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16 aprile 2018

Juventus, Douglas Costa: Allegri si gode il suo fantasista "operaio"

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Il brasiliano è diventato l'uomo in più di Allegri. Dopo un primo periodo di adattamento alla Juve, nella seconda parte di stagione, ha mostrato tutte le sue qualità che non solo sono tecniche ma anche tattiche. Aver avuto come allenatori prima Lucescu, poi Guardiola e ora Allegri ha giovato alla sua definitiva consacrazione

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Che lo chiamassero "flash" era facile capire perché. Che avremmo visto in Italia un brasiliano atipico in molti non lo prevedevano. Douglas Costa è l'uomo in più della Juventus e lo ha dimostrato ancora una volta nel match contro la Sampdoria. Entrato al 43' al posto di Pjanic con il match ancora sullo 0-0 ha, di fatto, spaccato in due la partita. Dai suoi piedi sono partiti tutti e tre gli assist per i gol bianconeri: dal 2004/05 il brasiliano è il primo subentrato a fornire tre assist in una singola partita di Serie A. Un'exploit che non gli era riuscito, ad esempio, in Bundesliga con la maglia di un Bayern stellare guidato da Guardiola. In questa stagione abbiamo imparato a conoscerlo a piccole dosi e ora se ne scoprono le qualità di giocatore completo. Perché, come dicevamo, Douglas Costa è un atipico, un giocatore che ha imparato moltissimo, soprattutto la disciplina tattica, sotto l'attenta guida di Mircea Lucescu allo Shakhtar. Sei anni e mezzo che sono serviti per maturare, per affrontare le difficoltà, anche quelle più semplici legate al clima rigido di Donetsk. Con Guardiola è arrivata la trasformazione a giocatore "totale" capace di fare tutto e bene. Con Allegri, le sue qualità sono apparse evidenti. Ma guai a classificarlo come giocoliere, dribblomane o altro: Douglas Costa è molto di più, semplicemente un "fantasista operaio".

Gli assist vincenti

E fin qui nulla di nuovo. Dieci assist stagionali sono il meno per un brasiliano dalla tecnica sopraffina come la sua. Molto spesso, con le sue movenze, ricorda un eterno incompiuto del calcio brasiliano, quel Denilson de Olivera che in Europa ebbe pochissima fortuna con la maglia del Betis ma in Brasile accendeva la fantasia dei tifosi della Seleçao, nei primi anni del duemila, insieme a Ronaldo, Roberto Carlos e Rivaldo. Tuttavia Douglas Costa risulta essere molto più concreto, molto probabilmente per la sua pluriennale esperienza in Europa e, come detto, per aver avuto allenatori che lo hanno disciplinato tatticamente. Gli assist serviti ai compagni contro la Samp sono da manuale e toccano tutti gli aspetti che un calciatore moderno dovrebbe avere: abilità tecnica, lettura dello spazio, lettura delle intenzioni del compagno. Vedere per credere.

Douglas Costa, gli assist contro la Samp

Non solo sulla fascia

E chi considera Douglas Costa un giocatore di fascia non ne comprende appieno le potenzialità. Certamente sulla corsia, che sia destra o sinistra, ha maggiore possibilità di correre, ma teoricamente risulta più prevedibile, confinato da un lato dalla linea laterale e con sole due opzioni rimanenti: andare lungo per il cross o venire dentro per cercare la conclusione. Tuttavia, il brasiliano diventa devastante anche quando riesce a prendere il centro del campo, specie in fase di transizione positiva (o più semplicemente ripartenza) quando riesce a giocare alle spalle dei centrocampisti avversari e ad attaccare direttamente la linea difensiva. Da lì un'infinità di soluzioni: destra, sinistra, dribbling diretto, tiro, assist e via dicendo. Dunque la sua duttilità e la capacità di andarsi a cercare lo spazio in determinate situazioni di partita fanno di lui un giocatore estremamente intelligente tatticamente.

Douglas Costa non è solo un uomo di fascia

Gli uno contro uno

Molto spesso, nel calcio moderno, si ricerca la possibilità di "mandare" i giocatori più dotati tecnicamente a giocarsi un uno contro uno in una zona meno densa del campo, ad esempio dopo un cambio di lato con un numero limitato di passaggi. In questo viene fuori tutta la brasilianità di Douglas Costa. E' innata, dunque, semplice da eseguire: puntare l'avversario diretto gli viene naturale, il resto lo fa tutta la sua tecnica: finte, paso doble e dribbling per creare superiorità numerica e con finalizzazione o assistenza per un compagno.

Gli uno contro uno di Douglas Costa

La pressione offensiva

Nella storia, anche in quella recente, abbiamo visto tantissimi giocatori brasiliani disinteressarsi del gioco nella fase di non possesso palla. Nel calcio moderno è una caratteristica che non paga e dunque, Douglas Costa ha dovuto adattarsi. Allegri, spesso, richiede una pressione offensiva alla squadra, dunque gli attaccanti sono i primi a dover limitare la costruzione del gioco avversario. L'intensità di corsa di Douglas aiuta tantissimo. Il suo moto perpetuo permette ad Allegri di avere a disposizione una continua pressione sui portatori di palla che stazionano nella zona del brasiliano. Questo è sinonimo di disciplina e di spirito di sacrificio non sempre molto comuni nei brasiliani dotati di così tanta tecnica e fantasia.

Douglas Costa aiuta la pressione offensiva

I recuperi difensivi

Ma Douglas Costa va anche oltre. La disciplina tattica appresa negli anni europei lo ha trasformato. Non è solo il giocatore che sulla corsia gioca dalla metà campo in su, ha anche la capacità di coprire tutta la fascia specie quando c'è da rincorrere l'uomo. In questo è davvero unico: la sua velocità, la frequenza di passo gli consente di sfruttare questa sua caratteristica anche in fase di ripiegamento, situazione tattica che non soffre particolarmente e sulla quale si applica in nome di uno spirito collettivo che, in generale, ai brasiliani manca un po'

Douglas Costa efficace anche in difesa

In definitiva, l'ingaggio di Douglas Costa è stato particolarmente redditizio per l'economia della squadra. Avere un giocatore in grado di cambiare volto al match, sia che giochi dal primo minuto o subentri a gara in corsa, senza patire l'una o l'altra situazione, risulta un grande vantaggio per un allenatore come Allegri che, differentemente da molti, per via delle tante competizioni in cui generalmente la Juve è impegnata, cambia molto. Poter avere la possibilità di contare su un giocatore abile tanto tecnicamente quanto tatticamente è il desiderio di ogni allenatore, ma è merito dell'applicazione e dalla voglia di migliorarsi che costantemente Douglas Costa ha mostrato negli anni.

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