Amorim: "Leao è nostro finché non cambia qualcosa, grande sforzo per tenere Modric"

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L'allenatore rossonero chiarisce la sua posizione su Leao ("La squadra è la cosa più importante. Resta uno di noi finché non cambiano le cose") e spiega che punterà su Modric ("La sua esperienza farà crescere i giovani, Sarà fondamentale nel nostro possesso palla"). Poi sul Milan: "Sono tifoso fin da bambino, mi hanno scelto per come farò giocare la squadra"

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Dal futuro di Leao al rinnovo di Modric, dal suo amore per il Milan al passato con il Manchester United: nella conferenza stampa inaugurale della tournée in Australia, Ruben Amorim affronta tutti gli argomenti più caldi sul pianeta Milan, dando un’idea chiara di quali siano le sue priorità. Attesissime, naturalmente, le sue parole su Leao, la cui storia con i rossoneri sembra chiusa (con le turche Galatasary e Fenerbahce che si sono fatte avanti): “Non è complicato: per me la squadra è la cosa più importante. Parlerò con Rafael, con Ramos, con Saelemaekers, con tutti i giocatori che tornano dal Mondiale per spiegare cosa faremo. Sanno già cosa significa giocare in un club come il nostro. So che ci sono molte voci su alcuni dei nostri giocatori, ma restano dei nostri fino a quando non cambia nulla. L'obiettivo è preparare la squadra per la prima partita, e su questo ci concentriamo. Tutti si alleneranno e lotteranno per un posto in squadra, questo è certo. Non c'è nulla di nuovo e nulla di diverso. Tratto i giocatori in modi differenti perché sono tutti persone diverse, ma le regole valgono per tutti. È piuttosto semplice, non complichiamo le cose: si tratta di allenarsi, divertirsi, aiutare squadra, condividere molto con i tifosi e preparare i giocatori”.

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"L'esperienza di Modric aiuterà i nostri giovani"

Così come Leao, anche Modric arriverà dal Mondiale, fresco però di un rinnovo che lo vedrà in maglia rossonera anche nella prossima stagione. “L'idea è che Luka giochi già nelle prossime amichevoli, ma alla fine dovremo verificare. Quanti anni giocherà ancora? Dipende dalla volontà del giocatore. Da quello che ho visto la scorsa stagione, può ancora giocare ad altissimo livello. Ha fatto molto bene, non solo durante la stagione, ma anche al Mondiale. Penso che abbiamo bisogno di esperienza: stiamo portando con noi tanti giovani e, perché un giovane possa avere successo, dobbiamo anche mettergli intorno giocatori di esperienza. Questo è l'obiettivo principale. Non si tratta solo della qualità che Modric e gli altri giocatori porteranno alla squadra, ma io voglio una squadra che comprenda giovani, perché è davvero importante, non solo per il nostro club, ma anche per esempio per la Nazionale. Abbiamo fatto un grande sforzo per continuare ad avere Luka nella nostra rosa e penso che lui sia davvero felice. Stiamo parlando del Milan: credo che chiunque nel mondo voglia giocare in un club come il nostro, con la nostra storia. Adesso dobbiamo fare un passo avanti, giocare meglio e giocare bene per raggiungere un livello diverso”. Infine, una spiegazione “tattica” di come Modric sarà centrale anche nel Milan della prossima stagione (nonostante i 41 anni che compirà a settembre): “A volte non conta quanto velocemente corri, ma quanto velocemente pensi. E lui è davvero molto forte in questo. Aiuterà i nostri ragazzi, aiuterà la nostra squadra. Vogliamo basare il nostro gioco sul possesso del pallone. Se c'è una persona al mondo che può essere davvero utile nel gestire il possesso, quella è Luka”.

"Il Milan mi ha scelto per il mio gioco"

Successo e fallimento sono invece due concetti su cui insiste Amorim quando spiega come lo abbia scelto il Milan: “Credo che mi abbiano scelto, perché hanno ritenuto fossi la persona giusta per il modo in cui voglio far giocare la squadra. Hanno individuato che volevano giocare nello stesso modo, ma penso che mi abbiano scelto non solo per i successi che ho ottenuto, bensì anche perché l’esperienza in un grande club come il Manchester United li ha aiutati a capire meglio chi sono. Tutte le riflessioni che ho condiviso durante gli incontri con Cardinale hanno fatto capire loro che ero preparato per questo lavoro, non soltanto grazie ai successi del passato, ma anche grazie ai miei fallimenti. Credo che questa abbia pesato molto durante quei colloqui”.

"Tifo Milan fin da bambino, rispetto la sua storia"

"Allenare qui per me è un sogno. Ma so anche che sarete voi a giudicarmi in base alla prossima partita", ha proseguito, "scherzando" anche sul suo nuovo look (a Glasgow ha rinunciato alla tuta in panchina, presentandosi in giacca: "Quando sei l'allenatore del Milan ci sono alcune cose che bisogna fare... Penso di aver sentito un po' la pressione del mio staff, che mi ha detto che qui è diverso e che bisogna presentarsi in modo diverso. E poi Milano è la città della moda, quindi bisogna rappresentare la propria città nel modo migliore. E una parte della storia del nostro club non è soltanto il modo in cui giochi, ma anche il modo in cui rappresenti te stesso e la tua città. Sono davvero felice e onorato di essere stato l'allenatore del Manchester United in quel periodo, ma adesso sono al Milan. Ho parlato con alcune persone del club: con Massaro, con Baresi... La cosa più importante adesso è capire in che tipo di club mi trovo e qual è la sua storia. Per me questa volta è stato più facile, perché sono tifoso del Milan da quando ero bambino, quindi conosco la cultura del club, la sua idea e la sua storia. Ma tutto questo appartiene al passato, mentre il nostro obiettivo è costruire un nuovo futuro".

"Gli insuccessi mi hanno reso migliore"

E ancora, tornando al periodo con lo United e ai suoi “fallimenti”: “Ormai tutto questo non conta più, le cose cambiano e ci si concentra sulla sfida successiva. Però ho imparato tantissimo: la cosa importante è che so con chiarezza di aver commesso molti errori. Quando fai questa riflessione e capisci che non era colpa soltanto degli altri, ma anche tu allora, penso che tu possa diventare un allenatore migliore e un uomo migliore”.

Le amichevoli del Milan ad agosto su Sky

La tournée rossonera regalerà ad Amorim in brivido del derby e poi lo porterà ad affrontare il Chelsea già incontrato in Premier. Al rientro in Europa, l'allenatore del Milan sfiderà il suo passato, in Polonia contro il Manchester United. Tutto in diretta su Sky

  • Milan-Inter: mercoledì 5 agosto, ore 13, Optus Stadium (Perth)
  • Chelsea-Milan: domenica 9 agosto, ore 14, Gelora Bung Karno Stadium (Indonesia)
  • Manchester United-Milan: sabato 15 agosto, ore 16.45, Tarczynski Arena (Breslavia)

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