La verità di Caicedo: "All'Espanyol non ero più benvenuto. A volte il calcio è ingrato"

Serie A

Caicedo in un'intervista a RAC1 torna sulla sua esperienza all'Espanyol e non risparmia la sua ex società: "Non sono stato rispettato come meritavo. Il calcio è ingrato". Per il calciatore della Lazio, tre stagioni con il club di Barcellona, 24 i suoi gol

LAZIO, LESIONE PER CAICEDO: UN MESE DI STOP

L'attaccante della Lazio, Felipe Caicedo, si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Il classe 1988, arrivato in Italia in estate, è tornato sulla sua esperienza all'Espanyol: "Ero coinvolto nel progetto ma le circostanze hanno fatto in modo che diventassi colpevole o messo sotto accusa". Il calciatore dell'Ecuador spiega così il suo addio al club di Barcellona: "Non sono abituato a rimanere in una squadra se non sono il benvenuto. È duro passare da essere importante a non contare più nulla. Mi sono sentito solo e non sono stato rispettato come meritavo". Caicedo, prima di arrivare alla Lazio, ha giocato per tre stagioni con il club catalano: per lui 103 presenze e 24 gol, contando tutte le competizioni. Un'esperienza con parabola discendente: 12 reti nel primo anno, 10 nel secondo e solo 2 nel 2016-2017. Il biancoceleste valuta così nel complesso la sua parentesi nella Barcellona biancoblu: "Non ho ricevuto un giusto trattamento, ma sono cose che capitano, a volte il calcio è ingrato. Ricordo con affetto il periodo lì, ma l'ultimo anno l'ha macchiato".

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