Serie A, le migliori giocate della 21^ giornata

Serie A

Marco D'Ottavi

Il tacco di Quagliarella, la progressione di Miranda e le altre giocate che ci hanno reso felici alla ripresa del campionato

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Quando Sarri, in mancanza di alternative, decise di promuovere a centravanti i 169 centimetri di Mertens, i più pensavano sarebbe stato un disastro. Ma non consideravano quella che è forse la miglior qualità del belga: sapersi muovere negli spazi stretti grazie a una capacità di gestire gli appoggi fuori dal comune. Anche in un periodo in cui non segna molto - è tornato al gol proprio ieri - la sua capacità di accendersi e creare occasioni dal nulla è davvero unica. Nell’azione scelta, che entra nella nostra abituale classifica delle migliori giocate del campionato, Mertens mischia quello che magari è uno stop sbagliato in una giocata irreale, di una complessità tecnica elevatissima. Il lancio di Allan lo coglie impreparato, il belga sembra leggere male la traiettoria e per stoppare il pallone è costretto a inarcarsi all’indietro, poi però con il petto prolunga la traiettoria del lancio facendoselo passare sopra la testa mentre Caldara accorcia su di lui. Impossibile sapere se lo abbia fatto volontariamente o meno.

La traiettoria che ne esce fuori è una piccola parabola che scavalca anche il difensore dell’Atalanta, ma mentre Caldara con i suoi chili e i suoi centimetri non può avere la reattività per girarsi velocemente, mentre sta stoppando la palla Mertens si sta già girando ed è pronto a scivolare oltre l’avversario. Come se non bastasse un dribbling di petto (non è neanche il primo della sua stagione, ne ricordiamo almeno un altro contro l’Udinese, alla 14^ giornata di campionato), Mertens finta il tiro e con un tocco di tacco vanifica il recupero del difensore, poi in anticipo con la punta del piede serve uno splendido pallone aHamsik. C’è la possibilità che Mertens abbia voluto stoppare quel pallone appositamente per fare un sombrero a Caldara col petto, dando un colpo aggiuntivo utile per alzare nuovamente la traiettoria del lancio, ma è una opzione a cui è meglio non pensare perché aprirebbe orizzonti inesplorati.

Tra i giocatori lanciati o resuscitati da Gasperini non si parla mai di Masiello. Al di là dei motivi che lo hanno portato a un lungo stop, il difensore sta vivendo le stagioni migliori della sua carriera ora che ha passato i trent’anni. Il ruolo che gli ha ritagliato l’allenatore nel suo 3-4-3 gli calza a pennello e anche ieri contro il Napoli è stato uno dei migliori. C’è anche un pizzico di onnipotenza nella rovesciata con la quale distrugge quella che è una delle giocate più difficili da marcare in Serie A: il taglio di Callejón alle spalle della difesa sul lancio di Insigne.

Masiello si vede scavalcato dal lancio mentre sta scappando all’indietro, allora si adopera in questa rovesciata che è incredibilmente complicata. Il pallone lo scavalca mentre è in corsa e per colpirlo con sufficiente forza da non lasciarlo alla mercé di Callejón, Masiello deve estendere la gamba molto in alto, tenendola bloccata come fosse una ballerina di danza classica nel momento culminante di uno spettacolo. L’immagine di una ballerina classica perfettamente in controllo della propria graziosa muscolatura è forse l’immagine più lontana da quella che conserviamo nella nostra mente per un giocatore come Masiello.

Fabio Quagliarella ha già segnato 15 gol in campionato, per lui è un record stagionale, e manca ancora praticamente un girone. Ieri, nella partita contro la Fiorentina, sembrava letteralmente camminare sulle acque: tre gol e tante giocate importanti, tra cui questo tiro al volo di tacco che avrebbe meritato certo miglior sorte. L’attaccante della Sampdoria sembra migliorare con l’età come il vino: continua a tirare molto spesso (3.6 volte a partita), ma sta mettendo questa sua istintività più al servizio della squadra: è anche la sua miglior stagione per assist, 5. Qui la sua acrobazia, dopo la prima parata di Sportiello, serve - teoricamente - su un piatto d’argento il più facile dei gol a Kownacki. E invece Sportiello con un riflesso alla Ed Warner usa il braccio sinistro per rimettersi in piedi mentre sta cadendo a terra e poi con quella che sembra la sola forza della disperazione riesce a opporsi alla conclusione a botta sicura di Kownacki con un tuffo da felino. Certo, l’attaccante della Sampdoria avrebbe potuto angolare un po’ di più il tiro, ma davvero nessuno poteva aspettarsi un riflesso del genere da Sportiello.

Andrea Barberis indossa la maglia numero 10 del Crotone, ma fino a ieri nessuno avrebbe saputo spiegare bene il perché. Autore di un solo gol con la maglia dei pitagorici, nella stagione della promozione dalla B alla A, ieri ha segnato su punizione il suo primo gol nella massima serie dopo solo 40 secondi di gioco. “Zenga prima della partita mi ha detto di togliere lo zero dalla casella dei gol fatti in Serie A, per questo sono andato subito da lui quando ho segnato”, così ha commentato il gol nel post-partita e deve essere una gran bella soddisfazione farlo con un colpo di biliardo così. Un evento così improbabile che anche prima del fischio dell’arbitro il regista ha indugiato sullo sguardo serio di Federico Ricci ipotizzando che la battuta sarebbe stata affidata al talentuoso mancino romano scuola Roma (che più avanti segnerà un gol altrettanto bello). Invece Barberis ha sorpreso tutti. La balistica della sua punizione è perfetta: forte, liftata, praticamente imprendibile per Nicolas andandosi a infilare proprio all’incrocio dei pali.

C’è una scena nel film cult Matrix in cui Neo vede passare un gatto nero e poi, subito dopo, vede passare di nuovo lo stesso gatto nero. È un déjà-vu e, probabilmente lo sapete, era considerato un glitch nella matrice che accadeva quando cambiavano le cose. In Udinese-SPAL succede più o meno la stessa cosa, però con i tunnel. Prima Kurtic porta a spasso Nuytinck (grosso e rasato come i cattivi che si rispettano) per poi superarlo con una busta mentre tiene le gambe molto larghe. Subito dopo serve Floccari, che si trova davanti un altro giocatore grosso e rasato, Hallfredsson, con le gambe molto larghe che supera con un altro tunnel. È un glitch in Udinese-SPAL, Hallfredsson e Nuytinck sembrano la stessa persona e il tunnel che subiscono sembra lo stesso tunnel. E ancora non siamo sicuri siano stati due tunnel o uno ripetuto.

Fino al momento di questa giocata di Miranda, il pressing della Roma aveva messo in costante difficoltà la costruzione bassa dell’Inter, che raramente era riuscita a costruire azioni pulite grazie al palleggio. Lo stesso Miranda era sembrato a tratti impacciato e spesso in difficoltà con il pallone tra i piedi. Qui riceve un passaggio spalle alla metà campo da Santon ed effettua uno stop che sembra proprio sciatto. La lentezza con cui prova a recuperare attira Nainggolan come un falco una lepre claudicante, ma all’improvviso Miranda risorge come una fenice. Con l’esterno del piede destro protegge il pallone dall’arrivo dell’avversario e allo stesso tempo usando il piede come perno gira su sé stesso liberandosi della pressione di Nainggolan. Questo movimento gli apre uno spazio centrale, orfano del giocatore della Roma andato a farfalle, che Miranda percorre con due falcate elegantissime e la testa alta, da vero centrocampista. Così vede il vantaggio interno preso da Éder su Kolarov nella trequarti della Roma e il passaggio che effettua con l’esterno del piede destro è perfetto sulla corsa dell’attaccante entrato in campo da pochi secondi. Éder calcia malamente addosso ad Alisson, ma da questo momento la partita cambia.

Certo le ragioni sono varie (la sostituzione di Gerson per Bruno Peres, ad esempio, o la difficoltà della Roma sempre maggiore con il passare dei minuti nel portare un pressing efficace), ma il calo mentale evidente della Roma ha contribuito, e in giocate così eleganti è bello cercare anche un valore quasi metafisico, come se una forza superiore si sia manifestata davanti agli occhi dei giocatori romanisti piegando la loro forza psicologica verso l’inevitabile pareggio. È bello e interessante chiedersi quanto questi 5 secondi maestosi di Miranda abbiano contribuito a modificare il corso della partita.

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