Inzaghi, lettera d'addio alla Lazio: "Non ho neanche la forza di svuotare l'armadietto"

Serie A

La lettera d'addio ai biancocelesti: "Lasciare la Lazio è stata una delle decisioni più dure della mia vita, ho passato 22 anni a Formello ed è diventata la mia casa, non ho neanche avuto la forza di andare a svuotare il mio armadietto. Nessuna polemica, senza Lotito e Tare non avrei mai realizzato il mio sogno. Resta solo l'amore, ma sono anche un allenatore che ama il proprio lavoro e non nego di essere concentrato su questa nuova avventura con l'Inter. Auguro il meglio a Sarri, farà il bene del club"

Era il 1999 quando Simone Inzaghi firmò il suo primo contratto con la Lazio. Il nuovo allenatore dell'Inter aveva 23 anni, era un giovane attaccante reduce da una grande stagione al Piacenza con 15 gol realizzati in 30 partite e, soprattutto, stava entrando in quella che, nei successivi anni, sarebbe diventata la sua casa. Ne sono passati 22 e, salvo due piccole parentesi alla Samp e all'Atalanta, Simone Inzaghi non ha mai più lasciato la Lazio. Quasi 200 partite da calciatore, poi 11 anni da allenatore tra Allievi, Primavera e prima squadra. Ora una nuova sfida all'Inter e l'addio definitivo al mondo biancoceleste, con un'emozionante lettera scritta sulle colonne del Corriere dello Sport.

"La Lazio è diventata la mia casa, ho scoperto una famiglia"

"Avevo 23 anni quando sono arrivato a Roma – ha esordito Inzaghi - Ero un ragazzino pieno di sogni e ambizioni, che pensava solo a diventare un calciatore affermato. La Lazio in quel momento rappresentava per me una splendida opportunità, una possibilità per raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissato. Mai mi sarei immaginato che sarebbe diventata la mia nuova casa. Giorno dopo giorno, quell’esperienza professionale è diventata molto di più. Ho scoperto una nuova famiglia. Non è semplice retorica, è la realtà. Sono trascorsi 22 anni da quel momento, metà della mia vita. Sono cresciuto e diventato uomo insieme a tutti voi, trascorrendo 22 anni meravigliosi. Non dimentico né le gioie (tante), né le lacrime. Non dimentico le vittorie, né tantomeno le sconfitte, che non mi hanno mai fatto dormire la notte. Tutto questo fa parte della mia vita e lo porterò per sempre con me".

"Lasciare la Lazio una delle scelte più dure della mia vita"

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Inzaghi spiega poi i motivi dell'addio: "Non è stato facile voltare pagina, non è una cosa che si può fare in un minuto, o in una settimana – prosegue - Ci vorrà tempo per elaborare un cambiamento così radicale, dove le emozioni si scontrano l’una contro l’altra. Non ho problemi ad ammettere che lasciare la Lazio sia stata una delle scelte più complicate della mia vita, non ho avuto ancora nemmeno la forza di andare a svuotare l’armadietto a Formello. I motivi che mi hanno portato a fare questa scelta non voglio affrontarli, ma è probabile che tutti avremmo potuto fare meglio. Nessuna polemica, s’intende. Non le ho mai fatte prima e tantomeno le farei adesso o più avanti: il biancoceleste, per me, resta solo amore. Non mi permetterei mai di polemizzare con una società che ringrazierò per sempre. Senza il presidente Lotito e il ds Tare non avrei mai potuto realizzare il mio sogno di allenare la squadra del cuore, con cui avevo vinto uno scudetto da giocatore. Allo stesso tempo, però, sono anche un professionista che ama il suo lavoro: per questo la mia determinazione e la voglia di mettermi in gioco mi portano lontano da Roma e non nego di essere completamente concentrato in questa nuova ed entusiasmante avventura con l’Inter. Ma voi tutti, tifosi, amici e compagni, mi mancate e mi mancherete: volevo farvelo sapere, perché vi considero parte della mia famiglia, della mia vita. E ve lo dico già da adesso: verrò sotto la Curva Nord per salutarvi. Non mi interessa se ci saranno fischi o applausi, accetterò qualsiasi cosa. Io ci sarò, sappiatelo".

"Sarri grande allenatore, farà il bene della Lazio"

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A sostituirlo sarà Maurizio Sarri: "Gli faccio un grosso in bocca al lupo, è un grandissimo allenatore che farà il bene della Lazio. E che riceverà tanto in cambio, perché troverà una tifoseria meravigliosa e un gruppo di ragazzi straordinari. Calciatori e prima ancora uomini fantastici, che non ringrazierà mai abbastanza per avermi dato sempre tutto e anche qualcosa di più. E poi ci sono tante persone 'dietro le quinte' a Formello, che in pochi conoscono, ma che sono state fondamentali e preziose per me e per tutti noi. Mi hanno accompagnato nel mio cammino. Non dimenticherò mai le loro lacrime: avrete sempre un posto nel mio cuore. Sentirò sempre la Lazio come casa mia. E io, per voi tifosi, resterò sempre e solo Simone".

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