Carboni passa a... l'arbitro e nasce il gol di Isaksen in Lazio-Monza: c’è un motivo
l'episodioLa ricostruzione del curioso errore che ha portato al gol del 2-0 della Lazio contro il Monza nell'ultima giornata di Serie A. Nel video si vede al limite dell'area Andrea Carboni passare inspiegabilmente la palla all'arbitro. In realtà c'è un perché e dipende dai colori delle divise in campo...
E' proprio vero che su un campo di calcio possono capitarne... di tutti i colori. Emerge infatti un dettaglio cromatico abbastanza clamoroso da Lazio-Monza, partita vinta domenica dai padroni di casa per 3-1. Se si riguarda con attenzione il secondo gol dei biancocelesti si può notare chiaramente: nell'azione che porta alla rete di Isaksen il difensore del Monza Carboni passa la palla... all'arbitro Collu!
La ricostruzione allo Sky Sport Tech
Sì, dalla ricostruzione che abbiamo potuto fare Carboni entra in possesso del pallone e quando si gira per liberarsene sulla pressione di Isaksen sembra vedere a colpo d'occhio un compagno libero ed esegue il passaggio. Peccato per lui che non si tratti di un calciatore della sua squadra ma appunto dell'arbitro. Che naturalmente lascia sfilare il pallone: se ne impossessa Taylor e in un attimo arriva il gol del 2-0 laziale proprio di Isaksen. Un errore grossolano, ma determinato anche dalla confusione dei colori: in quella frazione di secondo infatti a Carboni il fucsia con pantaloncini neri dell'arbitro ha fatto lo stesso effetto visivo della divisa del Monza, "total black" con una fascia rossa verticale forse galeotta nel mischiare un po' gli effetti cromatici.
A quanto pare anche in un altro paio di occasioni i giocatori di Juric hanno fatto lo stesso errore, senza ritenere però di avvisare l'arbitro chiedendo un cambio di maglia. Del resto anche nel tradizionale controllo pre-partita non era emersa nessuna criticità: alla prova del campo però evidentemente la differenza tra i due "kit" non è parsa così marcata.
Come funziona la scelta delle divise?
Nei giorni precedenti alla partita, le società devono indicare formalmente quale kit useranno tramite un sistema telematico della Lega Serie A: a quel punto la Lega stessa - anche valutando le esigenze televisive - e successivamente l'Aia danno un primo ok, tenendo presente che ogni divisa non può contenere più di tre colori principali e che le due squadre devono differenziarsi non solo nella maglia ma anche per quanto riguarda pantaloncini e calzettoni. La scheda col kit delle squadre a quel punto arriva alla squadra arbitrale che si regola di conseguenza nella scelta della propria "mise", fermo restando che di norma gli arbitri portano con sé almeno un paio di alternative (i colori sono nero, giallo, verde "tiffany" e fucsia, mentre i calzoncini restano neri). L'ultimo check avviene negli spogliatoi, ma a volte può succedere che quella che prima di cominciare sembra una differenza sufficientemente chiara possa rivelarsi un gioco di colori - complici magari zone di luce e ombra - capace di confondere. E di finire per passare la palla... all'arbitro.
