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17 luglio 2018

Inchiesta Parma, le richieste della Procura Figc: due punti di penalizzazione al club. Quattro anni a Calaiò

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La Procura della Federcalcio, oltre a chiedere una penalizzazione 'afflittiva' per il Parma (2 punti da scontare nel campionato 2017-2018, con effetto di mancata promozione in A, o in subordine -6 dal prossimo torneo), ha chiesto una squalifica di 4 anni per Emanuele Calaiò

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PARMA VERSO IL DEFERIMENTO PER TENTATO ILLECITO CONTRO LO SPEZIA

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La procura federale della Figc ha chiesto  una penalizzazione di 2 punti per il Parma, da applicare all'ultimo campionato di serie B, nell'ambito del procedimento davanti al Tribunale federale nazionale della Figc per il presunto tentato illecito sportivo del giocatore Emanuele Calaiò. Se la richiesta di  sanzione sarà accolta il club emiliano rischia di vedere sfumare la promozione in serie A.

La procura Figc ha chiesto in subordine un "innalzamento della  penalizzazione per renderla ugualmente afflittiva", con 6 punti di  penalizzazione per il Parma nel prossimo campionato di serie A. Nei  confronti di Calaiò la richiesta della procura Figc è di 4 anni di squalifica e 50mila euro di ammenda.

Il giocatore è accusato di tentato illecito sportivo (art.7 commi 1 e 2 del codice di giustizia sportiva) per tre messaggi dal contenuto ambiguo spediti tramite whatsapp all'ex compagno di squadra Filippo De Col quattro giorni prima dell'incontro del 19 maggio scorso valevole per la serie B tra Spezia e Parma.

Calaiò: "Sono accuse che non mi appartengono"

"Ho passato un'estate orribile, è la prima volta che mi trovo dentro queste mura. Non sono mai stato coinvolto in niente e non mi aspettavo nemmeno di arrivare a questa situazione per dei messaggi innocui, stupidi e soprattutto scherzosi che non avevano un secondo fine". Le parole di Emanuele Calaiò durante il procedimento davanti al Tribunale federale nazionale della Figc.

"Non ho mai pensato minimamente di alleggerire l'andamento della partita (contro lo Spezia, ndr) né la prestazione dei miei avversari", ha assicurato Calaiò. "Vorrei finire la mia carriera come l'ho iniziata, dando tutto me stesso in campo e fuori. Sono una persona pulita e non voglio che la mia carriera venga macchiata da queste situazioni, mondi completamente diversi che non mi appartengono. Faccio fatica anche a parlare, perché sono veramente amareggiato e non pensavo di arrivare a questo punto", ha spiegato l'attaccante.

"Ho passato un'estate orribile, di inferno, a giustificarmi anche in lacrime con i miei figli: ho 36 anni e sono oramai vicino alla fine della mia carriera, non voglio chiuderla con una macchia come questa, sono accuse che non mi appartengono". Ha chiuso Emanuele Calaiò, nella dichiarazione spontanea al Tribunale Figc.

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