Torino-Sassuolo, Nicola: "Credere di più nelle nostre qualità, ci facciamo male da soli"

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Dopo l'incredibile 3-2 in rimonta sul Sassuolo, l'allenatore del Torino spiega: "Vittoria rocambolesca, ma meritavamo già nel primo tempo quando siamo stati un po' polli. Dobbiamo credere in noi stessi, anche rischiando, e liberarci delle questioni che ci girano intorno. Zaza? Importante anche quando non fa doppietta"

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Una vittoria folle, una rimonta che mancava da 38 anni: l’ultima volta che il Toro risalì da uno 0-2 andando a vincere 3-2 era stata nel 1983, in un derby contro la Juve del Trap. “Rocambolesca per come si è evoluta e svolta – commenta Davide Nicola – anche se devo dire che nel primo tempo siamo stati un po’ polli sui gol subiti, ma non stavamo facendo male: avevamo creato otto occasioni da gol togliendo il possesso palla al Sassuolo e Consigli aveva fatto parate importanti”.

"Credere nelle nostre qualità"

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“Il punto è che questa squadra ha bisogno di credere maggiormente nelle qualità che ha”, continua l’allenatore del Torino “e si può fare solo gettando il cuore oltre l’ostacolo, facendo le cose con massima convinzione e anche rischiando. Sono contento di vedere i ragazzi attuare quello che si era preparato: nel primo tempo l’abbiamo fatto con meno convinzione, nel secondo ce ne siamo ‘sbattuti’ e l’abbiamo fatto con più convinzione”.

"Basta farsi male da soli"

“Zaza? Per me è importante, lo era quando giocava titolare e lo è quando entra; lo è quando segna una doppietta ma anche quando gioca 90’ per la squadra senza segnare. Per me sono tutti fondamentali e l’hanno dimostrato anche oggi. Abbiamo alternato più strategie e dimostrato che è possibile togliere il pallone al Sassuolo, fare 20 tiri in porta e 32 cross, e ribaltare una partita in cui eravamo sotto nel primo tempo in modo immeritato. Ogni tanto ci facciamo male da soli perché questo è un ambiente dove c’è la volontà di vedere la squadra fare sempre bene. Io devo far capire loro che posso rimanere un mese o 10 anni, ma non posso essere schiavo di quello che mi gira intorno, altrimenti non cresco mai. E oggi ho finalmente visto una squadra che nel secondo tempo ha cercato di liberarsi di questioni che non ci servono per poter migliorare."

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