobile e proteste all'Olimpico: Lazio-Torino 1-3

Una sconfitta che fa male, un ko che brucia e che non permette alla Lazio di accorciare il gap dalle prime della classe. Il Torino si impone 3-1 all’Olimpico, sfruttando la superiorità numerica dovuta all’espulsione di Ciro Immobile, colpevole di aver colpito Burdisso a palla lontana. Non basta il gol di Luis Alberto ai biancocelesti, puniti da Berenguer, Rincon e dal primo gol in serie A del giovane Edera. Resta così di otto punti il distacco degli uomini di Inzaghi dall’Inter capolista, che ha giocato comunque una partita in più della Lazio.

La rabbia di Tare

Amareggiato e deluso per il risultato il direttore sportivo Tare: "Vogliamo chiarezza, la Lazio è stata chiaramente danneggiata. Siamo arrivati a questo punto senza rubare niente a nessuno. Vogliamo essere padroni del nostro destino senza che nessuno incida sul risultato delle nostre partite. E' stato un grosso scandalo questa sera. Il calcio di rigore andava rivisto, il VAR facevano vedere l’episodio del penalty. Dopodiché il VAR è stato usato solo sul confronto tra Immobile e Burdisso, con il difensore del Torino che ha detto all’arbitro di non essere stato toccato. Oggi era una grande occasione per fare un salto in classifica. C’era il fallo di mano in area, non abbiamo nulla contro il Torino ma oggi la Lazio è stata danneggiata. Chiediamo rispetto, questa è una squadra che vuole raggiungere obiettivi importanti. I giocatori hanno confermato che Burdisso ha detto all’arbitro che Immobile non andava espulso, perché non si è andato a riguardare l’episodio del calcio di rigore? Gli arbitri devono essere bravi a guidicare, perché qui si danneggia il cammino di una squadra che lotta per obiettivi importanti. Non chiediamo favori ma un giudizio corretto".

Inzaghi sconcertato: "Defraudati per la quarta giornata di fila"

"Alla fine del primo tempo abbiamo guardato le immagini e ci siamo sentiti derubati - le parole di Simone Inzaghi dopo il ko con il Torino - adesso dobbiamo continuare a lavorare sennò dovrei stare qui a fare una lista di cose successe ma non mi va. Dovremo essere bravi a ripartire, come abbiamo fatto a Genova, dove ci hanno tolto un rigore netto. Questo non deve essere un alibi, è successo e andiamo avanti. Il primo tempo non mi ha entusiasmato, adesso siamo in ritardo, dobbiamo recuperare con lo sguardo rivolto in avanti. Spiace che stia cambiando il calcio, gli arbitri non stanno arbitrando più, aspettano indicazioni dal collega davanti alla tv. Sbagliavano prima e sbagliano adesso, lasciamoli arbitrare come prima, come è sempre stato il calcio. Così tutti aspettano di esultare, non mi piace più di tanto devo dire la verità. E’ stato il fine primo tempo peggiore della mia carriera, tutti abbiamo visto quanto successo in campo e ci siamo demoralizzati. Sinceramente è stato difficile, fermo restando che i primi 45 minuti andavano fatti meglio. Le difficoltà rispetto al passato sono aumentate, adesso toccherà a me far ruotare gli uomini cercando di affrontare partita dopo partita al meglio. Alla fine ho parlato con Burdisso, dicendogli che avrebbe dovuto dirlo all’arbitro. Mi ha detto che si sono chiariti con Immobile e ha detto all’arbitro di non espellere Ciro, ma poi Giacomelli ha fatto di testa sua".

Le parole di Arturo Diaconale

Durissima la presa di posizione del responsabile della comunicazione della Lazio, Arturo Diaconale, al termine della sfida con il Torino: "Non mi pare che ci sia un granché da commentare - ha attaccato Diaconale - Mi pare che questa sia una partita segnata da un pregiudizio grave, inquietante che ha determinato l'andamento della gara. Non si può credere alla buona fede rispetto a delle immagini che sono inequivocabili. Mi dispiace ma evidentemente la posizione della Lazio dà fastidio. Calciopoli? E' un'altra cosa, ma non posso pensare alla buona fede che, invece, presuppone tutt'altro. Qui c'è evidente mente un problema legato al fatto che la Lazio dà fastidio, ce lo dicano che giochiamo solo in Europa League. E' una cosa insopportabile, inaccettabile. La presa di posizione della società è questa che sto facendo io in questo momento. Lo faccio al nome della società, del presidente e di tutta la squadra. Non si possono accettare arbitraggi di questo genere, non si possono accettare partite di questo tipo, non si possono accettare conclusioni di questo genere, perché l'avete visto tutti. Non è il primo episodio ma un episodio che segue tanti altri sempre dello stesso tenore e devo dire sempre con qualche interprete ricorrente. Allora vuol dire che c'è qualcosa che non funziona e se non funziona si rischia di compromettere il campionato. Colpa della VAR? La VAR è uno strumento tecnico, non dà interpretazioni, le interpretazioni sono date dalle persone e se queste persone non sanno vedere o non sanno interpretare o lo fanno in maniera strumentale danneggiano anche la VAR. Parlo proprio di malafede, suscita un sospetto, i sospetti sono legittimi e devono essere espressi".

Ricordiamo che il Var è stato messo anche per evitare tutto questo. Ma prima della fine del girone di andata, dunque, già si mette in dubbio la buona fede degli arbitri. E’ comprensibile la delusione per la sconfitta così maturata e certamente da domani ci sarà più serenità anche in casa Lazio, ma va ricordato che un errore (totale o parziale) è un errore e non un furto e non uno scandalo. Vale per chi racconta il calcio come Sky e dovrebbe valere anche per i protagonisti sul campo e davanti ai microfoni.

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