Accadde oggi: la bomba di Adriano al Palermo, il tiro più forte nella storia della Serie A

Serie A

Domenico Motisi

Il 18 settembre 2004, l’Imperatore calciò sulla traversa di Guardalben un missile a 140 km/h. Si tratta tutt’oggi del calcio più potente mai registrato nel nostro campionato. La partita finì 1-1 grazie alle reti dello stesso brasiliano e di Luca Toni

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I TIRI PIÙ POTENTI DI SEMPRE

Come si suol dire: "spacca la traversa". Ed effettivamente c’è andato molto vicino Adriano Leite Ribeiro il 18 settembre 2004 nella partita contro il Palermo a San Siro. Un vero e proprio bolide scagliato a 140 km/h che si stampò sulla traversa della porta di Matteo Guardalben con la palla che tornò poi sulla trequarti. Un tiro, quello del brasiliano, che è tutt’ora il più potente mai registrato in Serie A e che si piazza nella top 5 dei più forti nella storia del calcio mondiale. In quel match fu proprio l’Imperatore a portare in vantaggio i nerazzurri con un colpo di testa. Poi arrivò il pareggio di Luca Toni su assist di Lamberto Zauli. Era il Palermo neopromosso di Francesco Guidolin, che schierava in campo quattro futuri campioni del mondo: oltre al bomber di Pavullo, anche Andrea Barzagli, Cristian Zaccardo e Fabio Grosso.

L'arma impropria di Adriano

Che il brasiliano classe 1982 fosse dotato di un sinistro spaventoso se n’erano accorti tutti il 14 agosto 2001. Quel giorno, al debutto in amichevole con la maglia dell’Inter, Adriano segnò su punizione contro il Real Madrid durante il Trofeo Bernabéu: il centravanti si presentò scagliando alle spalle di Casillas un missile all’incrocio dai 17 metri. Una bomba che impressionò tutti, ma fu soltanto la prima di una lunga serie. Quell’estate, infatti, l’attaccante passò in prestito alla Fiorentina e proprio con la maglia viola fece impazzire il Franchi nel febbraio del 2002 quando con un altro tiro dei suoi segnò contro la Roma su punizione da oltre 30 metri. In carriera arriveranno poi altri calci devastanti come quello del gol in finale di Coppa Italia, sempre contro la Roma, nel 2005 oppure - nello stesso anno - quelli in Confederations Cup contro Grecia e Argentina.

Totti e Ibra, i rivali in Serie A

La traversa colpita da Adriano contro il Palermo a 140 km/h risulta dunque il tiro più forte mai registrato nella nostra Serie A. Per trovare una bomba che superi abbondantemente i 100 km/h bisogna scomodare il destro di Francesco Totti e quello di Zlatan Ibrahimovic. Il capitano della Roma scagliò un siluro a 113 km/h durante un Roma-Juventus nella stagione 2012-2013. In quel caso, però, il fuoriclasse giallorosso non colpì la traversa ma segnò all’incolpevole Gigi Buffon. Stessa sorte per la saetta di Zlatan Ibrahimovic contro il Palermo, allo stadio Barbera, nel 2008: lo svedese siglò il 2-0 con una punizione dal limite la cui velocità calcolata fu di 124 km/h. Con la maglia del Psg, però, Ibra fu in grado di superare i 140 km/h del suo vecchio compagno di squadra carioca visto che nella stagione 2013-2014, in Champions League, riuscì a calciare a 149,7 km/h in occasione del suo terzo gol contro l’Anderlecht.

I tiri più forti nella storia

Né Adriano né Ibra, e neppure Roberto Carlos: i tre tiri più forti della storia, almeno tra quelli di cui è stata calcolata la velocità, sono di David Trezeguet, Ronald Koeman e del brasiliano Ronny. Il francese, che in maniera sorprendente si piazza al terzo posto, nel 1998 calciò un missile a 154,4 km/h durante i quarti di finale di Champions. Vestiva la maglia del Monaco e quel tiro valse il gol dell’1-0 all’Old Trafford. Sempre in Champions, questa volta nella celebre finale del 1992, è stato effettuato il secondo tiro più forte di sempre. Lo ricorderanno bene i tifosi della Samp visto che si tratta della punizione con cui l’olandese Koeman regalò la coppa al Barcellona: 188 km/h la velocità del suo destro. Infine, al primo posto c’è Ronny, ex Sporting Lisbona e oggi a Fortaleza. Proprio con la maglia del club portoghese, il terzino mancino tirò una punizione a 221 km/h.

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