Serie A, le migliori giocate della 27^ giornata

Serie A

Emanuele Atturo e Marco D'Ottavi

Lo stop di tacco di Moise Kean, la parata di Terracciano, l'incredibile dribbling di Farias e altre grandi giocate dall'ultima giornata di campionato

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La ventisettesima giornata ha vissuto sul confronto a distanza tra le squadre impegnate alla corsa per un posto in Champions League, che pur faticando hanno vinto tutte, tranne la Lazio, bloccata sul pareggio a Firenze. Il Milan deve ringraziare ancora una volta Piatek, l’Inter non ha trovato il gol da Lautaro, ma una prestazione solida dal suo attaccante, la Roma con Ranieri ha concesso il numero minore di xG in stagione, mentre Torino ed Atalanta continuano a vincere. Nel resto del campionato, giocatori solitamente meno impiegati si sono fatti notare con grandi giocate che trovate di seguito.

Il tacco assurdo di Farias

Scriviamo questo pezzo sulle giocate da ormai due anni ed è diventato difficile vedere qualcosa di nuovo, lasciarsi colpire dall’inaspettato. Qualsiasi giocata, anche la più complessa, si iscrive dentro una sua tradizione: un calciatore l’ha fatta perché l’ha vista fare, anche se naturalmente il contesto e il modo di muoversi di quel giocatore rende comunque la giocata unica.

Questo tacco di Farias, però, non si era mai visto e il modo in cui arriva sembra il frutto di un grande momento di improvvisazione. L’Empoli è in uscita da un calcio d’angolo e Farias viene lanciato con un cambio di gioco. Sembra che Farias calcoli male la traiettoria del pallone, che a un certo punto se lo ritrovi troppo addosso. In ogni caso, mentre la palla è in volo, il brasiliano elabora l’unica forse giocata possibile per saltare Santon con un tocco: lascia che la palla gli vada alle spalle, per portarsela avanti con un colpo di tacco che passa sopra la testa di Santon. A rivederla sembra uno di quei video ricostruiti con After Effect.

Il grado di difficoltà di questa giocata è incalcolabile, e il fatto che sia riuscita perfettamente a un attaccante che non ci ha mai colpito per la sua eccezionalità, come Farias, la rende ancora più sorprendente.

L’azione verticale del gol della Lazio

La Lazio ci ha messo 7 mesi per ritrovare la brillantezza offensiva dello scorso anno, forse non l’ha ancora raggiunta del tutto, ma in questo momento ci è molto vicina. Come potete immaginare questa brillantezza passa dal recupero dei suoi giocatori più qualitativi - Luis Alberto e Milinkovic-Savic - che ultimamente hanno ricominciato a giocare assieme.

Nell’ultimo mese - in particolare nel derby ma anche contro il Siviglia - la Lazio ha ritrovato la sua identità di squadra maestra ad attaccare gli spazi in verticale. Il gol contro la Fiorentina ne è un esempio: Luis Alberto riceve sul centro-sinistra, appena dietro il centrocampo. La Lazio attacca con tre uomini per abbassare la linea difensiva della Fiorentina e creare delle tasche di spazio in cui ricevere. Luis Alberto serve Correa: l’argentino avrebbe spazio per controllare e girarsi, invece la tocca di prima per Immobile, che la ritocca di prima per Correa. Sembra un’azione troppo barocca per avere una sua efficacia, ma Correa la ritocca per Immobile d’esterno, che fa una piccolissima finta per ricavarsi lo spazio per la conclusione, che arriva forte e dritta sul secondo palo.

In questo periodo di ritrovata forma la Lazio ha però fatto pochi risultati, e il pareggio contro la Fiorentina è forse un’altra mancata vittoria che le rimane stretta, in particolare in un periodo in cui le squadre in corsa per la Champions sembrano aver accelerato.

Il dominio tecnico di Spinazzola sulla fascia destra della Juventus

Leonardo Spinazzola deve compiere 26 anni ed ha alle spalle una prima parte di carriera particolare. È cresciuto nelle giovanili della Juventus come esterno d’attacco ma gli ci sono voluti 7 anni, 6 cambi di maglia e uno di ruolo per riuscire a tornare in bianconero.

Come sappiamo, Spinazzola si è consacrato nell’Atalanta grazie a Gian Piero Gasperini che lo ha abbassato come esterno a tutta fascia del suo 3-4-3. In un contesto in cui poteva difendere in avanti e soprattutto attaccare e mettere sempre in crisi l’avversario diretto con i suoi uno contro uno Spinazzola ha convinto la Juventus a farlo ritornare a casa. Se il cambio di ruolo ha aiutato Spinazzola a giocare ad alti livelli in Serie A, d’altra parte lo ha anche inserito all’interno di un equivoco tattico: troppo offensivo per giocare terzino, troppo poco qualitativo - forse - per giocare esterno alto in una squadra come la Juventus. In più, ovviamente, ci si sono messi i problemi fisici, che non hanno neanche permesso di porsi il dubbio sul suo utilizzo fino a poche settimane fa.

Contro l’Udinese però la Juventus si è schierata su un 3-5-2 che ha aperto a Spinazzola le porte della corsia di destra. Potevamo inserire altre sue giocate, oltre questa, come la “croqueta” del primo tempo che lo ha portato al cross in posizione vantaggiosa. Abbiamo però inserito questa azione prolungata sulla fascia destra, condita da un tunnel, che ci conferma una cosa su cui forse avevamo fin troppi dubbi: Spinazzola possiede lo spessore tecnico per giocare nella Juventus.

Lo stop di tacco al volo di Moise Kean

Alla prima da titolare in campionato, la prima volta in assoluto allo Juventus Stadium, Moise Kean ha segnato al primo pallone toccato, deviando in rete un cross di Alex Sandro. Da quel momento la sua partita è sembrata scorrere su di un piano inclinato: tutto quello che ha provato gli è riuscito, complice una difesa dell’Udinese che non riusciva a stargli dietro. Anche il tiro di punta del secondo gol, sebbene deviato, è una soluzione particolare, che provano i giocatori particolarmente in fiducia.

Questo stop, al volo, con il tacco destro che passa dietro la gamba sinistra è il climax della sua partita. Un tipo di giocata che spesso finisce per risultare stucchevole, anche un po’ offensiva nei confronti degli avversari, ma che fatta da Kean in quel momento della partita è sembrata assolutamente naturale. Il 19enne si prende un rischio molto alto - sbagliare uno stop del genere e fare brutta figura è un attimo - perché lo sente presente nel suo repertorio tecnico e sente anche che il suo dominio sulla partita è tale da poterlo provare (qualche minuto prima si è guadagnato un rigore bruciando Opoku) perchè lo stadio è con lui e i compagni lo assecondano.

Kean ha giocato pochissimo in questa stagione, tuttavia il vantaggio accumulato dalla Juventus in campionato potrebbe spingere Allegri a concedergli più minuti e noi ad assistere a più giocate di questo tipo.

La reattività di Terracciano

Pietro Terracciano aveva iniziato la stagione ad Empoli, titolare per le prime 8 partite a causa dell’infortunio di Provedel. In quel breve lasso di tempo aveva dimostrato di essere un portiere abbastanza pronto, con dei limiti evidenti, ma anche con una reattività importante (3.3 parate a partita, di queste 2.1 su tiri all’interno dell’area, solo Sportiello fa meglio ma con più tiri).

A gennaio l’Empoli lo ha dato in prestito alla Fiorentina in cambio di Dragowski e fino a domenica sera non aveva più giocato. Gli sono bastati venti minuti per dimostrare che il posto di secondo portiere gli sta stretto o, dipende dai punti di vista, quali sono le qualità richieste ad un secondo. Il tiro di Immobile parte dall’altezza del dischetto del rigore e, data la posizione dell’attaccante, era molto più facile aspettarsi un tiro sul secondo palo.

Immobile invece sceglie di far percorrere al pallone meno strada possibile, tirando forte sul primo palo, ma Terracciano è perfettamente posizionato: un passo in avanti, le ginocchia basse, riesce a piegarsi in un lampo e sporcare la conclusione quel tanto che basta per mandarla a sbattere sul palo interno.

Con 5 parate Terracciano ha tenuto in piedi la Fiorentina nel primo tempo, risultando fondamentale per l’1-1 finale che mantiene vive le speranze di Europa dei viola e dimostrando l’importanza di avere un secondo portiere pronto quando serve.

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