Milan-Sampdoria, Gattuso: "Io solo cuore e grinta, merito è dei ragazzi"

Serie A
Gennaro Gattuso, allenatore del Milan (getty)

L'allenatore rossonero dopo l'1-0 alla Sampdoria: "Un bel Milan, cresciamo in consapevolezza e ora guardiamo avanti. Quando sono in campo sono nemico dei miei giocatori"

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Il Milan mette a segno un altro colpo. L’1-0 firmato Bonaventura contro la Sampdoria (ora a pari punti in classifica, ndr) permette ai rossoneri di lanciarsi ulteriormente in classifica: la zona Champions League, occupata dall’Inter, è adesso a soli 7 punti di distanza. Soddisfatto della prestazione e del momento dei suoi Gennaro Gattuso, che così ha parlato a fine gara: “Non so se è il Milan più bello, sicuramente abbiamo affrontato una squadra molto forte, l'abbiamo limitata moltissimo. Potevamo chiuderla prima, alla fine abbiamo rischiato di pareggiarla, è stato un bel Milan, ha giocato bene con grande mentalità. I ragazzi l'hanno preparata molto bene, siamo contenti ma bisogna guardare avanti, la classifica è quella che è, abbiamo perso in questi mesi tantissimi punti per strada, anche quando c'ero io”. E ancora: “Sicuramente è una squadra che sta crescendo, per mentalità, senso di appartenenza. Oggi voglio fare i complimenti a Musacchio, è stato per novanta minuti a riscaldarsi, Bonucci aveva un problema all'adduttore. Sono queste le cose di cui ha bisogno un gruppo. In questo momento c'è qualcuno che mi guarda con gli occhi storti ma abbiamo bisogno di tutti, questa squadra ha un'età media di 23/24 anni, deve crescere ma secondo me in futuro potrà togliersi delle soddisfazioni”.

"Il mio credo è il lavoro. Europa League? Non siamo qualificati"

Continuando a parlare della squadra, poi: “Credo soltanto al lavoro settimanale, alla crescita. Siamo a pari punti dalla Sampdoria, siamo in Europa League. Da tanto bene facciamo risultati, spero non succeda, ma vedremo cosa succederà quando succederà quello che nemmeno voglio nominare. Voglio vedere sempre lo stesso spirito, non perdere mentalità e fiducia”. Su cosa poi lo preoccupa, Gattuso ammette: “Le preoccupazioni fanno parte del gioco per un allenatore, quando vado a dormire penso di non aver fatto abbastanza. Sono uno pane al pane, vino al vino: in campo non sono amico dei giocatori, ma fuori dal campo mi piace ascoltare e scherzare con loro. Quando ho il fischietto in bocca siamo nemici, siamo persone che non ci conosciamo”. Sul momento dei suoi, infine: “Dobbiamo continuare, ho il merito di aver cambiato qualcosa a livello di mentalità, di giocare molto corti, il resto lo hanno messo i giocatori. Tutto questo non basta, abbiamo una semifinale di Coppa difficile con la Lazio, tutti dicono che siamo già qualificati in Europa League ma io non la penso così".

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