Deschamps: "La scuola Juve è un modello da esportare"

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Il ct della Francia nell'ultima intervista a L'Equipe: "Inutile dire farò come Sacchi, Cruijff o Guardiola, servono i mezzi per proporre un certo tipo di calcio. Ma a Torino ci si allena tanto ad altissimi livelli: se allenassi un club seguirei il loro esempio"

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Cos'hanno in comune Didier Deschamps e la Juventus? I risultati, soprattutto. Insieme (tre scudetti e una Champions League nel periodo 1994-99), ma anche quando le loro strade si sono separate e l'ex centrocampista ha guidato la Francia sul tetto del mondo. "Non è facile parlare di modelli", ha parlato Deschamps nell'ultima intervista rilasciata a L'Equipe. "Ma se allenassi un club seguirei senza dubbio la scuola Juve: dietro i risultati, lì c'è una costanza di allenamento a livelli altissimi". I bianconeri (ex squadra di Didì anche da allenatore, nell'anno di Serie B) sono l'unico punto di riferimento esplicitamente dichiarato dal ct: "Non ho mai prestato interesse alle etichette, nemmeno quando giocavo. Sapevo cosa dovevo fare per essere utile alla squadra e bastava così. Quindi è inutile dire farò come Sacchi, Cruijff o Guardiola: occorre avere i mezzi per proporre un certo tipo di calcio. E ogni allenatore è giudicato in base ai risultati". Deschamps si è poi soffermato sull'emergenza sanitaria che dopo l'Italia ha colpito anche la sua Francia: "Un periodo davvero molto complicato", le parole dell'allenatore. "e famiglie sono in lutto, altre attendono notizie dei propri cari che stanno lottando per la vita. Terribile, la sofferenza di tutte queste persone mi rattrista. I medici e gli infermieri stanno facendo il massimo per lottare contro l'epidemia: il minimo che possiamo fare è rispettare al massimo le restrizioni che ci sono state imposte".

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