Zenga dopo Lazio-Cagliari: "Ci manca un rigore netto. Perché a noi non li assegnano?"

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L'allenatore rossoblù protesta dopi il ko per 2-1 contro la Lazio: "Il rigore di Milinkovic era netto, questi falli di mano li fischiano a tutti ma non a noi. Siamo delusi". Sul suo futuro: "Decide il presidente"

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La rabbia per un calcio di rigore non assegnato per un tocco di mano in area di Milinkovic-Savic, l’analisi della sconfitta per 2-1 contro la Lazio lascia spazio nelle parole di Walter Zenga alle decisioni arbitrali che l’allenatore del Cagliari ammette di non condividere. "Non è un episodio che determina il risultato, perché se ti danno un rigore poi lo devi segnare e poi devi difenderlo e magari perde la partita in un altro modo. Però se il regolamento è questo, la mia domanda è: perché a noi annullano un gol con l’Atalanta di Simeone con il braccio attaccato al corpo, a Firenze annullano una rete per un fuorigioco millimetrico dopo due minuti di consulto Var e qui il Var non segnala all’arbitro quantomeno di andare a vedere l’episodio, visto che con le regoli attuali si tratta di un chiaro calcio di rigore?". Zenga prosegue: "Non bisogna discutere se è giusto o meno, ma queste sono le regole. Non capisco perché, nonostante la regola da calcio balilla introdotta quest'anno, questi falli di mano li fischiano a tutti ma non a noi. Siamo molto delusi perché dopo 5’ facciamo un gol incredibile su calcio di punizione e ci viene annullato perché di seconda, poi ripenso agli altri episodi: queste cose pesano".

"Il mio futuro è nelle mani del presidente"

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Capitolo futuro, Zenga parla così della possibilità di rimanere al Cagliari anche nella prossima stagione: "Con il presidente ci troveremo e vedremo il da farsi: a mio avviso, nonostante i 3 medi lockdown, il Cagliari sta dimostrando di avere fisionomia, identità e carattere. Le valutazioni poi le faranno altri. Abbiamo valutato tutta la rosa e stiamo valutando anche i ragazzi della Primavera per vedere che impatto possono avere e quale può essere il futuro di questa squadra. Quello che sarà il mio futuro è nelle mani del presidente e della società, se valuterà che sono la persona adatta per andare avanti sarò l’uomo più felice del mondo, altrimenti sarò ugualmente l’uomo più felice del mondo perché ho avuto un’opportunità enorme, in un periodo difficilissimo", le parole di Zenga.

"Gara giocata a viso aperto"

L’allenatore del Cagliari passa poi all’analisi del match perso contro la Lazio, nonostante il vantaggio iniziale: "Ci siamo giocati la partita a viso aperto, perché sapevamo che difendersi con la Lazio significava regalare campo e occasioni: siamo andati in vantaggio, abbiamo creato, abbiamo subito. Cragno è stato probabilmente il migliore in campo, però alla fine tendendo sempre la partita aperta abbiamo creato situazioni dove abbiamo messo in apprensione una squadra che sta festeggiando l’accesso alla prossima Champions League. Abbiamo fatto la nostra sporca figura e siamo stati in campo con determinazione, costanza e attenzione”, ha concluso Zenga.

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