Genoa, Sanabria super: 2 gol in 2 partite sulle orme di Piatek

Serie A

Scoperto da Sabatini nella Roma, esploso in Spagna con il Betis Siviglia. Da ragazzino segnò 70 in una stagione guadagnandosi la chiamata del Barcellona, oggi incanta subito il Genoa grazie a un inizio da favola. Proprio come successo al "pistolero" Piatek a inizio stagione

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SANABRIA: "IO EREDE DI PIATEK? MAI VISTO GIOCARE"

Sulla maglia c’è scritto Sanabria ma il suo soprannome è Tonny. “Tutta colpa dei miei genitori, mi hanno sempre chiamato così”.  Un “nomignolo” che Antonio si porta dietro fin dai primi gol in Paraguay: “Mi rcorda la mia infanzia, mi piace”. Mamma Shirley su tutte, la donna che l’ha cresciuto insieme a 3 fratelli tra difficoltà economiche e vari problemi.

Sanabria, l'ennesimo 9 del Genoa

Il calcio come riscatto sociale, il gol come passione vera: “Mi ispiro a David Villa”. Punta mobile, veloce e prolifica. Come lui: due partite con il Genoa e due reti, inizio sprint di un centravanti già passato per l’Italia (2 presenze con il Sassuolo e altre due con la Roma tra il 2014 e il 2015). Avvio da star ora. Come accaduto a Krzysztof Piatek, volato al Milan dopo 19 squilli in 21 partite. Sanabria “non l’ha mai visto giocare” ma dovrà raccogliere un’eredità pesante, anche se fin qui lo sta facendo molto bene. E con la stessa maglia. Questo perché Genoa è sempre stata la "patria" dei centravanti. Toglietegli tutto, tranne il numero 9: Milito, Crespo, Gilardino, Borriello, Pavoletti, Piatek. Ora "Tonny" Sanabria. 

Il primo gol di Sanabria sotto la gradinata Nord

Chi è Sanabria, dal Barcellona alla Roma

Sanabria arrivò in Spagna nel 2007, la sua famiglia si trasferì a Sitges - cittadina a sud di Barcellona - per motivi di lavoro. Tonny aveva 11 anni ed era già bravo, suo zio lo notò al primo pallone toccato: “Deve andare a una scuola calcio”, disse alla mamma. Ma i soldi non ci sono, e allora lo zio lo iscrive personalmente nelle giovanili della Blanca Subur. Intuizione vincente. Tonny segna 70 gol e fa innamorare tutti: il Barcellona chiama e lui risponde presente, dopo cinque anni farà il suo esordio con la squadra B segnando anche 3 gol.

Il resto è storia, prima la Roma e poi l’addio, tra Sporting Gijon e Betis. Il bel calcio di Setièn e la perla in Europa League contro il Milan. La sua storia con l’Italia inizia nel 2014, al Barcellona gioca poco perché il tiki-taka style predilige altri tipi di punte, quel falso nueve amato da Guardiola. Tonny è diverso, gioca più centrale, dentro l’area di rigore.

Sabatini fiuta l’affare e lo porta a Roma per 4,5 milioni di euro. Sei mesi al Sassuolo per conoscere la Serie A, ma il rientro nella capitale non va come dovrebbe. Sanabria gioca solo due partite e non emerge: “Speravo di giocare di più, ma l’esperienza a Roma è stata importante per la mia carriera, per fare progressi. Poi la città è bellissima”. Il ricordo più bello è legato a Francesco Totti: “È stato un sogno giocare insieme a lui, è un monumento del calcio mondiale”. Tempo un anno e vola allo Sporting Gijon, ma esplode al Betis: 19 reti in tre stagioni, una qualificazione in Europa League e un gol ai rossoneri. A gennaio il ritorno in Italia con il Genoa: prestito con diritto di riscatto fissato a 20 milioni. Due partite e due gol. Una seconda occasione del destino in quel paese sfiorato anni fa. 

Sanabria ai tempi della Roma

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