Incontro Figc-Cts, ora il protocollo sul tavolo del Ministro della Salute

Serie A
Alessandro Alciato

Alessandro Alciato

Novanta minuti di confronto tra la Federcalcio e il Comitato tecnico scientifico per discutere del protocollo sanitario in vista della ripresa degli allenamenti collettivi. Il Ministro della Salute Speranza valuterà il report, mentre il Premier Conte nei prossimi giorni incontrerà Gravina e Dal Pino

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Faremo un report per il ministro della Salute, Speranza. Valuterà lui. E’ finita con questo concetto espresso dai membri del Comitato Tecnico Scientifico del Governo, la riunione con la Federcalcio – rappresentata dal presidente Gravina e dal professor Zeppilli – per parlare del protocollo medico per la ripresa degli allenamenti di squadra. Un protocollo considerato applicabile soprattutto per la serie A. Novanta minuti di botta e risposta, con particolare attenzione alla reperibilità dei tamponi e alla gestione di eventuali positività, durante i quali più volte i membri del Comitato Tecnico Scientifico hanno puntualizzato che in uno sport di contatto come il calcio la possibilità di contagio è dietro l’angolo. Gravina ha spiegato cosa succede negli altri Paesi europei, ha portato l’esempio della Bundesliga che sta per riprendere, facendo poi passare questo messaggio: “Diteci cosa dobbiamo fare e noi lo faremo”. Le faremo sapere, il riassunto della risposta.

 

Il ministro Speranza dovrà valutare il report. Ma la sensazione sempre più forte e netta è che deciderà direttamente il presidente del Consiglio Conte, che nei prossimi giorni incontrerà Gravina e il presidente della Lega di serie A, Dal Pino. L’eventuale inizio del campionato è fissato per il 13 giugno come prima ipotesi, ma la Uefa attende entro il 25 maggio una risposta definitiva sulla ripartenza. Della data possibile – ma non ancora certa - per la ripresa degli allenamenti di squadra, ha parlato Spadafora: "Spero si siano risolte le problematiche per riprendere allenamenti il 18 maggio".

 

Ci sono due punti che si dovranno affrontare in tempi brevi. Il primo riguarda i motivi dell’evidente differenza con la Germania, ben al di là della differente situazione sanitaria. La Bundesliga il 16 maggio tornerà a giocare, mentre in Italia non si è ancora presa una decisione sugli allenamenti di squadra. Ma soprattutto: se non si ripartirà, e le motivazioni resteranno valide fino a quando non si troverà un vaccino, andrà fatta fin da ora una seria riflessione sulla stagione 2020/21: a settembre, infatti, le cose potrebbero non essere troppo diverse da oggi.

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