Milan, secondo ko di fila: l'analisi del momento rossonero

Serie A

Dopo la sconfitta nel derby, i rossoneri cadono di nuovo: era dal dicembre 2017 che non infilavano due ko consecutivi in campionato. Presto per parlare di crisi, ma il calendario non aiuta e adesso i rossoneri devono guardarsi anche alle spalle, in classifica

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Partiamo dai numeri, che di solito non mentono. Era dal dicembre 2017 che il Milan non infilava due ko consecutivi. Dopo la mazzata nel derby, aperto da un gol a freddo (Vecino al 3’), la caduta contro la Sampdoria, con i rossoneri colpiti a freddissimo (33 secondi). Probabile che sia ancora presto per parlare di crisi, ma dopo 13 risultati utili consecutivi tra campionato e coppe, la squadra di Gattuso è inciampata per due volte, le prime in questo 2019.

Quarto posto a rischio?

Le ripercussioni in classifica sono state immediate, con i rossoneri che arrivavano al derby guardando i cugini dall’alto e che si sono visti scavalcare: Inter momentaneamente terza con 2 punti di vantaggio, che potrebbero diventare anche 5 se i nerazzurri dovessero battere la Lazio. Per non parlare di quelle dietro, che insidiano il Milan al quarto posto: la Roma con la chance di andare a -1 (ma deve battere il Napoli), la Lazio a -6, ma oltre all’Inter deve recuperare la gara con l’Udinese. Il calendario, poi, non sembra disposto a dare una mano a Gattuso: Udinese in casa tra tre giorni, poi Juventus e Lazio, con i biancocelesti che torneranno a San Siro anche per la semifinale di ritorno di Coppa Italia. Due Milan-Lazio che rischiano di diventare due spareggi.

Mediana senza idee, fasce imprecise

La situazione non è meno rassicurante sotto il profilo del gioco: a Marassi uno spento Piatek (unico vero spunto il rigore invocato al 90°) non è riuscito a risollevare una squadra in cui la mediana non ha creato praticamente nulla e i rifornimenti dalle fasce non sono mai stati precisi (emblematici i due cross sbilenchi, uno dopo l’altro, infilati da Rodriguez, sostituito all’intervallo da Gattuso). Se ci aggiungiamo una difesa che soprattutto in avvio è stata travolta dalla foga blucerchiata (nascono così gli errori individuali di Donnarumma o di Musacchio, che sulla pressione di Quagliarella stava combinando un pasticcio simile), il quadro è completo. Manovra lenta (a tratti la Samp viaggiava a velocità doppia), tempi decisionali dilatati, zero inserimenti da dietro e un copione che troppo spesso si basa sulla giocata di Suso, che da destra si accentra e tenta qualcosa, ormai capita da tutti gli avversari (tanto che la Sampdoria l’ha sistematicamente raddoppiato ogni volta che lo spagnolo si avvicinava al limite dell’area). L’errore di Donnarumma, in sostanza, fornisce il “titolo” e decide la partita, ma rischia di nascondere problemi ben più seri. Come quello del gol incassato in trasferta, diventato una brutta abitudine per il Milan che ha subìto in tutte le ultime 4 partite fuori casa dopo che nelle precedenti cinque aveva fatto registrare quattro clean-sheet. Solo numeri, forse: ma spesso dicono le cose come stanno.

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