La lotta salvezza 2018: il calendario della volata

Serie A
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A quattro giornate dal termine sono 4 le squadre coinvolte direttamente nella lotta per non retrocedere: due scenderanno in B insieme al Benevento. A rendere avvincente la corsa i tanti scontri diretti in calendario, che possono ribaltare la situazione in ogni momento

E adesso si salvi chi può. In un campionato che si sta rivelando avvincente fino all’ultimo ai piani alti della classifica, non va persa di vista la parte bassa, dove giornata dopo giornata si combatte per restare in Serie A e non mancheranno gli scontri diretti, nei prossimi turni.

Con l’aritmetica retrocessione del Benevento, a 4 giornate dalla fine sono 4 le squadre che vedono più da vicino lo spettro della serie B. Per due di queste si materializzerà. Ma neanche chi si trova appena sopra può stare del tutto tranquillo. Analizziamo la situazione, e i relativi calendari, risalendo dal basso verso l’alto.

BENEVENTO (17 punti, già retrocesso)

Il calendario dice Udinese, Spal, Genoa, Chievo. Tutte squadre della colonna destra della classifica, due in particolare invischiate nella lotta salvezza. La squadra di De Zerbi, già retrocessa aritmeticamente, si candida quindi a possibile arbitro della contesa. Non significa che starà a guardare, perché abbiamo già constatato come orgoglio e carattere non le manchino. Vedremo se, con la mente sgombra da ogni pensiero, il Benevento riuscirà a regalare altre emozioni al campionato, dopo il colpaccio di San Siro, e piccole soddisfazioni ai propri tifosi.

VERONA (25 punti)

Eccoci nella parte veramente calda della classifica. La sconfitta contro il Genoa ha ridotto drasticamente le speranze di salvezza dell’Hellas, penultimo, chiamato ora a quello che assumerebbe le sembianze del miracolo sportivo. Domenica, alle 15, capiremo se i tifosi del Verona possono continuare a crederci, dato che contro la Spal, in casa,  c’è la grande occasione di portarsi a un punto dal terz’ultimo posto. Vincendo, ovviamente. Non è ammesso altro risultato, per la squadra di Pecchia, e anche in quel caso sarebbe poi tutto da vedere. La strada in salita, ripidissima, proseguirebbe infatti con la trasferta a San Siro contro un Milan a caccia di punti per l’Europa, poi con un altro possibile scontro-salvezza con l’Udinese (ma molto dipenderà da quel che faranno i bianconeri nei prossimi due incontri, con Benevento e Inter). Finale da brividi e strettamente legato a ciò che accade in vetta. Se Napoli e Juventus, infatti, dovessero continuare a lottare punto a punto per lo scudetto, all’ultima giornata l’Hellas se la vedrebbe con la squadra di Allegri, che non potrebbe concedersi distrazioni. Si gioca a Torino, per cui non ci sarebbe neanche da appellarsi a una possibile “fatal Verona”. Ma già arrivarci, a giocarsi la salvezza così, sarebbe un discreto successo per come è andata questa stagione.

SPAL (29 punti)

In palio punti fondamentali, come detto, domenica, nello scontro in casa del Verona. Utile non solo a tenere a distanza l’Hellas, distruggendone in modo quasi definitivo i sogni di salvezza, ma anche per provare a riprendersi il quart’ultimo posto, che significa permanenza in A, perso nell’ultimo turno. Per riscavalcare il Crotone è necessario vincere, ovviamente, e tifare Sassuolo. Il calendario della Spal, in ogni caso, è più agevole, per cui il sorpasso potrebbe anche essere rinviato. Il Benevento già retrocesso (e in casa) e le tranquille Torino e Sampdoria (veramente improbabile che si trovino alle ultime giornate ancora in corsa per l’Europa) giustificano il pensiero di una Spal che ci crederà fino all’ultimo. Certo, bisogna iniziare dando un segnale contro il Verona.

CROTONE (31 punti)

La seconda salvezza consecutiva equivarrebbe a uno scudetto. Per arrivarci è stato già fatto molto, ma il tratto di strada finale presenta diversi pericoli. La vittoria in rimonta a Udine ha provvisoriamente portato la squadra di Zenga fuori dalla zona rossa, adesso non sono ammessi cali di concentrazione. Sassuolo e soprattutto Chievo, una dopo l’altra, sono test da superare per meritarsi la conferma in A. Sfide suggestive perché è al rango di quelle due che il Crotone deve ambire, ovvero due piccoli club che dopo l’approdo nella massima serie si sono meritati il rispetto generale confermandosi anno dopo anno. Contro il Chievo in particolare potrebbe diventare scontro diretto, da affrontare con il presupposto che la Spal, contemporaneamente, farà punti con il Benevento. Obiettivo mettere punti in cascina nelle prossime due, per poi affrontare Lazio e Napoli con meno ansia. Immaginate infatti cosa potrebbe essere la gara del San Paolo se Sarri e i suoi dovessero giocarsi lo scudetto all’ultima giornata. Meglio arrivarci già salvi…

CHIEVO (31 punti)

Il calendario consente di affrontare il finale con relativa tranquillità, ma quando il germe della paura inizia a crescere nel cuore di una squadra non esistono più partite semplici. Bologna e Benevento alle ultime due giornate sono una chiusura di campionato tutto sommato soft per una squadra che presumibilmente si presenterà in campo con il coltello tra i denti, chiamata a dare tutto per salvarsi. Il problema è capire come ci arriverà, il Chievo, a quel finale soft: se i denti che stringono il coltello non avranno iniziato a battere per la paura. Prima, infatti, ci sono la Roma all’Olimpico e il Crotone. I giallorossi saranno nel bel mezzo della loro battaglia con il Liverpool (esattamente tra andata e ritorno della semifinale di Champions), cosa che può rappresentare un vantaggio per il Chievo, ma non possono permettersi passi falsi nella loro corsa al posto Champions. E tutto sommato la gara contro la Spal che cadeva prima della trasferta a Liverpool l’hanno preparata bene (3-0)… Con il Crotone, il 6 maggio, la sfida più delicata. Per non rischiare di giocarsi tutto alla fine con la paura nel cuore.

Ma Udinese e Cagliari non possono stare tranquille

La matematica non le preserva ancora da brutti scherzi, il buon senso ci dice che per queste due è quasi fatta. Udinese e Cagliari, appaiate a 33 punti, non vivono certo un buon momento, ma vivono “di rendita” grazie a ciò che sono riuscite ad accumulare in fasi migliori del loro campionato.

L’Udinese non è ancora uscita da un tunnel adesso lungo 11 sconfitte di fila. Ultima vittoria a fine gennaio (1-0 con il Genoa), nei mesi di febbraio, marzo e aprile un solo punto, lo 0-0 con il Milan prima di inaugurare la striscia da incubo. Tre mesi a stecchetto che si chiuderanno con la trasferta a Benevento, domenica 29 (con il nuovo allenatore, Igor Tudor, in panchina), e la possibilità di tornare a respirare contro una squadra già retrocessa. Non scontata, per la verità, visto l’orgoglio dimostrato dai ragazzi di De Zerbi, soprattutto in presenza del loro pubblico. Poi Inter, Verona e Bologna, un finale che dovrebbe mettere al riparo da imprevisti.

Non se la passa meglio il Cagliari, che nel 2018 (in 15 partite) ha vinto solo 3 volte: contro due squadre sotto in classifica, Benevento e Spal, e poi proprio contro l’Udinese. I rossoblu, reduci da uno 0-0 col Bologna figlio della paura di entrambe, sono attesi da Sampdoria, Roma, Fiorentina e Atalanta. Non il massimo, se fossero stati con l’acqua alla gola. La vera fortuna di Udinese e Cagliari è che ci sia chi è messo peggio di loro. Ne hanno ancora 4 sotto e, salvo ribaltoni incredibili, i nomi delle due retrocesse insieme al Benevento usciranno da quella cerchia ristretta.

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