Juve, arriva il Milan di Bonucci: se lo batti sorridi due volte, ecco perché

Serie A

Domenico Motisi

bonucci

All’Allianz Stadium il centrale incontra per la prima volta la sua vecchia squadra. Un passo falso dei bianconeri potrebbe consentire al Napoli l’aggancio in vetta, ma un’ulteriore motivazione arriva dalla cabala: in passato, battere un grande ex di ritorno a Torino con la maglia rossonera ha poi portato il tricolore

LE PROBABILI FORMAZIONI DI JUVENTUS-MILAN

Juventus-Milan non è mai una sfida come le altre: un ex dirigente rossonero rivendicava per questa partita l’appellativo di “Derby d’Italia” (con il quale di solito si definisce il match tra i bianconeri e l’Inter) in quanto si tratta delle due squadre italiane con più titoli. Che avesse ragione o meno, lo scontro dell’Allianz Stadium è un crocevia importante per entrambe. Gli allenatori lo negheranno e diranno che non è decisiva ma se da una parte c’è la sfida scudetto tra i bianconeri e il Napoli, dall’altra c'è la rincorsa Champions dei rossoneri. La classifica e gli obiettivi stagionali sono soltanto due dei numerosi i temi che ruotano attorno alla sfida di sabato sera, ma ce n’è un altro che non può passare inosservato: è la prima a Torino di Leonardo Bonucci con la maglia del Diavolo dopo i sei anni e i sei scudetti vinti a fianco di Buffon e compagni. Per lui e per i tifosi è un match speciale, in realtà la storia dice che lo è anche per la Juventus: il centrale non è il primo grande ex che si presenta a Torino dopo esser passato al Milan, in passato l’hanno fatto altri come Paolo Rossi, Roberto Baggio, Pippo Inzaghi, Zlatan Ibrahimovic o Carlo Ancelotti e il caso ha voluto che quando il ritorno dell’ex è coinciso con un successo bianconero, a fine anno è arrivato il tricolore.

L'era di Bonucci alla Juventus

Nel match di andata a San Siro era squalificato, così la prima di Bonucci contro l’ex squadra arriva proprio in quello che è stato lo scenario di tutti i suoi successi in carriera: lo Stadium. Sei anni, sei scudetti, tre Coppe Italia, tre Supercoppe italiane e due finali di Champions, un rapporto speciale con l’ambiente e i compagni, un po’ meno con Massimiliano Allegri. Era uno di loro, Bonucci, un calciatore che è anche andato in curva a vedere qualche partita quando non poteva scendere in campo. Un ragazzo che con i vari, Buffon, Marchisio, Chiellini e Barzagli passa tutt’ora le vacanze in famiglia. Un professionista che, in qualsiasi modo i tifosi decideranno di accoglierlo, non potrà cancellare il legame con la squadra che – per sua stessa ammissione – l’ha reso grande. Sabato, però, lui sarà il capitano di un Milan che insegue un posto in Champions, mentre i suoi ex compagni dovranno batterlo per proseguire la corsa scudetto e chissà che la storia non si ripeta…

Rossi, Inzaghi e Ancelotti: ex battuti e Scudetto Juve

Leonardo Bonucci non è il primo campione con un passato alla Juve che ha poi deciso di vestire la maglia rossonera, e questa è storia nota. Ma non tutti conoscono la statistica che vuole la Juventus campione d’Italia quando riesce a battere a Torino il grande ex all'esordio con la nuova divisa. È già successo negli anni ’80 con Paolo Rossi e all’inizio del nuovo millennio quando tornarono al Delle Alpi Carlo Ancelotti e Pippo Inzaghi. Nel primo caso, era la 29ma giornata della stagione 1985-86, il Pablito Mundial arriva a Torino dopo aver indossato per quattro stagioni (con tanto di Pallone d’oro) la maglia della Juventus. I rossoneri vengono sconfitti 1-0 con un gol di Laudrup, Rossi entra al 69’ ma non incide. A fine anno, i piemontesi saranno campioni d’Italia davanti a Roma e Napoli. Stessa storia nel 2001-02, anno in cui arrivano da grandi ex Pippo Inzaghi in campo e Carlo Ancelotti in panchina. Anche in quel caso finì 1-0 per i bianconeri grazie ad un autogol di Chamot, come finirà quel campionato il 5 maggio 2002 è storia nota.

L’eccezione della stagione 2008/09

Facciano tutti gli scongiuri i tifosi della Juventus e tirino un sospiro di sollievo quelli del Napoli: c’è una piccola eccezione a questa “regola”: anche nel dicembre del 2008, infatti, sono tornati a Torino con la maglia del Milan altri due grandi ex: Emerson e Gianluca Zambrotta. Il brasiliano, in realtà, aveva firmato la stagione precedente ma scese in campo soltanto quando arrivò anche il terzino campione del mondo. Quell’anno finì 4-2 per la Juventus (con Zambrotta espulso) ma il tricolore andò poi all’Inter di José Mourinho.

Una statistica che vale anche al contrario

Rossi, Inzaghi, Ancelotti, Zambrotta ed Emerson: grandi ex ma non gli unici. I più attenti, infatti, avranno notato l’assenza di altri due big che in carriera hanno tinto di rosso la striscia bianca sulla casacca: Roberto Baggio e Zlatan Ibrahimovic. Non si tratta però di una dimenticanza, semplicemente quando sono tornati a Torino da ex loro non hanno perso: Baggio nel 1995-96 pareggiò 1-1 (gol di Conte e Weah) mentre il Milan di Zlatan vinse 1-0 grazie al gol – guarda un po’ – dell’attuale allenatore rossonero, Gattuso. Come finirono i due campionati in questione? Semplice, con il Milan campione d’Italia. Anche sabato, dunque, ci sarà un grande ex in campo, ma tra Milan e Juve soltanto i bianconeri possono sperare di proseguire con questa curiosa statistica. Bonucci consentendo.

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