È il momento di sperimentare: le novità tattiche viste nelle prime amichevoli estive

Serie A

Vanni Spinella

Insigne falso nueve e Allan terzino; Asamoah interno di centrocampo; la Roma schierata con il 3-3-4. Le amichevoli estive sono il momento ideale per provare nuove soluzioni e gli allenatori delle big non ci stanno deludendo

Un'amichevole estiva deve assolvere principalmente due funzioni. Da un lato, per i singoli giocatori, si tratta ovviamente del miglior modo possibile per ritrovare il feeling con il campo e ricominciare a "sentire" il proprio corpo, mettendo benzina nel motore. Dall'altro, per gli allenatori, rappresenta il momento in cui poter vedere all'opera la propria orchestra, sperimentando anche soluzioni tattiche inedite, senza la paura di sbagliare.

Già dalle prime amichevoli di questa estate abbiamo potuto vedere qualcosa di nuovo. Solo il campionato ci dirà se si era trattato solo di esperimenti nati e morti sotto l'ombrellone o di genali idee che stavano germogliando.

Insigne "falso nueve"

Tra gli allenatori più attivi a livello creativo c'è Carlo Ancelotti, che sta iniziando a conoscere il Napoli e a modellarlo. Nelle prime uscite contro Gozzano e Carpi ha dato libero sfogo alla sua fantasia, disegnando a mano libera, e una delle idee che gli sono frullate nella mente è quella di Insigne "falso nueve"... "alla Mertens". Così, contro il Carpi, dopo un primo tempo con Inglese davanti a fare il 9 tradizionale, Carletto ha varato un tridente con Insigne al centro (complice l'assenza di Mertens, non ancora rientrato dopo le fatiche Mondiali) con Callejon e Verdi ai suoi lati. Le indicazioni sono state interessanti: un po' perché quei tre hanno iniziato a trovarsi a meraviglia, con vicendevoli scambi di assist, un po' perché Insigne, tra i migliori in campo, ha dimostrato di esaltarsi quando gode della libertà necessaria per inventare e da falso nueve dà ancora meno riferimenti alla difesa avversaria. Insomma, se Mertens non si offende, ci si può lavorare su.  

Allan terzino

Sempre contro il Carpi, il secondo esperimento tattico più interessante. Sapevamo che Allan ha una capacità di adattamento superiore alla media e che il suo moto perenne potrebbe garantire risultati favolosi in ogni zona del campo. Undici Allan, in questo senso, probabilmente batterebbero undici Insigne. Ecco allora l'idea di metterlo alla prova in difesa, sulla corsia di destra, dove il brasiliano si è disimpegnato bene in entrambe le fasi: tiene la posizione quando c'è da stare accorti, va sul fondo quando si spinge (e a Carletto la soluzione dei centrocampisti che lanciano in profondità i terzini piace molto). Probabile che lo si riveda da quelle parti, dato che lo stesso Ancelotti l'ha promosso. Dimenticavamo: la partita, dopo appena 2', l'aveva sbloccata proprio lui, nei "soliti" panni della mezzala.  

Asamoah interno di centrocampo

Il percorso inverso l'ha fatto il nuovo Asamoah interista, che dopo una vita da terzino (sinistro) è stato provato a centrocampo da Spalletti, contro lo Zenit. Interno in un 4-2-3-1, a coprire la difesa accanto a Gagliardini ormai avvezzo a quel ruolo. Ecco, tra i due è piaciuto di più il ghanese, ancora un po' arrugginito e a tratti spaesato, ma sicuramente dotato di quella intraprendenza che lascia ben sperare. Va anche detto che al suo arrivo in Italia, nel 2008 all'Udinese, Asamoah era proprio un centrocampista (dava il meglio di sè da mezzala sinistra nel 3-5-2) e che fu poi Conte alla Juventus a farne uno dei migliori terzini sinistri del campionato, con Allegri che lo mantenne in quella posizione. Spalletti lo riporterà alle origini?

Kluivert a destra nel tridente

La sua sfortuna è stata che la Roma attaccava da sinistra verso destra, nel primo tempo contro l'Avellino. Di conseguenza, lui si trovava ad agire proprio davanti alla panchina di Di Francesco. Fischio d'inizio, passano 20 secondi e DiFra si alza per il primo richiamo. Un minuto ed ecco il secondo. Poi il terzo, il quarto e via così fino all'intervallo, quando Kluivert, destinatario di tutte le attenzioni del mister, avrà esultato pensando a una ripresa sul versante opposto, lontano dalla panchina. E Di Francesco a quel punto che fa? Lo sostituisce, per averlo accanto a sè anche nel secondo tempo...

Chiariamo subito un po' di cose: quello di Kluivert a destra è stato un esperimento, dato che l'olandese, nel tridente, solitamente parte da sinistra. Secondo: il richiamo dopo pochi secondi di partita è stato dettato da un eccesso di generosità da parte di Kluivert, che si era lanciato in profondità mentre la richiesta era quella di stare corti. E poi tutti quegli "easy!", rivolti proprio a lui, nel tentativo di inculcargli la cultura della giocata semplice. Non prendeteli come rimproveri, ma come prove del fatto che l'allenatore sappia di avere tra le mani un talento e ci tenga a farlo maturare al meglio.

Candreva a sinistra

Una stagione, quella passata, da zero gol nonostante i 73 tiri tentati, record in A. Di Candreva si era iniziato a dire che non fosse più in grado di vedere la porta, lui che nelle stagioni alla Lazio si era invece sempre messo in mostra per il gran tiro dalla distanza e gli ottimi tempi di inserimento. Prima amichevole contro il Lugano ed è sua la prima conclusione in porta della nuova stagione nerazzurra: palo. Contro lo Zenit, quella che forse è stata la partita della rinascita.

L'arrivo di Politano aveva messo a rischio il posto da titolare di Candreva (a destra nel terzetto dietro al centravanti), ma Spalletti, approfittando dell'assenza di Perisic (ancora in vacanza dopo la finale Mondiale), l'ha dirottato a sinistra con l'effetto di resuscitarlo. Grandissimo gol (un gol dei suoi) allo Zenit, ottime iniziative e tanti spunti al servizio dei compagni, perché la propensione all'assist non l'ha mai persa. In attesa che torni il legittimo proprietario di quel posto, Candreva forse è riuscito a far venire qualche dubbio al suo allenatore.  

Hamsik davanti alla difesa

L'inventore di Pirlo davanti alla difesa del Milan poteva forse non provare a riprodurre qualcosa di simile anche nel Napoli? Si è trattato semplicemente di prendere da parte il leader del gruppo e di farci un paio di chiacchierate. La prima è servita, come confessato dallo stesso Hamsik, a togliergli dalla testa la Cina e l'idea di lasciare il Napoli; con la seconda gli ha proposto di mettergli in mano le chiavi della squadra. Per ora, quella di Hamsik "alla Pirlo" è solo un'idea provata più che altro in allenamento; ma conoscendo Ancelotti sappiamo che ci starà riflettendo su seriamente.

Possibili nuove sfide future

A livello tattico, più in generale, abbiamo visto anche molto altro. Sia Inter che Roma hanno provato a sprazzi la difesa a 3; Di Francesco si è avventurato addirittura in un 3-3-4 con Perotti e Under esterni d'attacco, attenti però a scalare a turno per farlo tornare un 3-4-3 "classico".

Non si è scostato dal 4-3-3 della scorsa stagione, invece, Gattuso, che per la prima amichevole stagionale contro il Novara è ripartito da dove aveva interrotto il discorso. Ringhio ha detto che qualcosa sperimenterà: ci si potrebbe aspettare un cambio di ruolo per Calhanoglu o Suso, giusto per metterli alla prova con compiti differenti.

In casa Inter, dove la grande certezza è che Nainggolan farà il trequartista, il dilemma riguarda Lautaro Martinez, tra le note più positive di queste prime uscite. Il ragazzo vede la porta, ama lottare, ha i colpi giusti e vuole mettersi in mostra. Ma può giocare insieme a Icardi?, è la domanda che tutti si pongono. Per adesso, Spalletti l'ha visto solo come alternativa a Maurito (sia contro il Sion che contro lo Zenit si sono dati il cambio): farli coesistere potrebbe essere la nuova sfida.

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