Brescia, Diego Lopez: "Balotelli è padrone del proprio destino, sa a cosa va incontro"

BRESCIA

Marina Presello

La ripresa del campionato ma non solo. L'allenatore del Brescia ha parlato a Sky Sport della situazione di Mario Balotelli: "Gli avevo dato la fascia affinché provasse la sensazione e la soddisfazione di guidare un gruppo di ragazzi. Io ho tre figli e fuori dal campo devo seguire loro, non ragazzi già grandi che dovrebbero sapere cosa fare"

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Lopez come ha ritrovato la sua squadra?

“Ho buone sensazioni perché ho visto i ragazzi con grande voglia e motivazioni. Sono rimasto piacevolmente sorpreso, mentalmente sono tutti positivi e hanno la giusta determinazione per fare bene anche in una situazione così difficile"

 

Sì, una situazione molto difficile per la vostra classifica. Crede che questo “mini campionato” così diverso possa darvi una chance in più?

“Io credo di sì, ci dobbiamo far trovare pronti per questo campionato anomalo con tante partite. E’ qualcosa di nuovo per tutti dopo 3 mesi e dopo essere stati tanto distanti dal campo. La prima cosa che ho detto ai ragazzi è che li ho visti sempre allenarsi con impegno anche davanti al computer. Ci siamo messi noi in questa situazione così dura, ma possiamo fare bene. Certamente ci vuole attenzione per l’elevato numero di partite ravvicinate e per evitare gli infortuni”

 

Il suo Brescia è una squadra con ragazzi di qualità, un nome su tutti anche per il mercato: Tonali. Come lo vede ?

“E ‘ un ragazzo giovane, è innamorato del pallone e sta bene. Penso che lui debba restare concentrato sul campionato e su quello che succede qui. Abbiamo un obiettivo comune e degli obiettivi individuali. Lo vedo molto concentrato, come gli altri compagni e sono convinto che ci saranno anche momenti belli”

 

L’altro nome su cui è focalizzata tanta attenzione è Balotelli. Ci può spiegare la situazione? Visto che lei è stato anche l’allenatore che per primo gli ha dato la fascia di capitano

“Gli avevo dato la fascia perchè provasse la sensazione  e la soddisfazione di guidare un gruppo di ragazzi. Io sono uno che da tanto ma pretende tanto. Penso che i ragazzi abbiano hanno fatto un percorso fino a qui, hanno lavorato prima con zoom su computer e poi con 2 settimane qui. Un percorso che lui non ha fatto, io non l’ho visto. Mario dovrebbe farlo per arrivare allo stesso livello dei compagni. Ho parlato con lui e ci siamo detti tante cose: ognuno è padrone del suo destino e sa a cosa va incontro. Io ho 3 figli e fuori dal campo devo seguire loro e non i ragazzi già grandi che dovrebbero sapere cosa fare sennò ci sono le conseguenze” .

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