Napoli-Juve, Sarri torna al San Paolo: ma che precedente con Gattuso e Dybala in B

Serie A

Alfredo Corallo

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L'allenatore della Juventus torna da avversario al San Paolo insieme all'altro "core 'ngrato" Higuain. L'ex "Comandante" e il Pipita contro il Napoli e Gattuso, che ha avuto l'attaccante al Milan (ceduto poi al Chelsea dello stesso Sarri) e ha già sfidato il collega da tecnico rossonero nel 2018 e in B, nel 2013: era un Palermo-Empoli e tra i siciliani giocava Dybala e nei toscani un certo Ronaldo...

NAPOLI-JUVE LIVE

 

"Inginocchiati... e vàsame sti mmane!". La versione napoletana della parabola del figliol prodigo trovò la sua interpretazione più autentica nella sceneggiata di Mario Merola e del suo intramontabile "Zappatore", oggi un cult-movie da 8 milioni di views su Youtube. La storia strappalacrime di un padre misericordioso, che si convince di perdonare un figlio irriconoscente, un film del 1980 di cui Maurizio Sarri girò - involontariante - il remake, nel 2016, mantenendone la vena melodrammatica della tradizione partenopea ma con delle sfumature squisitamente goliardiche, tipiche della scuola toscana. "Come saluterò Higuain? Come si saluta un figlio che ti ha fatto incazzare abbestia. Ma che è sempre un figlio". Con un abbraccio, sarà più che sufficiente, caloroso, teatrale, nella migliore tradizione partenopea, ma a patto che il finale sia monicelliano, grottesco, un tragicomico scherzo del destino. Così, la prima assoluta della reunion tra il Pipita juventino e il Napoli ancora orgogliosamente sarrista non potrà che concludersi con il golden gol-bacio della morte dell'argentino, nuovo Giuda, degno erede di José Altafini, fin lì titolare del copyright di Core n'grato e ben contento ora di "scaricare" sul cugino sudamericano una condanna che gli sarà sembrata eterna, definitiva. E invece Core 'ngrato avrà un seguito, Core 'ngrato 2 (la vendetta); e prossimamente al cinema...  Core 'ngrato 3, cucito addosso all'ex Comandante di un cargo battente bandiera vesuviana, oggi a strisce bianche e nere, lui sì figlio legittimo di un popolo spaccato sul processo del secolo: Sarri è o non è un traditore? 

L'abbraccio tra Higuain e Sarri nel 2016 allo Juventus Stadium
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Al netto del ruolo che giocarono il presidente De Laurentiis e la celeberrima clausola rescissoria da 90 milioni, per l'avvocato Gattuso meriterebbero l'assoluzione entrambi, Sarri e pure Higuain, che l'allenatore calabrese ha avuto con sé per qualche mese al Milan, poi ceduto - esattamente un anno fa - proprio al Chelsea dell'ex bancario di Figline Valdarno nato a Bagnoli, non lontano da Fuorigrotta. "La parola tradimento non è corretta - ha osservato Gattuso alla vigilia di Napoli-Juve - Gonzalo e il mister hanno scritto pagine bellissime qui, ma ovvio, ognuno può pensare quello che vuole. Se mi chiamasse l'Inter? Io sono un professionista, mai dire mai". Non è la prima volta che Ringhio venga chiamato a "giudicare" su una questione delicata con il suo collega protagonista. Storica - nel suo periodo pisano - la battuta sulla querelle Sarri-Mancini per quella "parolina" di troppo scappata al Mauriziaccio. "Tante parole si dicono per abitudine, sono radicate nel nostro linguaggio, ma ormai siamo diventati un Paese di permalosi e preferisco non entrare nella polemica. Sapete che c'è: io mi faccio i c... miei". E ancora, nel 2018, nell'unico precedente in A tra i due, un Milan-Napoli 0-0. "A livello di look non siamo il massimo, né io né lui - scherzò Gattuso - ma lo ammiro molto, è un Maestro, uno partito dal basso, ha dato qualcosa di nuovo al calcio. Da giocatore ho vissuto un difficilissimo Milan-Arezzo di Coppa Italia: sui calci piazzati non ci fece capire nulla. In panchina l'ho incontrato una sola volta, in Serie B, un Palermo-Empoli in cui giocava con il 4-3-1-2". Un altro film... 

Il Palermo di Dybala e Gattuso nel 2013 in Serie B
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Dybalà contro Sarri (e Ronaldo)

 

Riavvolgiamo il nastro, torniamo all'estate del 2013. Gattuso, reduce dall'esperienza svizzera di giocatore-allenatore al Sion viene scelto da Zamparini per riportare il Palermo, appena retrocesso, in Serie A. Gli affida una corazzata, e alla vigilia della trasferta in Sicilia l'allora tecnico dell'Empoli non manca di sottolinearlo. "Sarebbe qualcosa di miracoloso giocare alla pari con loro, perché Hernandez e Dybalà (sì, con l'accento ndr) insieme guadagnano più della nostra rosa, compreso lo staff". Quindi, Sarri, stuzzicato dai giornalisti di casa ("Cosa prova uno come lei, che si è costruito sulla gavetta, ad avere di là un collega più giovane ma arrivato subito in alto? Invidia, rabbia?"). "Invidia no, ma è chiaro che Gattuso ha un nome, per cui la strada era più semplice... Chissà, magari a lui sembra di fare la gavetta, a Palermo. È normale, sono abituati ad altri palcoscenici, altre ribalte. L'opportunità ce l'ha, è favorevole, perché se anche vincesse il campionato non farebbe un miracolo, ma lo lancerebbe ad altissimi livelli. Starà a lui sfruttare questa occasione, ma pensò che ci riuscirà perché queste sono compagini che prima o poi trovano la forza per andare su". L'Empoli passerà al Barbera 2-1, permettendosi di tenere fuori un certo Ronaldo (Pompeu da Silva) e alla fine della stagione sarà promosso in A, come i rosanero di... Beppe Iachini. Gattuso, esonerato alla sesta giornata, andrà a farsi le ossa tra Creta, Pisa e la Primavera del Milan, senza perdere mai la bussola della sua calabresità. Ma anche Sarri, in fondo, è rimasto quello degli anni nei campi di patate della Terza categoria: "Mia moglie dice che sono sempre la solita testa di c...".

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