Juventus, come Blaise 'Runner' Matuidi ha riequilibrato la Juve

Serie A

Contro il Bologna è arrivato anche il primo gol in bianconero per Blaise Matuidi. Sono però già diverse partite che il francese è diventando un giocatore chiave per Allegri. Corsa, precisione e palloni recuperati. E' il più abile nel ricoprire entrambe le fasi. L'equilibratore perfetto per il centrocampo della Juventus

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In Francia lo chiamavano Blaise Runner. Perché in campo è uno che corre e ci mette l’anima in qualsiasi partita. A Torino lo stanno imparando, ogni settimana più della precedente. Ieri contro il Bologna è anche arrivato il primo gol: botta di sinistro al volo e Mirante è battuto per il definitivo 3-0. Blaise Matuidi adesso si è anche sbloccato, certo, ma in realtà sono già diverse partite che il suo contributo inizia a pesare nella squadra di Allegri, e anche tanto. La rete è una gioia in più, da sempre. Ma per il francese quello che è importante sono i tre punti. Lo ha sempre detto nel corso delle sue interviste: prima la squadra, poi i singoli. “Se il gol mi manca? - aveva dichiarato in esclusiva a Sky Sport qualche settimana fa - Ho avuto delle buone opportunità per segnare, ma conta di più che la squadra vinca. Se posso aiutare con i gol è una cosa in più”. Detto fatto. 3-0, partita chiusa e la missione scudetto può proseguire.
 

Era una questione di destino quella tra Matuidi e la Juventus, come ha detto fin dalla sua prima conferenza di presentazione: “Una squadra così ambiziosa si sposa perfettamente con il mio desiderio di vincere”. Vincere e soltanto vincere. Dopotutto in Francia ha collezionato 16 trofei, tra cui quattro campionati vinti in fila col Psg. Per due volte è stato inserito nella top 11 della Ligue 1, e nel 2015 è diventato Giocatore francese dell’anno. Un premio per gente come Zidane e Henry, tanto per intenderci. A inizio anno la domanda gli era stata fatta: “Chi è più forte tra Juve, Roma e Napoli?” Risposta? “Non mi interessa, vogliamo solo vincere”. È sempre focalizzato sul suo obiettivo Matuidi, che coincide perfettamente con quella filosofia del “vincere è l’unica cosa che conta” del tutto bianconera. Il francese c’è quasi sempre stato nell’undici titolare di Allegri nelle ultime sei partite. Già, quasi. L’unica volta in panchina è stato contro la Samp, nel crollo di Genova dove è arrivata la seconda sconfitta stagionale. Dopodiché sempre 90 minuti, dall’inizio alla fine. Sempre a ricoprire un ruolo tattico fondamentale. E sempre vittoria, con 0 gol subiti - dettagli non poco indifferenti.
 

Sono infatti i numeri che parlano per Blaise Matuidi, uno di quei giocatori raramente sotto i riflettori ma che in realtà decide le partite, eccome. In campionato ha sbagliato soltanto 49 passaggi in 15 partite. 594 sono andati a segno per una percentuale del 92%. C’è tanta qualità, ma anche tanta corsa e equilibrio in mezzo al campo. I palloni recuperati sono in totale 42, vale a dire 3 di media a partita. Il 66% di contrasti vinti, e anche 10 occasioni create da inizio campionato fino ad ora. Mancava solo il gol, già, quello arrivato col la staffilata di sinistro a battere Mirante. Poi l’esultanza, la sua. La “Matuidi Charo”, la danza dell’avvoltoio. Un’invenzione nata in Francia. “Charo significa affamato - ci aveva detto lo stesso Matuidi - qualcuno che non lascia mai niente indietro. E io sono così: quando gioco do tutto. C'è una canzone in Francia che è intitolata così, e allora quando segno mimo questa danza”. Già, esattamente come ieri pomeriggio a Bologna.
 

Il passaggio al centrocampo a 3 ha sicuramente aiutato le prestazioni di Matuidi, che ora è un vero leader tattico della Juventus. Irrinunciabile per la sua abilità unica nell’interpretare perfettamente entrambe le fasi. Attacco e difesa. Ora pronto a guidare la rimonta sul Napoli primo in classifica fin verso il titolo. Matuidi fuori cal campo porta avanti anche un’associazione benefica, Les Tremplins, con l’obiettivo - parole sue - “di donare un sorriso ai bambini in difficoltà”. A fare il tifo per lui c’è sicuramente anche Isabelle, la moglie. Una storia romantica la loro. Conosciuti da adolescenti e sposi la scorsa estate. Con già tre bambini al seguito, nonostante una piccola gaffe ormai quasi dimenticata. È il 14 febbraio, è San Valentino. E il francese decide di inserire le parole “Matuidi moglie” su Google per postare una foto insieme. Poco romantico, forse. Ma sicuramente efficace, vero, esattamente come sul campo.

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