Roma-Milan, le chiavi tattiche della sfida

Serie A

Federico Aquè

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Il Milan arriva alla partita nel suo momento più difficile, la Roma deve fare il conto con diverse assenze. 

La partita verrà trasmessa domenica alle 20:45 su Sky Sport Uno (numero 201 del satellite, 472 e 482 del digitale terrestre), Sky Sport Serie A (202 del satellite, 473 del digitale terrestre) e Sky Sport (251 del satellite)

ROMA-MILAN LIVE

Diverse cose non hanno funzionato per il Milan nel derby, una partita spartiacque per il campionato che ha girato a vantaggio dell’Inter gli equilibri in testa alla classifica. Le uscite dal basso sono state poco precise, movimenti e qualità delle giocate sono stati troppo scadenti per far risalire la palla in modo pericoloso, Ibrahimovic ha ricevuto poco supporto e ha giocato una partita troppo difficile in mezzo ai tre difensori centrali interisti. Insomma il Milan ha deluso a livello offensivo e ha faticato a creare situazioni vantaggiose, concentrando le occasioni migliori in pochi minuti all’inizio del secondo tempo.

 

Ancora più difficile è stata però la partita a livello difensivo, e non solo perché Lautaro Martínez e Lukaku hanno dominato i duelli con Kjaer e Romagnoli. A fare la differenza e a mettere in situazioni scomode i due difensori centrali rossoneri sono state le difficoltà nel pressing, e in particolare quelle sul lato sinistro per accorciare su Hakimi e Barella. A uscire sul primo era Theo Hernández, mentre la pressione su Barella spettava a Kessié. Tutti e due i milanisti avevano però molto campo da coprire per andare in pressione, e nei secondi impiegati per accorciare sui loro avversari l’Inter poteva contare su un giocatore libero a cui appoggiarsi per uscire dalla metà campo e raggiungere gli attaccanti. Le uscite a destra su Hakimi e Barella, abilissimi con i loro movimenti a farsi trovare liberi, sono state il punto di partenza dei primi due gol e hanno anche creato diverse altre situazioni pericolose.

 

Il derby è stata forse la partita che ha messo più in evidenza i problemi difensivi del Milan, ma è ormai da diverse settimane che il pressing dei rossoneri non funziona più come prima, che non riesce a tenere la palla lontano dall’area e che quindi, allungando le linee, mette i suoi difensori in situazioni difficili da gestire. Di certo la Roma è una squadra diversa dall’Inter, ha meno talento offensivo e meccanismi meno solidi nelle uscite da dietro, ma ha qualità in zone ideali del campo per mostrare ancora una volta le fragilità del Milan, se i rossoneri dovessero concedere con troppa facilità l’uscita dietro le sue prime linee di pressione.

 

Come l’Inter, anche la Roma schiera tre difensori centrali e due esterni che danno ampiezza, sempre pronti a dare almeno due soluzioni a chi ha la palla: l’uscita comoda in orizzontale e il cambio di gioco. In mezzo al campo però i giallorossi si schierano in modo diverso, con due centrocampisti e due trequartisti. Nell’incrocio con i tre giocatori in mezzo al campo previsti dal 4-2-3-1 milanista, la Roma può quindi trovarsi in superiorità numerica, e sfruttarla per liberare uno dei due trequartisti negli spazi ai fianchi o alle spalle dei centrocampisti rossoneri. Se l’Inter aveva mandato in crisi soprattutto le uscite in pressione sul lato sinistro, la Roma può invece puntare a creare pericoli sfruttando soprattutto le difficoltà che può avere il Milan a coprire il centro.

 

Nella gara di andata il pressing dei rossoneri in mezzo al campo prevedeva Calhanoglu e Bennacer avanzati sui due centrocampisti della Roma (Veretout e Pellegrini) e Kessié alle loro spalle che invece usciva sui movimenti in appoggio di Pedro, più portato di Mkhitaryan a muoversi incontro per aiutare la circolazione. L’armeno sul lato opposto restava più avanzato vicino a Calabria, che era quindi costretto a guardare due avversari, appunto Mkhitaryan davanti a lui e Spinazzola alla sua destra.

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I rischi che corre il Milan sono insomma simili a quelli accettati contro l’Inter, e cioè che gli spazi a centrocampo si allunghino e diventino troppo grandi da coprire, e che quindi la Roma abbia l’opportunità di arrivare comodamente sulla trequarti. Va detto però che i giallorossi risalgono il campo in modo diverso rispetto all’Inter, senza movimenti memorizzati e giocate ripetute e senza cercare gli attaccanti ma innescando invece i trequartisti tra le linee. Molto passerà dalla qualità del pressing dei tre trequartisti rossoneri. A loro toccano infatti compiti fondamentali, e cioé rendere poco agevole la prima circolazione della Roma, pressando i difensori laterali e il centrocampista che si muove in appoggio, e poi ripiegare per coprire il centro nel caso in cui il possesso giallorosso superi la prima pressione.

 

Sono movimenti tipici del pressing milanista, particolarmente delicati contro le squadre che impostano con la difesa a tre, perché gli esterni devono alternare la pressione sui difensori con i movimenti a stringere verso il centro, quando la palla è sul lato opposto, per coprire le uscite dei centrocampisti e non lasciare liberi gli avversari che si muovono negli spazi interni. Nell’immagine sopra, con la Roma che imposta a destra, si può notare il movimento di Saelemaekers a coprire la linea di passaggio verso Mkhitaryan.

 

Nell’azione qui sotto invece, l’esterno belga è arrivato fino a centrocampo per pressare Veretout, perché Leão si disinteressa dei suoi compiti difensivi e fa scivolare i compagni verso sinistra per coprire la sua assenza. Calhanoglu esce su Ibañez al posto del portoghese e su Veretout deve quindi scalare Saelemaekers. Il pressing parte comunque in ritardo e lascia un comodo appoggio su Pellegrini, che resta libero e porta la palla a sinistra verso Mkhitaryan e Spinazzola.

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L’armeno è per la Roma il giocatore più importante a livello creativo - è il migliore per assist e occasioni create - e quindi è spesso la sua posizione a orientare la manovra giallorossa. Per agevolare le sue ricezioni, di solito Spinazzola resta largo per fissare il terzino mentre la punta impegna il difensore centrale o spinge indietro tutta la linea difensiva scattando in profondità. Insomma, i movimenti dei compagni creano le condizioni migliori per far ricevere Mkhitaryan con spazio a sufficienza per avanzare in conduzione, e la Roma tende a portare la palla nella sua zona per definire o concludere l’azione. Nel caso qui sopra i giallorossi formano un triangolo a sinistra con Pellegrini, Mkhitaryan e Spinazzola e riescono ad arrivare in area sul lato corto, ma Kjaer si stacca in anticipo e manda la palla in calcio d’angolo. Pochi secondi dopo, proprio sugli sviluppi di quel corner, la Roma troverà il gol del momentaneo 1-1 con Dzeko.

 

In generale il pressing del Milan aveva funzionato nella gara di andata, anche se i rossoneri avevano subito tre gol. Tutti e tre erano però arrivati su palla inattiva, due sugli sviluppi di calcio d’angolo e uno su rigore, trasformato da Veretout. Oggi però la squadra di Pioli è meno solida, meno intensa e organizzata quando pressa e arriva alla partita nel momento peggiore della stagione, dopo le due sconfitte in campionato contro lo Spezia e nel derby e i due pareggi deludenti contro la Stella Rossa nei sedicesimi di Europa League, che comunque sono bastati a centrare la qualificazione agli ottavi (prossimo avversario il Manchester United).

 

Oltre a pressare meglio rispetto a quanto ha fatto di recente, il Milan dovrà riuscire a risalire il campo con più ordine e precisione, un problema ammesso anche da Pioli al termine della partita di ritorno contro la Stella Rossa. «Credo che prima riuscivamo a comandare di più le partite e avere la squadra nella metà campo offensiva», ha spiegato il tecnico rossonero, «Tutto questo fraseggio non viene perché o ci conoscono meglio o calciamo troppo e ci allunghiamo, dobbiamo tornare a dominare le partite e a essere un po’ meno passivi, lavoreremo su quello, ci manca un po’ di dominio».

 

Il Milan avrà il vantaggio di trovare una Roma decimata in difesa, costretta probabilmente ad abbassare Spinazzola come difensore centrale, come nell’ultima giornata contro il Benevento, e a schierare uno tra Fazio e Cristante insieme all’esterno ex Juve e a Mancini. I rossoneri possono insomma forzare alcuni duelli a loro vantaggio, ad esempio a sinistra con Leão, decisivo nella gara di andata con due assist, o con Rebic, che però è stato tra i più deludenti contro la Stella Rossa. Dopo due sconfitte senza segnare nemmeno un gol, il Milan ha bisogno di ritrovare brillantezza anche a livello offensivo per tenere a distanza la Roma e non sprecare il vantaggio accumulato con le grandi prestazioni nella prima metà della stagione.

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