Genoa-Inter, Spalletti: "Squadra fragile, ma nessuna rivoluzione. Difendo i miei giocatori"

Serie A
Luciano Spalletti, allenatore dell'Inter (getty)

L'allenatore nerazzurro dopo il KO di Genova: "Le assenze non sono un'attenuante, siamo fragili e non ci gira nulla a favore. Basta parlare di rivoluzione: ho tutto chiaro con la dirigenza, questo è il percorso più giusto per le qualità della squadra"

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L’Inter cade, di nuovo. Dopo l’incoraggiante vittoria contro il Bologna, i nerazzurri si fermano ancora: a Genova, contro il Genoa, finisce 2-0 per i rossoblu. A decidere la gara un autogol di Ranocchia e la rete del grande ex, Goran Pandev. Non soddisfatto di quanto visto Luciano Spalletti, che così ha parlato a fine partita: "Le assenze non sono un'attenuante. La partita non è stata così brutta, è stata una partita normale. Gli episodi importanti li abbiamo avuti più noi che il Genoa, ma siamo fragili e non ci gira nulla a favore, anzi. Atleticamente stiamo bene, ma in questo periodo abbiamo perso sicurezza delle nostre qualità". E ancora: "I gol spostano gli equilibri e lo portano dall'altra parte, soprattutto quando arrivano in un periodo del genere. Poca serenità? Non è vero, ma ho chiesto aiuto a tutte le componenti societarie, perchè non si può sempre parlare di rivoluzione e calciomercato. Ho tutto chiaro con i dirigenti, gli ho chiesto aiuto per proteggere i calciatori che sono sempre messi in mezzo, e per la storia loro e del club non lo meritano. Io non parlo di rivoluzione, parlo di questo, che lo capiate o no".

 

"Nessun rivoluzione, questa è la strada giusta per ciò che siamo"

L'allenatore toscano ha continuato parlando del mercato: "Si dice ogni giorno che servono 7/8 calciatori, che quelli di ora non vanno, e questo non è giusto. Vanno difesi, perchè serve lavorare meglio, io per primo. Io i miei calciatori li difendo, non accetto che venga detto che a febbraio ci sarà una rivoluzione nello spogliatoio. Siamo sicuri che questa, tatticamente, sia la strada percorribile per le qualità dei calciatori. Il tutto va fatto con più qualità e precisione". Tornando alla sfida di Marassi: "Nel primo tempo abbiamo impostato un 3 contro 3 offensivo tirando fuori il trequartista per far valere la velocità degli attaccanti. Ma non siamo stati bravi a far girare palla, e solo quando questo è stato fatto si sono aperti degli spazi. Non abbiamo nemmeno sofferto tanto, le chance le abbiamo avute anche e soprattutto noi, e non è un'attenuante. C'è stato equilibrio fino all'autogol. Da un punto di vista psicologico bisogna lavorare, e sul campo bisogna fare qualcosa in più, ma senza alcuna rivoluzione perchè questa è la strada giusta. Serviva fare risultato, ma non è una bocciatura. Ma noi siamo sul pezzo minuto dopo minuto", ha concluso.  

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