Torino-Juventus, Buongiorno e Gatti: i due simboli del derby

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Veronica Baldaccini

Veronica Baldaccini

Buongiorno e Gatti sono i giocatori più rappresentativi del derby di Torino. E' solo in Nazionale che si sono incrociati fino ad ora, dopo aver condiviso le giovanili del Toro per cinque anni

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Due cognomi, il senso compiuto di questa storia. "Buongiorno Gatti!" sarebbe il claim ideale per questo derby di Torino e il messaggio non sarebbe fuorviante, perché i due simboli di questa partita sono loro: Buongiorno, Gatti, e quella dose di freschezza, furbizia e agilità che possono essere sempre utili, specie in un derby. Sfidiamo a trovarne due più rappresentativi. Buongiorno non ha bisogno della fascia di capitano per essere considerato tale. E’ cresciuto a pane e Toro sin dalle giovanili. Ha letto i nomi degli Invincibili a Superga un anno fa, ha rinunciato all’Atalanta pochi mesi dopo, si è persino laureato con una tesi sul marketing granata. E’ l’immagine del Club in Nazionale.

L'incrocio in Nazionale

E Gatti? Non è solo la faccia “Time” del momento, l’uomo copertina per il gol alla Fiorentina, ma il simbolo di una stagione che la Juventus ha passato più a difendere che ad attaccare, e quando lo ha fatto, spesso ha risolto le gare proprio con chi le reti altrui avrebbe dovuto evitarle: non è un caso che sia Gatti il difensore che ha portato più punti alla sua squadra con 4 gol. Ma non è il più giovane ad averne segnato almeno due, perché a batterlo c’è proprio Buongiorno, nato a giugno come lui, ma un anno dopo: certo festeggiare entrambi i compleanni cantando sul tavolo del ritiro azzurro non sarebbe male... D’altronde è solo in Nazionale che si sono incrociati fino ad ora, dopo aver condiviso le giovanili del Toro per 5 anni, solo che uno è ancora lì mentre l'altro, granata dai pulcini ai giovanissimi nazionali, si è ritrovato poi nei campi dei dilettanti, sino a fare persino un secondo lavoro da muratore, sognando che il primo diventasse l’unico: il calciatore. Curioso, sono stati compagni ma mai avversari. Nel derby d’andata Buongiorno era assente per infortuno mentre Gatti era in campo, l’anno scorso solo il difensore granata ne ha giocato uno spezzone. Dodici mesi dopo eccoci qui, a sfogliare le facce di un derby mai così aperto ed equilibrato da anni, anche grazie all’abilità delle due squadre proprio nella fase difensiva. E se l'apprendista Gatti rappresenta al meglio anche quell'anima operaia del tifo che storicamente ha riempito le curve bianconere, la dignità della fatica, il dottor Buongiorno è l’immagine della coscienza intellettuale della città che in questo dualismo si è sempre riconosciuta. Non resta che giocare, contro, per la prima volta. Qualcosa ci dice che non sarà l’ultima, a loro il compito di renderla unica.