Atalanta-Sassuolo, le chiavi tattiche della sfida

Serie A

Dario Pergolizzi

©LaPresse

Molte cose sono cambiate dall'ultima volta che si affrontarono Atalanta e Sassuolo, quando la squadra di Gasperini ebbe nettamente la meglio nonostante una partita complicata

LE PROBABILI FORMAZIONI DI SERIEA

Il confronto tra Atalanta e Sassuolo ci permetterà, al di là della possibiltà di apprezzare la contrapposizione tra due delle realtà più interessanti prodotte dal calcio italiano negli ultimi anni, anche di misurare a che punto del loro percorso stagionale si trovano. L’Atalanta si sta rialzando da un periodo autunnale complicato, anche se il pareggio subìto in rimonta contro il Bologna nell’ultimo turno può essere stato un brutto colpo. Sappiamo però che la squadra di Gasperini nelle ultime stagioni ha dato il loro meglio da gennaio in avanti. Il Sassuolo, invece, se vuole mantenere un posto nelle zone alte della classifica dovrà fare più punti possibili negli scontri diretti, e anche se la rosa titolare non è ancora del tutto recuperata, è già il momento di una prova di forza decisiva.

 

Com’è andata l’ultima volta

Atalanta–Sassuolo dello scorso giugno fu la prima partita post-lockdown per entrambe le squadre; nonostante il netto risultato di 4-1 per i padroni di casa, fu ricca di occasioni per entrambe. De Zerbi scese un piano gara innovativo per i canoni della Serie A, e con alcune mosse riuscì a mettere a dura prova Gollini per tutta la partita. Per la prima volta aveva opposto resistenza a una squadra di Gasperini. È possibile che, anche nel primo incontro del 2021 tra le due, queste situazioni si riproporranno, dunque vale la pena rinfrescarci la memoria.

atalanta-sassuolo

Il blocco in non possesso dell’Atalanta prevedeva un atteggiamento attendista a media altezza, con le due punte Gomez e Zapata in corrispondenza dei due centrali del Sassuolo, il trequartista Pasalic e il mediano Freuler sui due pivote Locatelli e Bourabia, De Roon in uscita laterale sul terzino sinistro per consentire ad Hateboer di prendere in consegna il pericoloso Boga, lasciando ai tre difensori centrali la possibilità di slittare verso sinistra e associarsi rispettivamente a Djuricic, Caputo e Berardi, con Gosens in uscita sul terzino destro.

 

De Zerbi scelse di enfatizzare le verticalizzazioni ragionate. Le sue punte attiravano in avanti i difensori avversari per poi colpirli alle spalle. Una scelta che di per sé non era particolarmente nuova per il Sassuolo, se non per il coinvolgimento attivo di Consigli, che alzava la sua posizione fino alla trequarti difensiva, posizionandosi in mezzo ai suoi difensori. Un contesto che metteva in crisi i due attaccanti di Gasperini, che si ritrovavano il portiere a un’altezza non convenzionale: potevano scegliere di evitare il pressing su di lui, concentrandosi sui difensori, ma la precisione di Consigli coi piedi, anche sul lungo, unita all’abilità di Caputo e Djuricic negli smarcamenti combinati ravvicinati e alle corse di Boga e Berardi, diventava una chiave per tagliare fuori i difensori dell’Atalanta attraverso l’attacco della profondità.

 

In quella partita, poi, il Sassuolo non è riuscito a concretizzare la mole di occasioni avuta e ha finito per concedere gol facilmente. La squadra si è mostrata fragile contro le combinazioni laterali dell’Atalanta e lo strapotere fisico e tecnico di Zapata e Gomez. Il tema lanciato da De Zerbi venne però ripreso anche da altre squadre.

 

Cosa possiamo aspettarci stavolta

Nonostante siano passati poco più di sei mesi, molto è cambiato per entrambe le squadre. L’Atalanta ha perso Gomez, uscito dal giro delle convocazioni e rimpiazzato da Pessina, e ha trovato in Romero un titolare aggiunto sempre più affidabile, oltre che prezioso in questo momento, data la condizione non ottimale di Toloi da qualche settimana. Per il resto, l’undici tipo dovrebbe essere il solito, con Ilicic o Muriel a fianco di Zapata. Per il Sassuolo, invece, l’inizio stagione è stato esaltante in termini di risultati, anche alla luce delle numerose e prolungate assenze, tra Covid e infortuni, di alcuni dei suoi uomini migliori come Caputo, Boga, Djuricic. Ultimamente, la qualità offensiva ne aveva risentito, fino al bel segnale della vittoria a Genova. La squadra di De Zerbi sembra diventata molto più matura e capace di soffrire, portando a casa risultati che fino alla scorsa stagione avrebbe sperperato, e collezionando vittorie contro avversari ostici per il loro stile di gioco, come Hellas e Napoli, anche grazie a una maggior qualità difensiva. Per esempio, il Sassuolo al momento è la terza squadra del campionato per qualità media dei tiri concessi dopo Juventus e Udinese, con 0,11, anche se permangono margini di miglioramento per la quantità di occasioni concesse (1,34 xG su azione a partita).

 

Dal punto di vista tattico, non essendo mutate le identità delle due squadre, i punti chiave potrebbero essere i soliti: la capacità del Sassuolo di tener botta alle sfuriate offensive dei padroni di casa, difendendo bene sui lati (evitando di concedere troppi cross e traversoni), e al contempo quella dell’Atalanta di assorbire le combinazioni veloci nello spazio senza farsi sorprendere alle spalle. È difficile immaginare un’Atalanta più conservativa dal punto di vista difensivo, ma è anche vero che se Caputo non è al meglio, il Sassuolo perde un’arma determinante nello sfruttamento delle combinazioni che avevano dato buoni risultati nell’ultimo incontro.

 

Finora De Zerbi ha alternato Djuricic o Raspadori nella posizione di punta, non potendo disporre nemmeno di Defrel, ma il solito 4-2-3-1 sembrava meno efficace perché mancava un giocatore abile a giocare a ridosso dei centrali. Non avere una punta capace di accettare l’aggressività di Romero potrebbe essere un limite, in quanto il Sassuolo ha bisogno di avere come soluzione pronta anche la possibilità di verticalizzare sulla figura del suo riferimento più avanzato, e non solo in profondità sulla corsa.

 

De Zerbi ha utilizzato nelle ultime partite Hamed Jr Traoré alle spalle della punta, e talvolta si è visto il Sassuolo disporsi con uno scaglionamento simile al centrocampo a tre grazie alle caratteristiche dell’ex Empoli. Una soluzione che il Sassuolo potrebbe adottare per compensare l’eventuale mancanza di soluzioni in profondità, potrebbe essere quella di alzare un mediano, magari Maxime Lopez se l’altro è Locatelli, per ricevere nello spazio che divide Freuler e De Roon da Gosens e Hateboer, sia per avere una soluzione tra le linee, sia per portare via almeno uno dei mediani e magari dare più respiro all’impostazione.

 

Molto però dipenderà dalla vena dell’Atalanta, una squadra che se sta bene è abituata a non farsi portare a spasso da nessuno in fase difensiva. La breve sosta può essere stata preziosa per Gasperini, che ha già il problema di come compensare alla perdita di qualità offensiva data da Gomez, negli ultimi due anni è stato a tutti gli effetti il regista a tutto campo della squadra. Pessina può forse dare una mano a mantenere una certa intensità difensiva che forse l’argentino non riusciva più a garantire, al di là dei problemi extra campo, ma è chiaro che si tratti di un giocatore completamente diverso, più pericoloso negli spazi che col pallone rispetto al capitano.

 

In questo contesto emerge l’importanza di Ilicic, chiamato a far valere la sua leadership tecnica sulla trequarti per aiutare la sua squadra a controllare il possesso, costringendo il Sassuolo a giocare la partita che non vorrebbe.

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