Roma-Milan, le chiavi tattiche della partita

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All'Olimpico si incontrano due squadre in difficoltà, ma dalle idee di gioco ambiziose e dalla vocazione offensiva. Domenica 27 ottobre, esclusiva Sky Sport Serie A (satellite, digitale terrestre e fibra) e Sky Sport 251 (satellite e fibra)

ROMA-MILAN LIVE

È difficile capire cosa aspettarsi da Roma-Milan in questo periodo della stagione. Per ragioni diverse nessuna delle due squadre può esprimere il massimo del suo potenziale, i giallorossi per le troppe assenze, i rossoneri per le poche settimane tra le mani di Pioli. Anche per questo questo motivo domenica, al termine della partita, sarebbe sbagliato trarre conclusioni definitive sul loro percorso.

Nonostante le premesse, quello dell'Olimpico resta uno dei match più interessanti del campionato, tra due idee di gioco ambiziose e dalla vocazione offensiva. Roma e Milan peraltro condividono un'urgenza di vittoria simile. Gli uomini di Fonseca per rimanere in scia di Atalanta e Napoli, riprendendo il filo dopo quattro pareggi consecutivi tra campionato ed Europa League. Quelli di Pioli per la necessità di recuperare i punti persi a inizio campionato e sopravvivere a un ciclo infernale. Oltre alla Roma nelle prossime quattro partite il Milan affronterà Lazio, Juventus e Napoli, un trittico da cui sarà difficile raccogliere il massimo della posta.

 

Cosa ci ha mostrato il Milan di Pioli

Nonostante i pochi giorni trascorsi a Milanello, l'esordio contro il Lecce ha fornito diversi spunti su quale sarà il percorso tattico del Milan di Pioli. Il modulo di partenza doveva essere il 4-3-3 ma in realtà i rossoneri hanno offerto una fluidità nella disposizione in campo tale da rendere quasi inutile l'uso di numeri per definirne il sistema. Un discorso valido in fase offensiva e, in parte, anche in quella difensiva.

Col pallone tra i piedi a inizio azione la squadra si disponeva con il 3-2-4-1. Il principio base era l'occupazione del campo in ampiezza, garantita a sinistra da Theo che si alzava sin dalle prime fasi del possesso e a destra da Suso, che invece partiva aperto senza sostare nel mezzo spazio. Dietro Conti stringeva vicino ai due centrali e determinava il passaggio momentaneo alla difesa a tre. A centrocampo Kessié a sinistra restava sulla stessa linea di Biglia, mentre Calhanoglu e Paquetà occupavano il centro della trequarti alle spalle della mediana leccese. Un'istantanea destinata a durare poco, visto il modo in cui sviluppava il Milan.

 

I rossoneri hanno agito soprattutto per catene laterali, con i giocatori coinvolti che scambiavano spesso la posizione. I protagonisti del gioco sulla sinistra erano Kessié da mediano, Calhanoglu che occupava il mezzo spazio, Theo in ampiezza e Leao che si muoveva orizzontalmente per supportare il palleggio con movimenti sia incontro che profondi. Romagnoli restava più bloccato e partecipava solamente nella fase germinale della circolazione. Mentre Theo restava largo e Kessié in appoggio dietro, Calhanoglu e Leao scambiavano spesso la posizione così da occupare in modo dinamico il mezzo spazio e offrire linee di passaggio alle spalle degli avversari; un'occupazione statica della catena avrebbe consentito al Lecce di tappare facilmente le tracce del Milan.

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Theo porta palla largo. Calhanoglu e Leao scambiano la posizione per evitare di essere schermati dai giocatori del Lecce in zona palla.

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Leao offre la linea di passaggio incontro a Theo.

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Leao gioca di sponda su Kessié. L'ivoriano trova subito Calhanoglu che viene incontro. Leao effettua il movimento opposto a quello del turco e inizia a muoversi in profondità.

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Calhanoglu di prima appoggia corto sulla corsa di Leao proprio in mezzo ai due difensori. Il portoghese ha uno spunto nel controllo e nella velocità da fuoriclasse e lascia sul posto gli avversari. Purtroppo per il Milan colpisce l'esterno della rete, ma in quest'azione c'è una varietà di movimenti e uno sfoggio di tecnica in velocità da predestinato.

 

Più variabile la situazione sulla destra, dove si è vista una combinazione di movimenti interessante tra Suso e Andrea Conti. Lo spagnolo è finito nel mirino della critica per la gestione maldestra degli ultimi possessi e per la passività in occasione del gol di Calderoni. Nel primo tempo però ha fornito un contributo di ottimo livello. Pioli ha imposto principi e movimenti di catena che hanno limitato il monopolio di Suso sulla manovra del Milan e gli hanno impedito di ridursi al cross a rientrare dalla trequarti. Le corse di Conti in particolare lo hanno aiutato a giocare con più calma e a scegliere soluzioni più efficienti.

 

L'ex Atalanta portava palla a inizio azione e, a differenza dell'altro centrale laterale Romagnoli, si aggiungeva alla catena di destra, formando un rombo composto da lui vertice basso e Paquetà vertice alto, Suso aperto e Biglia sul vertice sinistro. Conti non si limitava a scaricare il pallone sull'ex Liverpool. Una volta effettuato il passaggio si sovrapponeva alle sue spalle. Suso conduceva verso l'interno e il terzino non poteva seguirlo per via della corsa dell'italiano, un po' come accadeva con Kessié e Calabria nei migliori momenti del Milan di Gattuso. L'andaluso a quel punto aveva diversi compagni vicino e poteva associarsi con loro sul corto, con Paquetà in particolare, oppure cambiare gioco su Theo alto e aperto. In alternativa, poteva cercare il passaggio nello spazio per il movimento verso la porta di uno dei compagni. Da sinistra Calhanoglu e Leao spesso si avvicinavano alla catena di destra, anche in questo caso sia con movimenti in appoggio che con smarcamenti profondi. Anche Biglia non si è limitato a fornire l'appoggio per il passaggio di sicurezza, ma si è alzato durante le triangolazioni e ha attaccato lo spazio dietro la difesa. Sia a destra che a sinistra, appena c'è stata l'occasione il Milan ha provato a giocare filtranti sulla corsa: un palleggio di catena organizzato ma dall'animo verticale, proprio come piace a Pioli.

 

I meccanismi hanno funzionato bene fino al pareggio leccese. Da lì il Milan è andato in affanno, complice la stanchezza, la delicata situazione psicologica e la sostituzione di Leao con Piatek. Il polacco ha firmato il gol del momentaneo 2-1, ma ha contribuito a inceppare le catene rossonere. Leao è superiore per velocità e tecnica individuale, ma è soprattutto il contributo alla manovra – per le idee che Pioli ha mostrato contro il Lecce – a renderlo insostituibile. Nonostante l'età, il portoghese brilla per la varietà di movimenti verso destra e verso sinistra, sia in appoggio per giocare spalle alla porta, sia in profondità per dare sbocchi verticali al palleggio sulle fasce. Piatek è meno mobile, non svaria in orizzontale per offrire linee di passaggio. Non rompe le linee difensive con tagli veloci verso la porta e quando si offre in appoggio è impreciso nei controlli e nei passaggi, specie di prima. Molte volte, per non sbattere sui suoi limiti, resta ad occupare l'area senza partecipare al gioco. È il motivo per cui Suso, con il suo ingresso, ha ripreso a crossare dalla trequarti come nei giorni peggiori: tutti e tre i suoi traversoni a rientrare nascono dopo l'uscita di Leao. Biglia non riusciva più a supportare la catena e, senza sbocchi vicini, lo spagnolo era costretto all'isolamento e si rifugiava nella giocata che lo ha contraddistinto in negativo.

 

Come la Roma può sopperire alle assenze con sistema e principi

La Roma invece arriva al match di domenica con molti dubbi di formazione. Senza centrocampisti, Fonseca in conferenza stampa ha promosso Mancini in mediana al fianco di Veretout. Sulla trequarti Zaniolo è sicuro del posto, mentre Florenzi potrebbe sostituire Kluivert espulso nel finale con la Sampdoria. L’altro esterno offensivo potrebbe essere Perotti se Pastore non riuscisse a disputare da titolare il terzo match in sette giorni (a Marassi è entrato al 7’ e Fonseca ha già escluso un suo impiego). Una formazione in definitiva simile a quella che giovedì ha pareggiato col Borussia Monchengladbach, in una partita che Fonseca ha definito come la più dispendiosa della stagione.

 

In diversi tratti della partita la Roma ha sofferto il pressing dei tedeschi. La costruzione giallorossa ha alternato momenti in cui Mancini restava sulla linea dei centrocampisti a fasi in cui l'ex Atalanta scendeva tra Smalling e Fazio, mentre l'altro mediano, Veretout, restava alto da vertice del rombo di costruzione. A volte Pastore – trequartista centrale – si è abbassato al fianco del francese per provare a scardinare la pressione della squadra di Rose. Il Borussia, disposto col 4-2-3-1, cercava di pareggiare i tre centrali e il mediano con i trequartisti e la punta. Se Pastore o Zaniolo si abbassavano gli esterni dovevano muoversi verso il lato palla e scalare sull'uomo nella propria zona.

 

Come detto, i giallorossi spesso non hanno trovato le contromisure al pressing. È difficile prevedere quali soluzioni adotterà Pioli, posto che anche lui voglia aggredire alta la Roma. Contro il Lecce il Milan si è disposto a specchio sul rombo di centrocampo di Liverani, con Suso e Leao sui due centrali, Kessié sul regista e Calhanoglu e Paquetà da mezzali pronte a chiudere la linea di passaggio verso il centro e a scattare sul terzino del lato forte. Ci si muoveva seguendo il pallone e si prendeva come riferimento l'avversario vicino nella scalata, un po' come il Monchengladbach.

 

Anche il Milan potrebbe allora pareggiare gli uomini in costruzione con le tre punte sui difensori, uno dei centrocampisti (Paquetà o Kessié) sul regista e il terzino aggressivo sul tornante del lato forte giallorosso per comprimere la squadra di Fonseca sulla fascia e costringerla al lancio. La Roma però ha avuto momenti brillanti anche nell'emergenza di giovedì, soprattutto grazie a letture individuali che hanno eluso l'aggressione tedesca. Veretout in particolare ha sempre pensato alla giocata da eseguire prima di ricevere e anche spalle alla porta ha saputo trovare il compagno dietro la linea di pressing. 

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Mancini in salida lavolpiana. Kramer si alza su Veretout e sguarnisce il centrocampo. Kluivert occupa subito lo spazio liberato dal tedesco.

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Veretout sa già di dover servire Kluivert ancor prima di ricevere. È la soluzione più vantaggiosa ed è l'unica via per non cadere preda del pressing, con due trequartisti pronti a chiuderlo.

 

Spinazzola invece, che giocherà se Florenzi agirà da trequartista destro, ha dimostrato meno coraggio in uscita palla. In un'occasione del primo tempo però ha fornito una soluzione interessante. Al 19' è rimasto più basso invece di alzarsi subito. Ha ricevuto largo e ha subito il pressing di Thuram. Invece di scaricare per il timore, con intelligenza ha condotto verso l'interno per spezzare il pressing. Tagliato fuori l'avversario, ha potuto alzare la testa, ha visto Kolarov libero e largo sul lato debole e l'ha servito con un preciso cambio gioco. Una soluzione potenzialmente utile in vista del Milan, che contro il Lecce ha portato molti uomini in zona palla e delle volte si è fatto trovare scoperto sul versante opposto. 

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Saltato il pressing però, la Roma non ha gestito sempre con freddezza lo sviluppo offensivo. Con la difesa tedesca costretta a correre all'indietro Dzeko e Zaniolo hanno commesso troppi errori tecnici, con tentativi di dribbling a rientrare falliti che hanno riconsegnato il possesso agli avversari. A quel punto la Roma era sfilacciata e il Monchengladbach ha potuto giocare transizioni medio-lunghe potenzialmente letali. Situazione da evitare a tutti i costi contro il Milan. I rossoneri con Pioli si sono dimostrati brillanti in ripartenza. Calhanoglu in particolare ha dimostrato una sicurezza tecnica che sembrava aver smarrito del tutto. Dopo la riconquista a centrocampo è stato preciso nei filtranti e il suo gusto per la verticalizzazione si sposa bene con la velocità di Leao nei tagli.

 

La Roma soprattutto, e anche il Milan per quel poco che si è visto, sono squadre in grado di raggiungere picchi di tecnica, inquadrata nella struttura collettiva, davvero elevati. Sarà interessante in particolare vedere come i rossoneri approcceranno a una partita in cui non dovrebbero avere il dominio territoriale e del pallone. Riusciranno a tenere lontana la Roma dalla porta col pressing? Se la risposta sarà negativa, bisognerà serrare le linee in fase di difesa posizionale. Le assenze la penalizzano nel gioco tra le linee, ma quella di Fonseca è già da ora una delle squadre migliori in A nel leggere, svuotare e occupare lo spazio alle spalle del centrocampo avversario. Nei suoi momenti migliori, è un piacere osservare il modo in cui i trequartisti giallorossi combinano movimenti diversi per creare buchi tra difesa e centrocampo in cui ricevere e attaccare frontalmente l'area. Ciò che è mancato contro la Sampdoria, ma che si è rivisto in fasi del match col Monchengladbach: uno dei trequartisti si abbassava per attrarre fuori posizione un centrocampista avversario e un altro trequartista si spostava in maniera dinamica nello spazio svuotato per dettare il passaggio tra le linee.

 

Nonostante le vicissitudini, il livello tecnico delle squadre, col Milan in particolare che vuole recuperare le sue migliori individualità, e le idee degli allenatori, rendono lo scontro dell'Olimpico una delle partite più interessanti del week end di calcio europeo.

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