Milan, per Kessié ultima a San Siro in rossonero: cinque anni da protagonista

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Peppe Di Stefano

Peppe Di Stefano

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La sfida di domenica in casa contro l'Atalanta, non sarà soltanto una gara cruciale per il Milan in chiave scudetto. Sarà anche l'ultima stagionale a San Siro per i rossoneri e, in particolare, per Franck Kessie (ex di questa partita). Il suo futuro sarà a Barcellona, ma l'ivoriano, dopo cinque anni vissuti sempre da protagonista, vuole salutare con un grande trionfo

Il Milan saluterà San Siro, contro l’Atalanta. E San Siro saluterà definitivamente qualche protagonista delle ultime stagioni. Uno su tutti: Frank Kessie. Perche se per Alessio Romagnoli qualche minima speranza di rinnovo ancora c’è, nonostante la scadenza imminente del contratto, per l’ivoriano la corsa sul binario rossonero finirà il 22 maggio. Cinque anni magnifici, che lo hanno consacrato al calcio italiano e a quello europeo. Il suo futuro sarà a Barcellona: visite mediche già svolte. Il Milan ripartirà senza il "presidente". I fischi ed i mugugni delle ultime settimane, non macchieranno minimamente il rapporto con un giocatore mai fuori posto in questi anni, che ha dato tutto, soprattutto nei momenti più complicati. Quando c’era poca luce intorno al Milan.

Cinque anni da protagonista

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Franck ha trascinato più e più volte i rossoneri. Soprattutto lo scorso anno: 13 gol, ed una doppietta decisiva nell’ultima di campionato a Bergamo. Contro l’Atalanta. Prossima avversaria del Milan e (un bel po' di anni fa) primo club in Italia di Franck. Il prestito a Cesena, prima del ritorno con l’Atalanta. Doppietta all’esordio in A, con Gasperini allenatore. Una brutta umiliazione a San Siro sempre quell’anno contro l’Inter di Stefano Pioli, 7 a 1. Ma poi tanti sorrisi, soprattutto in rossonero. Più di 35 gol distribuiti in 5 anni vissuti sempre da titolare. Mai in discussione Kessie. Con nessun allenatore. Franck, e non senza rimpianti, lascerà il Milan. Il Milan, come ha sempre fatto nella nuova gestione, non ha inseguito e non inseguirà nessuno. Perché se il Milan è tornato grande è stato grazie ad una gestione attenta e mai fuori posto.