Venezia-Inter, Ranocchia: "Inzaghi è da Inter. Scudetto? Possiamo arrivare lontano"

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Il difensore in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Venezia: "Inzaghi ha dimostrato di saper gestire un gruppo di grandi giocatori. Il mio segreto? Mi diverto tanto con questi compagni e col tempo sono maturato. Ottavi di Champions importanti e sullo scudetto dico che possiamo arrivare lontano". Venezia-Inter, sabato ore 20.45, in diretta su Sky Sport Calcio, Sky Sport Uno, Sky Sport 251 e Sky Sport 4K

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Titolare contro il Napoli in campionato e contro lo Shaktrar in Champions, ora per Andrea Ranocchia potrebbe esserci una nuova opportunità del primo minuto contro il Venezia, nel match di Serie A che vedrà l’Inter impegnata al Penzo sabato sera (in diretta dalle ore 20.45 su Sky Sport Calcio, Sky Sport Uno, Sky Sport 251 e Sky Sport 4K). Queste le parole di Ranocchia nella conferenza stampa che precede la sfida valida per la 14^ giornata di campionato.

 

Sei l'unico della rosa attuale che aveva giocato gli ultimi ottavi di Champions League disputati dall'Inter, ora avete nuovamente centrato questo traguardo: che sensazioni provi?

"È un traguardo importante: tutti noi ci tenevamo tanto a raggiungerlo. Non siamo partiti bene nel girone ma abbiamo messo a posto le cose. Con il Venezia ci aspetta una partita difficile, in un campo complicato"

 

C'è stato un cambio di gestione rispetto alla passata stagione?

"Le situazioni cambiano in continuazione. Il mister ha fatto vedere che sa gestire quello che è un gruppo di grandi giocatori. Spero che riusciremo a continuare su questa strada, raggiungendo i nostri obiettivi"

 

Sei tornato titolare in due partite decisive. Cosa ti rende più orgoglioso?

"Mi sono divertito tantissimo, perché giocare queste partite importanti è un divertimento oltre che uno spettacolo. Giocare con questo gruppo, con questi compagni ti dà tante soddisfazioni e mi rende felice nel percorso della mia carriera. È stato bello vincere questi due match, ma si tratta già del passato. Guardiamo avanti"

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Sei pronto per una terza partita consecutiva da titolare?

"Il mister deve ancora fare le sue valutazioni. Io sono pronto, sono sempre pronto. L'importante è che la squadra continui a fare quello che sta facendo e che tutti diano una mano, come sempre succede"

 

Qual è stata la svolta che ha cambiato il corso della tua storia all'Inter?

"È cambiato il mio modo di affrontare la giornata, la partita, il pre-partita. Con il tempo si matura, si cresce, è un percorso iniziato qualche anno fa. Gli allenatori passati mi hanno dato una grande mano, poi i compagni sono importantissimi. Il nostro gruppo è forte, coeso"

 

Hai anche il compito di far sentire cosa è l'Inter ai nuovi arrivati?

"Non è che gli uomini spogliatoio siamo solo io, Handanovic o D'Ambrosio. Ognuno fa la sua parte. Quando sono arrivato all'Inter era la squadra del Triplete, zeppa di grandi campioni. Nel corso degli anni i più giovani ricevono sempre l'accoglienza e gli insegnamenti di chi ha più esperienza"

 

Hai il rammarico per aver giocato poco nelle ultime stagioni?

"Questo non è un problema per me: nello sport di squadra devi farti trovare pronto quando vieni chiamato in causa. Quando non ho giocato evidentemente non era il mio momento"

 

Cosa vi ha permesso di non aver subito conseguenze negative dopo il cambio di gestione?

"Il gruppo, anzitutto. Si è formato negli anni, ha superato le difficoltà. Abbiamo perso pedine importanti ma la società ha lavorato nel migliore dei modi per rimpiazzarli. È più un fatto di mentalità che di nomi, siamo sulla buona strada"

 

A livello di gruppo c'è una coesione davvero importante: cosa ha permesso di rendervi così uniti?

"Non c'è la bacchetta magica o una singola situazione che creano un gruppo di questo genere. È un percorso, fatto di episodi negativi e altri positivi. Quando ti capita una cosa negativa sta tutto in come reagisci, perché poi trascini anche gli altri a fare le cose sempre meglio. Il nostro è un percorso fatto di uomini importanti e straordinari"

 

Quale squadra tra quelle del campionato reputi più pericolosa in campionato?

"Ci sono troppi fattori, non è facile fare solo un nome. C'è grande equilibrio, ci sono le coppe, gli imprevisti, gli infortuni. L'importante per noi è esserci".

 

Hai parlato con Brozovic riguardo il suo possibile rinnovo?

"Non ne abbiamo parlato, ma l'importante è vederlo come lo vedo partita dopo partita: sembra migliorare ogni volta!"

 

Hai la sensazione che l'Inter possa bissare il titolo?

"Sono più sensazioni esterne, a livello di giudizi giornalistici o altro. Se lavoriamo in un determinato modo possiamo arrivare lontano, questo è sicuro".

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