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Gianni Di Marzio, il calcio e la vita: un racconto senza fine

il ricordo

Massimo Corcione e Federico Ferri

Gli aneddoti di un altro calcio, il suo Sud, il senso dell’amicizia e della condivisione, il fiuto per il talento. Il più amato l’ha costruito in casa, con la moglie Tucci: suo figlio Gianluca. Gianni Di Marzio nelle parole dei direttori di Sky Sport Massimo Corcione e Federico Ferri

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Chiunque abbia mai incrociato sul suo cammino Gianni Di Marzio, ha assaporato l’illusione che l’immortalità dovesse somigliargli un po': lo sguardo sempre vispo, la parola freneticamente impegnata in racconti senza fine. Sempre giovane. Come quella volta nel '78 che in Argentina scoprì il pianeta Maradona, la delusione per non essere stato capace di convincere Ferlaino a puntare su quel ragazzino nato per caso in Argentina, ma napoletano nell’anima. Come lui. Oppure trucchi di un altro calcio, quando consegnò allo speaker dello stadio pugliese la formazione dell’Internapoli con una piccola grande bugia: invertì le maglie di Chinaglia, gigante eternamente beccato dalle tribune, e di Orsi, attaccante formato mini vestito con una numero 9 esageratamente grande. Si prese tutti i fischi e Chinaglia segnò due gol nell'indifferenza. Gianni non aveva ancora trent'anni, ma era già straordinariamente furbo. E bravo.

Andare controcorrente è stata la sua specialità: una rimonta continua cominciata quando dovette chiudere la carriera di calciatore per infortunio. Gli toccò ripartire anche quando aveva avviato la sua seconda vita, da allenatore: un drammatico incidente automobilistico coincise con il più incredibile degli esoneri. Era a Brindisi, da allora ha lavorato a un doppio progetto chiuso con un doppio successo: da un lato il mestiere mai interrotto, il piazzamento Uefa a Napoli, le promozioni a Catanzaro, Catania, Cosenza, i talenti scoperti da scout in giro per il mondo; dall’altro un campione – Gianluca - costruito in casa insieme con l’altro segreto, la moglie Tucci. Comunicare è stato il grande patrimonio da trasmettere: dai commenti consegnati all’Unità, ai messaggi lanciati da Catanzaro, Napoli, Catania (la sua questione meridionale), alla televisione, ora al mondo social percorso con assoluta padronanza: ecco la modernità eterna di Gianni.

Il senso dell’amicizia e della condivisione erano i suoi tratti distintivi, che fosse un irresistibile aneddoto del suo calcio o un piatto di pesce crudo fatto arrivare apposta il mattino da Catania. La sua vita è stata più bella di un romanzo: avventure, colpi di scena, vittorie e sconfitte, soprattutto una squadra su tutte diretta con l’amore che neppure il migliore degli allenatori è mai riuscito a trasformare in energia, sempre positiva. Gianni Di Marzio ha conquistato il suo Scudetto in famiglia, il racconto che lo entusiasmava più di una finale giocata sul campo. Ha guidato tutti con il sorriso, ricordando che la vita è un affare stramaledettamente serio.