Gabriele Salvatores: tutto il mio folle amore (per il calcio e per l'Inter)

Serie A

Michele Sancisi

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Mentre approda nelle sale il suo diciottesimo film come regista, il premio Oscar Gabriele Salvatores racconta in esclusiva la sua storia di tifoso nerazzurro e il momento della sua Inter: "In questo momento servirebbe un altro Matthaus"

Il cinema è solo uno dei sui folli amori, tra gli altri c’è l’Inter. Mentre esce nei cinema il suo nuovo film, Tutto il mio folle amore, già presentato in anteprima all’ultimo Festival di Venezia, Gabriele Salvatores si rilassa volentieri parlando di calcio. A dispetto dei suoi 69 anni ha l’agilità fisica e mentale di un ragazzo e sa raccontare come pochi la passione giovanile, che sia per una persona amata, per l’amicizia o per l’avventura, passione che lui vive, inalterata, anche per la sua squadra del cuore. 

 

“Come molti sanno io sono napoletano. Sono arrivato a Milano con i miei genitori a soli 6 anni, nel 1956, quindi prima di Rocco e i suoi fratelli e mi ricordo, ahimé, le scritte “non si servono i meridionali” o “non si affittano case a quelli del sud”. Io arrivavo con il mio tifo per il Napoli, ma a scuola, al primo anno, a forza di mazzate, sono stato costretto a scegliere per una delle due squadre di Milano, o Milan o Inter e… ho scelto quella che aveva l’azzurro del Napoli nella maglietta.

 

Lo confesso-spiega il regista- e può sembra strano a chi mi vede da sempre come un acceso interista, ma questa è la storia. E oggi devo dire che sono stato fortunato perché da lì è partita la grande Inter degli anni ’60 e da allora non sono mai più potuto tornare indietro. Al Napoli voglio bene, la squadra mi piace, ma ormai l’Inter è nell’anima.”

 

Nel nuovo film si racconta di quel segmento della vita evidentemente molto importante: cosa affascina dell’adolescenza?

“E’ un periodo di cambiamenti repentini e superveloci, senti che stai diventando qualcos’altro, hai dei poteri o super-poteri dentro di te e magari non sai come usarli, come succede a certi super-eroi, ma soprattutto mi affascina il difficile tentativo di far coesistere gli istinti verso i desideri più immediati e quella razionalità che dovrebbe poi farci diventare adulti. Pare che adolescente venga da ‘adolescum’ che significa ‘riconoscere il proprio odore’, quindi è proprio un momento fondamentale della vita.”

 

Tutto il mio folle amore è un titolo molto bello, che si adatta a tante passioni della vita: dalla relazione amorosa, all’arte, allo sport.

“Il protagonista del film, Claudio Santamaria, è un cantante che imita Modugno nelle feste di paese e nei matrimoni. Quindi, dovendo scegliere qualcosa legato a Modugno, che a me piace molto, è venuto fuori questo verso della canzone Cosa sono le nuvole le cui parole, bellissime, sono scritte nientemeno che da Pier Paolo Pasolini. Quel verso dice: ‘tutto il mio folle amore, lo soffia il vento, così…’. Mi ha molto colpito quel verso, perché l’amore è folle, gli psicanalisti lo considerano addirittura una malattia".

 

Salvatores che tipo di tifoso è e cosa pensa dell’era Conte?

“Premetto che il calcio di adesso non è più quello di una volta per cui nel Milan c’erano i milanesi e nell’Inter gli stranieri, che quindi in nessuna squadra c’è la stessa rappresentatività cittadina, forse neppure la stessa fedeltà alla maglia. Oggi i calciatori sono professionisti che danno il loro meglio – o dovrebbero – ogniqualvolta cambiano squadra. Perciò, anche rispetto a Conte, io non ho avuto particolari problemi, lo considero un grande allenatore e noi avevamo bisogno di qualcuno così. Per cui sono stato contento del suo arrivo e vedo che anche tutti gli altri tifosi interisti sono stati contenti.”

 

Dopo quelle sei vittorie sono arrivate due sconfitte brucianti. C’è il rischio di tornare a vedere la pazza Inter che prima illude e poi tradisce...

“Il momento che stiamo vivendo è naturale, siamo una squadra che si sta formando e piano piano prende forma, abbiamo incontrato Barcellona e Juventus, ovvero due delle più grandi squadre d’Europa nel giro di quattro o cinque giorni. Tra l’altro due squadre che giocano in maniera abbastanza simile per certe cose: con il Barcellona siamo riusciti per un tempo a tenerli sulla corda e con la Juve per una mezz’oretta li abbiamo schiacciati nella loro area. Sinceramente sono già contento così. Poi è chiaro che rosichi e, ad essere sincero, soprattutto con la Juve.”

 

Dopo la sconfitta con la Juve, Conte è sembrato mettere un po’ le mani avanti sostenendo che la Juve sia di un’altra categoria.

“Conoscendo un po’ Conte certamente sarà stato un pungolo per la squadra. Poi c’è anche della verità in questo. Se loro sostituiscono un attaccante ed entra Higuain, non uno qualsiasi, allora il gap lo vedi; almeno sulle panchine, non ci sono paragoni. Detto questo le parole di Conte possono essere lette anche come un messaggio alla Società per l’acquisto di un attaccante o di un centrocampista in più. Forse in questo momento ci servirebbe un altro Matthaus.”

 

Il calcio potrebbe protagonista di un prossimo film?

Il calcio l’ho messo spesso nei miei film, ma per ora non mi sono mai deciso a metterlo al centro del racconto: è sempre difficile trattare cinematograficamente il gioco e l’ambiente. Uno che ci si è avvicinato è Paolo Sorrentino che ne L’uomo in più lo ha inserito molto bene in una storia con anche altri elementi. Per me resta sempre un forte interesse, o un folle amore, quindi chissà. Vedremo…”

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