Napoli, Milik: la chance della ripresa e una trattativa per il rinnovo quasi ferma

Serie A
Francesco Modugno

Francesco Modugno

Il polacco fa fatica a decidere le partite quando entra dalla panchina, ma in un riavvio di stagione caratterizzato da una partita ogni tre giorni il turnover toccherà anche lui. In attesa che si sblocchi la trattativa per il rinnovo del contratto, che gli scade nel 2021

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La prova del 9. Anzi, del 99.  Perché Arkadiusz Milik non è mai stato di quelli che le partite le cambiano dalla panchina.  Non ha mai avuto un grande impatto.  Questione di caratteristiche, di attitudini. Le decide - spesso - quando le gioca dall'inizio. Sennò fa fatica. 

 

Cinque volte è subentrato in questa stagione. E neanche un gol. Ma del resto - così, entrando - ne ha segnati appena 5 dei suoi 46. Anche se qualcuno bello. Spettacolare. 

Più che il cambio ideale, Milik è più da gestione; da alternanza. Che giocando ogni tre e con l'afa può anche starci; pure se le gerarchie adesso sono definite.  Lì davanti c'è Dries Mertens. Lui che - paradosso - da quand'è arrivato ha sempre avuto la fama di quello dell'ultima mezz'ora. 

 

La UEFA lo battezzò con un tweet il super sub. E in fondo anche quest'anno dalla panchina Mertens ha fatto gol e assist; 3 più di tutti in A. 

Ma l'area di rigore ora è sua. E da contratto imminente sarà così altri due anni. Forse tre con l'opzione.  Quello di Milik scade invece nel 2021. E la trattativa per il rinnovo è complicata. Quasi ferma. E infatti... ci sono lusinghe e opportunità, ma c'è anche un prezzo. Quei 50 milioni di euro di valutazione che in fondo pure sono una prova... per chi lo vuole davvero il 99.  Due volte 9, Milik. Il centravanti titolare o il primo cambio top.