Giacomo Raspadori, chi è l'attaccante al primo gol in Serie A in Lazio-Sassuolo

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All'Olimpico il primo gol in Serie A. Punta classe 2000, nelle giovanili del Sassuolo dal 2009. Decisivo alla prima da titolare con i grandi. Paragonato a Di Natale, si ispira però ad Aguero: "Si allena sempre al massimo", i complimenti di Caputo. Alla scoperta di Raspadori

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La faccia è da bravo ragazzo, ma in campo si trasforma. Diventa cattiva, concentrata. Quanto basta e quanto serve ad un ventenne alto poco più di un metro e settanta. Giacomo Raspadori sa come farsi rispettare in mezzo ai giganti. Lo hanno capito anche Acerbi e i compagni di reparto, che lo hanno visto esultare davanti ai propri occhi dopo appena 8': tocco fortuito, la palla che si dirige verso i suoi piedi e istinto da attaccante che lo porta a battere Strakosha con la freddezza di veterani come Caputo e Berardi, lasciati in panchina da De Zerbi. Tutto inutile però, il ragazzino dovrà aspettare ancora un po' per la gioia del primo gol in Serie A. L'arbitro va al Var, rivede le immagini e decide che il tocco decisivo è stato di Bourabia. Conclusione? Fuorigioco e rete annullata: "Pazienza, non si può andare contro la moviola - dirà Giacomo - è andata così". All'Olimpico il caldo è quasi da record. 35 gradi che sfiancano Lazio e Sassuolo ma che non fermano "Jack", come lo chiamano nello spogliatoio. Si ispira ad Aguero ma molti rivedono in lui Di Natale per la muscolatura e la capacità di proteggere la palla. Raspadori se la va a prendere in continuazione, la tocca bene con il destro ma anche con il mancino. Veloce nello stretto e nell'allungo, come quando Caputo al 52' strappa la palla a Luis Alberto per servirlo da solo davanti a Strakosha. Lo batte di nuovo. E questa volta è tutto regolare. 

La pressione? Gli piace

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Non era l'esordio assoluto per Giacomo. Quello risale al maggio 2019, quando De Zerbi lo premia e lo butta dentro per qualche minuto al posto di Lirola nell'ultima giornata di Serie A contro l'Atalanta. Troppi gol con la Primavera per rimanerne indifferenti. 15 in 26 gare di campionato, decisivi per la salvezza dei neroverdi. Giacomo è fatto così, non accusa la pressione, la palla che brucia gli piace. Segna all'Atalanta, ne fa due al Torino e uno al Genoa. Poi la promozione definitiva in prima squadra, con De Zerbi che lo fa giocare già ad agosto nella prima di Coppa Italia contro lo Spezia. Entra al posto di Boga, proprio come nel match di andata con la Lazio. Lì però va male, perché non fa in tempo a guardarsi intorno che Caicedo segna il 2-1 in pieno recupero. Nel mezzo anche gli spezzoni con Perugia, Torino, Genoa e Udinese.

Scudetto storico

Nato a Bentivoglio in provincia di Bologna, Raspadori si affaccia nel settore giovanile del Sassuolo nel 2009. Arriva dal Progresso, società a due passi da casa sua. Il primo provino con i neroverdi lo fa a nove anni, sotto età, perché la squadra della sua annata non era stata ancora formata. In quel periodo il direttore sportivo era Gianni Soli e l’allenatore Christian Papalato, che lo allena per tre anni e che gli insegna tanto. Fondamentale l'appoggio di mamma e papà, che per i primi cinque anni lo accompagnano da Bologna, almeno fino all'introduzione dei primi pulmini. Con la Berretti nel 2018 vince uno scudetto storico, perché è il primo in assoluto della storia del club. Ragazzo tranquillo, con le idee chiare fra la maglia della Nazionale (veste l'azzurro fin dall'U16) i libri del Liceo Scientifico e i sogni. Come quello, ad esempio, di segnare il primo gol in Serie A. Bene, ci è riuscito: "Sono senza fiato perché è la giornata più bella della mia vita - ha esultato - grazie al mister, alla società, alla famiglia e alla mia ragazza. Mi hanno sempre sostenuto". 

 

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