"I Signori della Serie A", Francesco Acerbi: "La malattia mi ha reso più equilibrato"

Serie A

Nuovo appuntamento con “I Signori della Serie A”, stasera alle 18.30 (su Sky Sport serie A) e alle 22.30 su Sky Sport Football. Il leader della difesa della Lazio ripercorre il momento in cui, quando giocava a Sassuolo, gli fu diagnosticato un tumore ("Una parola che fa sempre paura")

LAZIO-ATALANTA LIVE

Stasera alle 18.30 su Sky Sport serie A e alle 22.30 su Sky Sport Football torna l’appuntamento con “I Signori della Serie A”, spin-off dei “Signori del Calcio”, il programma dedicato ai talenti del nostro campionato. Protagonista di questa puntata, il difensore della Lazio e della Nazionale, Francesco Acerbi.

Il campo dice che Acerbi sta bene, molto bene. L’ex centrale del Sassuolo ha disputato una grande stagione, risultando anche uno dei migliori acquisti della Lazio, la scorsa estate. Un giocatore cresciuto, più forte, anche perché ha sconfitto un male che nessun portiere può parare. Anche di quel momento, era il 14 luglio 2013, parla ai “Signori della Serie A”.

“Quando mi hanno dato la notizia del primo tumore ero a Sassuolo a fare le visite mediche di routine. Dopo una settimana il dottor Menafra, mi chiamò e mi disse: domani mattina dobbiamo fare un controllo. In quel momento un pò di apprensione l’ho avuta, perché la parola tumore comunque fa paura. Però dopo ero anche tranquillo, perché mi hanno detto subito: facciamo l’operazione e dopo poco tempo torni a giocare a pallone.

Quindi è stata una fortuna, come ho sempre detto, per come è passata e per come sono guarito è stata una fortuna. Perché è cambiato totalmente il mio modo di pensare, il mio modo di agire ed è stato tutto inconscio, non ho fatto nulla. E questa è la cosa più bella, non mi sono impegnato a fare nulla.

Dopo la ricaduta, dopo le chemio, ho fatto due mesi, che ho finito il 14 marzo. Fino a fine campionato ero uguale. Vado sempre a Milano Marittima, bevo un calice di vino bianco, una birra e bevo anche l’acqua. Ho detto: mi alzo bene. Nella mia testa dicevo basta.

Poi ho chiamato Simone Lorieri e ho detto: vengo ad allenarmi. Da lì, giorno per giorno, una piccola parte di me voleva correre, aumentava la voglia di correre, di allenarmi, di giocare, di bere meno. Da lì e dopo è tutto un susseguirsi di cose. Sono ripartito con la carica e non potevo non allenarmi. Ma anche tutt’ora con il passare degli anni, ogni anno sono sempre più equilibrato".

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