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Mauro Icardi fa 103: il sesto più giovane cannoniere in serie A a sfondare quota 100 gol

Serie A

Alfredo Corallo

Il capolavoro di Mauro Icardi a Marassi: gol di tacco, e sono 101 in Serie A. Qualche minuto prima il capitano interista aveva realizzato il centesimo su rigore contro la sua ex Sampdoria (foto Getty)

Con il poker nel 5-0 alla Samp il capitano interista Mauro Icardi diventa a 25 anni (e 27 giorni) il più giovane calciatore a tagliare il traguardo dei 100 gol in Serie A da un cinquantennio a questa parte. Dieci realizzati proprio ai tempi di Genova e 93 in maglia nerazzurra (100 se consideriamo tutte le competizioni): ripercorriamo la storia e i numeri di un fenomeno assoluto dell'area di rigore 

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"Il mio esordio è stato davvero buffo, per non dire penoso. Mentre tutti gli altri bambini correvano all'impazzata dietro al pallone per prenderlo e fare gol, io rimanevo a metà campo, fermo come un manichino. Più che giocatori quei bambini sembravano lepri impazzite, ma almeno s'impegnavano. Io proprio non ne volevo sapere di giocare! A un certo punto mio padre ha iniziato a urlarmi: «Dai Mauro, gioca. Corri, forza! Che se fai gol ti compro un pancho con la cola!». Ovvero un hot-dog con la Coca-Cola. Con quella promessa ho iniziato a giocare e non mi sono più fermato. Forse è stata la fame, che era sempre tanta, a spingermi a fare il primo gol...".

Ancora affamato (di gloria), con il poker alla Sampdoria Mauro Icardi diventa così a 25 anni e 27 giorni il più giovane calciatore a tagliare il traguardo dei 100 gol in Serie A da un cinquantennio a questa parte. Prima di lui soltanto Meazza, Piola, Boniperti, Felice Borel e - ultimo in ordine di tempo - José Altafini, nel 1963. "Gente" che ha scritto la Storia del calcio, "eroi" ai quali sono stati intitolati degli Stadi; futuri presidenti di Club cui hanno insegnato che "vincere è l'unica cosa conta"; campioni del mondo; un brasiliano che, se non si fosse messo di mezzo il solito portoghese, sempre con la smania del dominio, ancora oggi vanterebbe il record di reti (14) in una singola edizione della Champions, per di più vinta, per di più con due suoi golazi, a Wembley, contro il Benfica di Eusebio. Altafini, sì, che maledirà la vendetta per amor di patria di Cristiano Ronaldo, ma che senza l'aiuto di un argentino (Higuain) chiamerebbero ancora Core 'ngrato... Altafini e poi, 55 anni dopo, Icardi. Che la Champions l'ha vista  solo in tv e che si è sentito dare del "traditore" dal più grande giocatore di tutti i tempi, suo compatriota, sangue del suo sangue...

10% Samp, 90% Inter

Eppure, Maradona - che attaccante puro non era, ma nel suo caso non ci sono alibi - 100 gol in Serie A non riuscì a metterli insieme neanche in 7 anni di Napoli (se non con le coppe, e allora sono 115). C'è riuscito Cavani, Hamsik quasi (99 in A), il Pipita... completerà l'opera con un'altra maglia, la più odiata dai napoletani, da lì "Core 'ngrato Bis". Ma nessuno di loro ha chiuso il cerchio a 25 anni come Maurito, un "centone" in due puntate: 10 con la Samp e 93 in nerazzurro, firmando il centesimo in A proprio nello stadio in cui segnò la prima rete, il sigillo nel derby con il Genoa vinto 3-1 dai doriani il 18 novembre del 2012. E in totale, considerando tutte le competizioni, ora sono 100 assoluti anche - solo - da interista (su 172 presenze).  Il decimo marcatore di sempre nella storia della Beneamata. 

Il primo gol di Maurito in Serie A, nel derby Samp-Genoa: firma il 3-1 finale per i blucerchiati

Meglio di Sivori e del Matador

Premesso - non bestemmiamo - che Maradona 100 gol li aveva già segnati con un piede solo ai tempi dell'Argentinos Juniors poco più che ventenne e a che a 26 vincerà un Mondiale a mani basse (si fa per dire) mentre Icardi è ancora a caccia della prima gioia con l'Albiceleste... a Maurito sono bastati 5 anni e e 4 mesi (1946 giorni) per entrare di diritto in questa speciale top ten, quella dei più giovani marcatori di sempre, precedendo il Matador, il Cabeson Omar Sivori, Guglielmo Gabetto (una delle stelle del Grande Torino) e Alberto Gilardino. 

Tango argentino

E Icardi si piazza settimo in quest'altra graduatoria, quella dei bomber da 100 gol per numero di partite: il più veloce è stato Higuain, seguito da Trezeguet, Shevchenko, Crespo e Batistuta, il modello di Maurito. Quando Re Leone ci arrivò era il 4 gennaio del 1998 e aveva quasi 29 anni, alla settima stagione con la Fiorentina. Ma aveva già vinto due edizioni della Copa America da assoluto protagonista, giocato un Mondiale - Usa '94, al fianco di Maradona - e segnato una trentina di reti in nazionale. E caratteristiche diverse... 

È nata una stella

Ma come Batigol anche Maurito segna al Genoa la sua prima rete in A, che per Icardi è ancora più speciale perché gioca nella Samp, dove arriva nell'estate del 2011 dalla Cantera del Barcellona, considerato non particolarmente funzionale al tiqui-taca della scuola di Guardiola. Subito capocannoniere del campionato Primavera, con la ciliegina del gol-vittoria al debutto in B (a Castellammare di Stabia) che contribuisce alla promozione dei doriani nella massima serie; quindi l'esordio in A all'Olimpico contro la Roma ("battezzato" dal match-winner Totti) e il marchio del 3-1 nel derby della Lanterna. Fino al giorno della svolta: il 6 gennaio del 2013. 

Complice l'infortunio di Lopez - e il consiglio da semplice amica di Wanda, allora moglie di Maxi - Maurito "diserta" la convocazione con l'Under 20 argentina e sfrutta al massimo la chance che gli viene concessa da Delio Rossi: stende la Juve a Torino con una doppietta che non lascia indifferenti Massimo Moratti e lo stesso Javier Zanetti, suo grande ammiratore. Destinato ormai all'Inter, si congeda da Genova con un poker al Pescara e si ripete con i bianconeri al Ferraris chiudendo con un bel 10 nella "pagella" dei marcatori. 

Ipse dixit

Acquistato dai blucerchiati per 13 milioni di euro, Icardi viene presentato al Paladolomiti di Pinzolo il 16 luglio del 2013 insieme all'altro enfant prodige che - nelle intenzioni - avrebbe sistemato l'attacco della nuova Inter di Walter Mazzarri per un pezzo: l'algerino Ishak Belfodil, arrivato dal Parma nell'operazione-Cassano. Se Maurito dichiara con un certo imbarazzo di ispirarsi a Batistuta, il colosso di Mostaganem ammette senza problemi di rivedersi in Ronaldo (il Fenomeno). Rotto il ghiaccio, il timido Mauro si prende la "9", senza paura: "Il numero non fa il giocatore. E i fatti se vedono sul campo". E quando i giornalisti gli fanno notare che la sua maglia è già la più venduta, risponde come altri mille prima di lui, quelli che hanno fatto la fortuna della Gialappa's: "Spero di ripagare questo affetto con quello che so fare: i gol". Indovinate chi sarà il "Fenomeno Parastatale"?

Inter-Juve, l'Argentina e Wanda

Il 25 agosto l'Inter debutta al Meazza contro il Genoa e con Milito ancora ai box e il risultato fermo sullo 0-0, Mazzarri, a inizio ripresa, per sfondare il muro rossoblù getta nella mischia l'attaccante. E Mauro - che a molti ricorda già Bobo Vieri - per poco non sfonda la traversa, aiutando i compagni a far saltare il fortino genoano, scardinato nel finale dalle incursioni di Nagatomo e della punta titolare Rodrigo Palacio. Ma il ragazzo preferisce fare le cose in grande e aspetta di affrontare la Juve per il primissimo sigillo con la nuova squadra, il 14 settembre del 2013: mandato in campo al posto di Taider impiega 5 minuti esatti per entrare nel cuore degli interisti, scagliando nella porta di Buffon la rete del vantaggio, proprio sotto la Curva Nord.

Il pareggio immediato di Vidal non macchia quella che per lui resterà una serata storica, a dispetto della pubalgia che da lì a poco lo tormenterà per mesi. A ottobre arriverà anche la prima convocazione in Nazionale, e al ritorno dall'Argentina l'amicizia con la showgirl Wanda Nara si trasforma in qualcosa di più: un amore esagerato... 

La "disfida" di Marassi

Maurito reagisce alle critiche per la relazione con la consorte dell'ex compagno e amico Maxi - ma pare che la coppia fosse in crisi da tempo - battagliando sui social, non astenendosi dalle provocazioni, tweet al veleno e un'escalation di eccessi sbandierati urbi et orbi. Operato a novembre per un'ernia inguinale, rientra il 15 febbraio a Firenze e lo fa a modo suo: come in una ideale staffetta tra il passato e il futuro sostituisce El Principe e segna il gol del 2-1 che vale la vittoria. Si ripete contro l'Atalanta, con tanto di dedica ("Wan te amo"), prontissimo per il duello rusticano con il biondo "rivale", che sceglie subito di ignorarlo negandogli il "cinque" al momento dei saluti di rito tra le squadre.

Al contrario, la tifoseria doriana lo insulta pesantemente già dal riscaldamento: Maurito risponde con il gol, e sfida il suo vecchio pubblico portandosi la mano all'orecchio, scatenando l'inferno. E se Maxi sbaglierà anche un rigore, Icardi concederà il bis, stravincendo la contesa. Chiuderà la stagione con 9 reti, contribuendo alla qualificazione in Europa League. E alla fine di maggio sposa Wanda, in dolce attesa.

Bomber e capitano

Il 2014-15 sarà un concentrato di emozioni. A novembre Roberto Mancini subentra a Mazzarri, e il centravanti di Rosario - che il 19 gennaio diventa padre di Francesca - si lancia alla scalata della classifica dei marcatori: alla fine saranno 22 centri in campionato (come Luca Toni), che non valgono comunque a salvare un'annata fallimentare, lontanissima dalle coppe. Il titolo di capocannoniere - e la "benedizione" di Zanetti, ora vice-presidente - convincono Mancini e la società ad affidargli ufficialmente la leadership del gruppo: il 23 agosto è lo stesso Icardi ad annunciare di essere il nuovo capitano dell'Inter, a soli 22 anni. 

50 sfumature di nerazzurro

Le stagioni successive saranno ancora avare di soddisfazioni per l'Inter, ma non per Maurito: il 9 aprile del 2016, a Frosinone, realizza la sua 50esima rete in maglia nerazzurra su 100 presenze tra campionato, Europa League e Coppa Italia, meglio di Sandro Mazzola e Milito. I 16 gol complessivi pesano per il 4° posto finale, ma non sono sufficienti a riportare il club di Corso Vittorio Emanuele in Champions, alimentando le voci di un possibile addio del giocatore, corteggiato dal Napoli per il dopo-Higuain. In estate la società passa sotto il controllo di Suning Group, che non trattiene Mancini ma fa di tutto per convincere Icardi - e la sua nuova agente Wanda - a credere nel progetto. 

Sempre Avanti

Nel giro di pochi giorni Maurito rinnova il contratto fino al 2021, "buca" ancora la Juve e presenta la sua autobiografia "Sempre Avanti", che segnerà - di fatto - la rottura con la Curva Nord, stizzita per alcune dichiarazioni contenute nel libro in riferimento a un brutto episodio nel dopo gara di Sassuolo-Inter del febbraio 2015. Il 27 ottobre nasce la sua secondogenita Isabella e, tra tatuaggi, fashion week, viaggi, e cambi di auto al ritmo degli allenatori (via Frank De Boer, via Stefano Pioli) Icardi non si scompone, continua imperterrito nella sua missione: a maggio saranno 24 i gol realizzati dal "Cañito" (compresa la prima gioia nel derby, strozzata dal 2-2 del rossonero Zapata nel recupero), ma con l'Inter nuovamente ai margini delle posizioni di vertice. Next, please.  

Il padrone dell'area

Arriviamo così a Luciano Spalletti e al girone di andata della grande illusione, il primo posto, la tripletta da libidine assoluta nel derby, il sogno - realizzato - di giocare con Messi e quello ancora tutto da conquistare di disputare un Mondiale. E poi le sirene spagnole, le misteriose offerte da diversi club stranieri, le voci di una crisi con Wanda e gossippate varie - alcune di cattivissimo gusto - respinte con forza. Il crollo dell'Inter, l'infortunio che lo ha lasciato fuori più di un mese e il ritorno al gol con la Samp, il 22° stagionale, che fanno 103: 66 di destro (compresi 13 rigori e il tacco di Genova), 20 col sinistro, 16 di testa, uno di petto. Due poker, 4 triplette, 18 doppiette, tutti o quasi (99/103) in area, il regno di Mauro Icardi, "El niño del partido": o se preferite "El niño del pancho con la cola".