Bergomi: "Handanovic, l'erede dei capitani silenziosi". VIDEO

Scudetto Inter
Giuseppe Bergomi

Giuseppe Bergomi

Handanovic è l'erede di una tradizione, quella dei "capitani silenziosi" della storia nerazzurra. Da Facchetti a Zanetti, ora anche il portiere può sollevare un trofeo indossando la fascia di capitano dell'Inter. Un modo di essere leader, dentro e fuori dallo spogliatoio, nel solco del DNA nerazzurro

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È difficile capire perché all’Inter ci siano questi capitani “silenziosi”, io ho avuto un punto di riferimento importante nella mia carriera che era rappresentato dal povero Giacinto Facchetti. Per me è stata una grandissima persona, un grande esempio. Non ho mai giocato con lui perché quando ha smesso io stavo iniziando nel settore giovanile, poi in prima squadra. Però dopo è stato in contatto con me e quindi mi ha insegnato molto su cosa vuol dire indossare quella fascia. Io ho avuto altri capitani, poi dopo di me è arrivato un capitano come Zanetti: anche lui è uno che non parla molto, ma io penso che non sia importante parlare tanto, l’importante è far capire che indossare la fascia di capitano non vuol dire solamente scambiare il gagliardetto con quell’altro. Ma è far capire ai giovani, agli stranieri che arrivano all’interno dello spogliatoio a indossare quella maglia, cosa vuol dire il senso di appartenenza, cosa significa il DNA dell’Inter. Poi è capitato che siamo tutti dello stesso carattere, forse anche perché negli anni questa maglia te la senti addosso a la rappresenti nel mondo in una determinata maniera. Quindi essere seri, comportarsi bene ed essere leader silenziosi secondo me è un valore aggiunto, per far capire cosa vogliono dire l’ambiente e il DNA dell’Inter

Samir è un grande capitano

Handanovic lo considero un grande capitano, perché a me piace e perché nessuno è infallibile. Vedo che anche gli altri grandi portieri commettono degli errori. A me piace sottolineare la crescita costante di questo ragazzo: è migliorato con i piedi, per esempio. Le poche volte che si è presentato davanti ai microfoni ha sempre dato dei messaggi positivi prendendosi anche delle responsabilità, e penso che questo lo faccia anche all’interno dello spogliatoio. Penso che determinati errori che sono arrivati nel finale di stagione possano essere figli della voglia di arrivare a raggiungere quell’obiettivo di vincere qualcosa con questa maglia. Allora magari ti senti un po’ di peso addosso, vedi che l’obiettivo sta arrivando e magari commetti un errore. Ma chi non commette errori? Tutti i più grandi portieri ne hanno fatti. A me piace sottolineare la sua leadership silenziosa, il suo modo di stare in campo, di accettare le critiche, di riprendersi sempre e dagli errori ha sempre avuto poi una crescita. Secondo me è un grande capitano

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