Inter, Sanchez: "Sin dal primo giorno allo United volevo andare via"

Serie A

Il cileno racconta la sua esperienza al Manchester United: "All'inizio ero contentissimo, è un club che mi è sempre piaciuto. Ma sin dal primo giorno ho capito che c'era qualcosa che non andava, subito ho avuto il desiderio di andare via. Tutti criticavano senza sapere e io stavo male e non eravamo una famiglia. Appena è arrivato Solskjaer gli ho detto di voler andare all'Inter"

Dopo una stagione in prestito, Alexis Sanchez si è ora trasferito a titolo definitivo all'Inter firmando un contratto fino al 2023. Si è così chiusa ufficialmente la sua avventura al Manchester United che il cileno ha raccontato sul suo profilo Instagram: "Vorrei parlarvi della mia esperienza allo United, di cose che sono state dette e mi hanno fatto diventare cattivo – le sue parole - Avevo un accordo con il Manchester City ma, come capita spesso, la trattativa non si è chiusa. Poi ho avuto l'opportunità di andare allo United e la tentazione fu forte. Era qualcosa di bello per me, perché da bambino quel club mi piaceva molto. Ho finito per firmare senza informarmi molto su quello che stava succedendo. I primi giorni ero con i miei compagni, a volte ci sono cose di cui non ti rendi conto fino al tuo arrivo. Nel primo allenamento che ho fatto ho capito molte cose e ho detto al mio agente: 'Non si può rescindere il contratto per tornare all'Arsenal?'Si sono messi a ridere e ho detto loro che qualcosa non mi andava bene. Ma avevo già firmato". 

"Mi criticavano tutti e stavo male, non eravamo una famiglia"

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"Passavano i mesi e continuavo a provare sempre la stessa sensazione. Non eravamo uniti come squadra in quel momento – prosegue - Anche i giornalisti parlavano senza sapere e questo mi faceva male. Anche gli ex giocatori parlavano e non avevano idea di cosa stesse succedendo all'interno del club. Un giocatore dipende anche dall'ambiente che trova, dal fatto di vivere in una famiglia. Ma non era così e questo si rifletteva sul campo. Dato che qualcuno doveva essere incolpato, hanno incolpato me. Faccio autocritica, avrei dovuto giocare meglio ma ho avuto anche degli infortuni. Sono sempre stato accusato, anche se ho giocato pochi minuti. In una partita con il West Ham non mi sono nemmeno cambiato, non mi era mai successo come giocatore. Mi ha infastidito e ho pensato non fosse possibile: passare da essere uno dei migliori in Premier League a non cambiarsi in cinque mesi. Sono tornato a casa mia ed ero molto triste. Il giorno dopo mi sono allenato in una doppia seduta perché amo quello che faccio. Poi è arrivato il nuovo allenatore, Solskjaer, e ho deciso di parlare con lui. Gli ho detto che dovevo prendere fiato e che avevo l'opportunità di andare all'Inter. Mi ha detto che non c'erano problemi. Ho solo parole di gratitudine per lo United, per avermi dato l'opportunità di vestire questa maglia. Mi dava fastidio che le cose non fossero andate come volevo. Se l'atmosfera fosse stata più positiva, sarebbe andata diversamente. Dico tutto adesso perché ho già trascorso un periodo di apprendimento come giocatore e come persona. Mi sarebbe piaciuto vincere tutto".

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