Conte pensa al ritorno: "Vorrei una squadra che ha bisogno di tornare a splendere"
il futuroIn una intervista a "The Athletic", Antonio Conte rivela che potrebbe accettare di allenare una squadra in corsa: "Se ne vale la pena, sì. Mi piacerebbe andare in un club con una storia un po’ appannata, per spolverarla e farla risplendere ancora una volta". Per Conte la differenza tra Premier League e resto del mondo è sostanzialmente una: "In Premier usano il bazooka, altrove le pistole. Ma i soldi bisogna saperli spendere"
È un Antonio Conte sincero e diretto quello che si racconta a "The Athletic". Traccia il bilancio della sua carriera, a dieci anni dallo storico titolo in Premier con il Chelsea, e immagina il proprio futuro. Che potrebbe rivederlo su una panchina prestigiosa prima di quanto si immagini. Conte parte da un ritratto a 360 gradi della sua filosofia, più di vita che calcistica: "Ho vinto molto, ma ho anche perso molto", dice, "ecco perché, molto spesso, quando parlo ai miei giocatori, ho una carica agonistica così feroce e cerco di trasmettergliela. Se perdi una finale di Coppa del Mondo o una finale di Champions League e poi vai in vacanza, potresti pensare che ci sarà un'altra occasione. Ma non c'è sempre una prossima volta. È questa qui". Ma la 'prossima volta', per Antonio Conte, potrebbe essere dietro l’angolo: "Se ne vale la pena, sì", risponde alla domanda se considererebbe l’ipotesi di prendere una squadra in corsa. Ma a determinate condizioni: "Ci sono molti club che hanno un po' perso di vista la propria storia. Mi piacerebbe andare in uno di questi club per spolverare quella storia e farla risplendere ancora una volta. Club dove c'è pressione, dove, alla fine, sai benissimo che non ci vai solo per partecipare, ma per vincere". Conte ha voglia di tornare a fare la cosa che conosce meglio, dare fiducia: "So benissimo che ogni anno può vincere una sola squadra, ma devo portare nel cuore — e infondere nel cuore della gente, dei miei giocatori e dei miei dirigenti — quella scintilla, quella speranza che ti fa dire: possiamo vincere".
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"L’allenatore dev’essere il centro del sistema"
Un altro dei principi fondamentali del suo calcio resta la visione comune con la dirigenza del club: "Secondo me, l'allenatore deve essere al centro; deve essere importante. Se non sei contento, lo esoneri. L'allenatore deve dare la direzione e la visione. Ha la sua filosofia di gioco. Non puoi avere due visioni diverse — il club da una parte e l'allenatore dall'altra. Se queste due visioni coincidono e riesci a trovare il giusto equilibrio, allora si va avanti". Con una consapevolezza, per vincere bisogna fare fatica, come ha ricordato spesso durante il biennio a Napoli: "È stata un'esperienza fantastica. Ha richiesto tantissima energia e non è stato facile. Ora sono in una fase in cui sto solo alla finestra a guardare e studiare nuovi approcci".
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"Premier League col bazooka, gli altri con le pistole"
Conte, che conosce bene Premier League e Serie A, traccia una differenza sostanziale, che non può che essere soprattutto finanziaria: "In Inghilterra oggi usano i bazooka, mentre da tutte le altre parti usano ancora le pistole. Ma dobbiamo anche stare attenti a come vengono spesi i soldi. Per questo bisogna fare le giuste valutazioni e avere una visione. Perché puoi anche avere molti soldi, ma devi spenderli bene".
