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07 maggio 2019

Serie A, le migliori giocate della 35^ giornata

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Il controllo di Zapata prima del gol alla Lazio, l'incredibile parata di Dragowski contro la Fiorentina e altre giocate spettacolari dall'ultimo turno di campionato

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Il campionato si avvia verso il suo finale, e ancora devono decidersi i due obiettivi che hanno continuato a renderlo interessante nelle ultime settimane: la corsa salvezza e quella per un posto in Champions League. Se la prima in questa giornata si è in parte riaperta con la vittoria dell’Empoli sulla Fiorentina - resa possibile dalla grande prestazione del portiere Dragowski - la corsa Champions si è definita di più, con l’importante vittoria dell’Atalanta sul campo della Lazio, a cui ha fatto da contraltare il passo falso della Roma a Genova.

Quindi molte squadre hanno raggiunto i loro obiettivi e non hanno niente da perdere; altre devono andare oltre sé stesse e i propri limiti: le condizioni migliori per vedere grandi giocate. Abbiamo raccolto le nostre preferite della trentacinquesima giornata.

L'intercetto di Izzo

Armando Izzo sta concludendo in maniera brillante la stagione migliore della sua carriera, che potrebbe segnare un definitivo salto di qualità. Nel Torino di Mazzarri la sua capacità di leggere il gioco e anche l’istintività con cui difende sono diventate armi fondamentali. Izzo è un difensore aggressivo in una squadra aggressiva, che anche contro la Juventus e Cristiano Ronaldo non ha paura di cercare l’anticipo, usare il corpo. Nel derby è stato uno dei migliori e, se le giocate su Ronaldo sono quelle che più hanno attirato l’attenzione, questo intercetto “in spaccata” arrivato dopo circa 15 minuti è stata una giocata fondamentale.

Sull’unico errore di Nkoulou, che perde il duello fisico con Kean (bravissimo a non cadere neanche quando gli mette le mani addosso), Izzo si ritrova in un uno contro due al limite dell’area, con l’attaccante della Juventus che porta palla sul lato e Ronaldo dentro l’area. Izzo orienta il corpo verso Kean, ma aspetta, copre il possibile tiro e la linea di passaggio più interna allargando le gambe il più possibile e stando basso con il corpo.

Alle sue spalle Ronaldo finge di attaccare il dischetto, ma rimane invece dietro, invitando Kean al passaggio a rimorchio. Izzo però è perfettamente posizionato col corpo, si lancia in spaccata e intercetta un passaggio che altrimenti avrebbe messo l’attaccante portoghese nella condizione di segnare un gol facile.

Il controllo di Zapata

Contro la Lazio, in uno scontro diretto per la Champions, Duvan Zapata ha segnato il 22.esimo gol in Serie A, questo qui sopra. Dopo un inizio difficile, l’attaccante colombiano è diventato quello che a Bergamo credevano tanto da averci investito una cifra considerevole, ovvero il perfetto terminale del gioco di Gasperini.

Zapata ha infatti le caratteristiche fisiche perfette per essere un appoggio sicuro alla manovra verticale dell’Atalanta, in grado con il suo fisico di controllare spalle alla porta quasi ogni lancio. Il fisico però non è la sua unica qualità, anzi troppo spesso non gli viene dato credito di essere un giocatore con un’ottima sensibilità e un buon istinto per il gol.

Zapata addomestica il tiro sporco di Freuler con la grazia di un ballerino, un controllo orientato di una difficoltà pazzesca che l’attaccante elabora in un centesimo di secondo e che gli permette di crearsi lo spazio sufficiente per battere agevolmente Strakosha.

L’assist di Sansone per il gol di Destro

Se contassimo solo i punti accumulati nel girone di ritorno, il Bologna sarebbe nono in classifica. Merito quindi del cambio di allenatore, con Mihajlovic che ha dato idee, ma soprattutto convinzione, a una squadra che sembrava inadeguata alla categoria; ma anche di un mercato invernale che ha alzato il livello tecnico del Bologna fino a un punto in cui la squadra non è più paragonabile a quelle che stanno tuttora lottando per la salvezza.

Giocatori come Lyanco, Sansone, Soriano ed Edera hanno dato solidità e nuove soluzioni a una squadra arida. Nicola Sansone, in particolare, pur non avendo giocato sempre titolare, ha aggiunto imprevedibilità e qualità nel dribbling e nell’ultimo passaggio. Sebbene parta a volte dalla panchina, è il giocatore del Bologna che più dà l’impressione di poter trovare la giocata risolutiva in qualsiasi momento. La sua creatività nell’uno contro uno e la sua tecnica nello stretto sono merce rara in un calcio, quello italiano, che fatica a produrre calciatori offensivi di livello. Non è un caso che su di lui, a un certo punto, abbia deciso di investire di più una squadra spagnola che una italiana.

La sconfitta del Bologna a San Siro è stata a un certo punto messa in dubbio dalla rete di Destro, nata da un’invenzione tutta di Sansone. Riceve un passaggio corto da calcio d’angolo, è sulla trequarti offensiva, piuttosto libero, alza la testa e carica il tiro. Poi, invece di lasciar partire la conclusione, scava la palla sotto per servire Destro, solo in mezzo all’area, che stoppa di petto e conclude in porta di sinistro. È uno schema, lo si capisce da come gli attaccanti chiamino la palla in area di rigore, ma questo non toglie nulla al gesto tecnico di Sansone: per far abboccare la difesa all’idea del tiro bisogna essere capaci di portare l’inganno fino alla fine, essere credibili, e a lui riesce alla grande.

Il controllo a seguire di Orsolini

Può suonare strano che nello stesso pezzo finiscano due giocate di giocatori del Bologna, una squadra della parte destra della classifica, che in più in questa giornata ha perso. Come detto, però, Mihajlovic è riuscito a restituire una convinzione che porta i suoi giocatori a provare dei gesti tecnici di cui non li credevamo neanche capaci.

Uno dei talenti più rivitalizzati delle ultime settimane, che sta conoscendo un’esplosione davvero primaverile, è Riccardo Orsolini, candidato a "Calciatore del mese AIC" per il mese di aprile. Orsolini fino a qualche mese fa sembrava un calciatore senza un preciso senso in campo: tecnico ma non abbastanza per fare la differenza in Serie A; veloce ma non abbastanza per saltare l’uomo con continuità; creativo ma non abbastanza per essere considerato un rifinitore di livello. Ora invece tutte queste cose gli riescono a un livello forse inimmaginabile.

La giocata che fa dopo appena 13 minuti di gioco, nella cornice della "Scala del calcio", è da strapparsi gli occhi. La migliore della giornata, forse tra le migliori dell’anno. Sansone fa un cambio di gioco in diagonale di 40 metri verso di lui. Orsolini si gira col corpo per ricevere con l’interno, ma invece di un primo controllo interlocutorio ne eseguo uno a seguire con cui lascia sul posto Rodriguez. Sul posto letteralmente, gli prende 5 metri in tre passi.

Poi cerca di battere Donnarumma sul secondo palo, che però se lo aspetta e quando Donnarumma legge la parata è difficile superarlo. Rimane, però, la grandissima azione.

La parata di Dragowski

Non so se questa è “La parata dell’anno” come in molti hanno scritto, ma di certo è fra le più stupefacenti e originali. Arriva su un colpo di testa da distanza ravvicinata di Vlahovic, una distanza così ravvicinata che Dragowski sa che l’unica possibilità per prenderla è buttarsi in anticipo, battezzare una porzione di porta da coprire sperando che l’attaccante la tiri lì. Vlahovic è però bravo a schiacciarla, più in basso rispetto a dove è volato Dragowski, che mentre è in sospensione ha il riflesso per scacciare il tiro con la mano aperta. Rivedendola al ralenti, è impressionante il riflesso del portiere, che pare respingere la palla senza neanche guardare ma solo intuendone la traiettoria.

Non era la prima grande parata di Dragowski, che si era già superato un paio di volte, di cui una su Chiesa, chiudendogli il tiro incrociato in area di rigore. Probabilmente il fatto di giocare contro la squadra che lo ha dato in prestito, senza dargli troppa fiducia nelle ultime due stagioni, gli ha regalato una motivazione particolare. Ma sono ormai diverse partite che Dragowski sta andando oltre i propri limiti - e quelli che possiamo immaginare in un portiere - e se l’Empoli troverà il modo di salvarsi dovrà innanzitutto ringraziare lui.

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